ESQUIVEL. EXPLORING NEW SOUNDS IN STEREO.
LP RCA Living Stereo LSP-1978.
AAA. Stereo. Registrazione da studio. Webster Hall, New York. 1958. Prod: J.Camacho. Eng: E.Oelrich.
Benvenuti nell'incredibile mondo di Juan Garcia Esquivel!
All'alba della nuova era della stereofonia, la RCA produsse numerosi dischi con l'obiettivo di rendere popolare l'allora nuovissimo processo di registrazione stereofonica. LP come Bob and Ray Throw a Stereo Spectacular (LSP-1773), Music for Bang, Baroom and Harp (LSP-1866) e Music for Non-Thinkers (LSP-1773) erano tutti stati prodotti allo scopo di creare interesse per la stereofonia.
I primi dischi stereo di Juan Garcia Esquivel per la RCA cadono in questa categoria. Juan Garcia Esquivel era nato in Messico nel 1918 e fu li che il suo precoce talento musicale fior. Musicista, compositore ed arrangiatore autodidatta, egli cre presto la sua banda, composta da circa venti musicisti e da una mezza dozzina di cantanti. La sua immaginazione musicale era notevole e presto egli divenne noto come uno dei pi grandi arrangiatori a sud del Rio Grande (egli arriv anche a scrivere la colonna sonora per Kojak e McHale's Navy, per citare solo due dei suoi motivi pi famosi).
La RCA firm un contratto con Esquivel nel 1957 e vennero prodotti numerosi dischi nella serie RCA Action, il pi famoso dei quali fu Latin-esque, in cui egli sistem i suoi musicisti in due studi separati, coordinando la registrazione con un sistema di televisione a circuito chiuso, qualcosa di assolutamente originale in quei primi tempi della stereofonia.
Album quali Other Worlds (LSP-1753), Infinity in Sound (LSP-2225), Strings Aflame
(LSP-1988) e Exploring New Sounds in Hi-Fi, l'album qui recensito, avevano come scopo quello di evidenziare il grande talento di Esquivel come arrangiatore nella nuova, eccitante era della stereofonia.
L'innovativa scrittura di Esquivel per la stereofonia pu essere udita in questo album. In molti modi, i suoi estrosi arrangiamenti rispecchiavano la sua vita sregolata (ebbe sei mogli, dava spettacoli a Las Vegas e indulgeva nelle droghe e nell'alcool): il suo lavoro talvolta talmente oltraggioso che un recensore di High Fidelity, R.D.Darrell, scrisse che: Escquivel si supera nella sua totale mancanza di rispetto per il gusto musicale e l'attrattiva timbrica. C' abbondanza di sensazionalismo sonoro, sia negli arrangiamenti freneticamente elaborati che nella spettacolare registrazione 'stereoistica', ma quasi senza eccezione, i crudi effetti cancellano tutto il resto.
Devo ammettere di non conoscere tutte le sue registrazioni, ma quella recensita in questo articolo non rientra tra quelle a me ignote. Tutti i dieci arrangiamenti contenuti in Exploring New Sounds in Stereo sono incredibilmente immaginativi e coloriti. In Bella Mora, per esempio, egli utilizza percussioni fino a quel momento sconosciute, come le campane cromatiche cinesi, un albero di campane cinese, campane da caviglia (che egli descrive come assomiglianti a un grappolo di uva metallica), un gong, un tamburino brasiliano chiamato 'pandero' e tutto un insieme di percussioni latinoamericane. Il risultato sonoro incerdibile. O ancora, l'arrangiamento della colonna sonora di Miklos Rozsa per il film Spellbound con Cary Grant, in cui il tema iniziale affidato ad un flauto solista accompagnato dalle sue ondate di pianoforte: meraviglioso.
Non c' spazio qui per descrivere ogni singola traccia del disco, ma lasciatemi dire che sia la musica che gli arrangiamenti sono molto meno vacui della musica contenuta in un altro capolavoro audiophile, Casino Royale. Questo un disco divertente, di facile ascolto e di sicuro intrattenimento. E' sgargiante, rumoroso, divertente, immaginativo e spesso grottesco.
Raccomandato se avete il senso dell'umorismo. Dimenticatelo se siete interessati solo a musica seria da ascoltare seriamente.
Se non siete abituati al suono di strumenti a percussione molto rumorosi, la registrazione potrebbe sembrarvi esuberante quanto la musica stessa.
Gli strumenti sono ripresi da vicino, un po' come nelle registrazioni Decca Phase 4, ma in modo meno esagerato. La riproduzione della micro e macrodinamica da cinque stelle, veramente se si considera l'et della registrazione. I colori timbrici sono vividi e, almeno nel nostro impianto, non ho notato alcuna congestione nei pieni e nei passaggi intensi. La risoluzione del dettaglio molto buona ed il senso di immediatezza dovuto alla ripresa ravvicinata porta ad una registrazione allo stesso tempo eccitante e provocante. Naturalmente, quando parlo di dinamica ed estensione, mi riferisco al meglio che si poteva ottenere cinquant'anni fa. Entrambi i parametri sono meglio riprodotti in molte registrazioni digitali moderne, ma ci che manca in queste la sensazione di immersione nell'evento originale risultante dalla combinazione tra i veloci transitori microdinamici e la ripresa ravvicinata.
Se solo gli ingegneri di oggi potessero ascoltare il meglio che i loro predecessori avevano ottenuto e lo combinassero con il potenziale tecnologico odierno, allora il digitale potrebbe essere diverso da ci che troppo spesso .