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Suono incredibilmente dinamico, specialmente per quanto riguarda il pianoforte, che in primo piano al centro di una scena raccolta ma comunque ariosa.
Mi ha colpito la nettezza degli attacchi delle note del piano: veramente realistici, con una resa spettacolare del corpo del pianoforte.
In effetti, la capacit di una registrazione di far sentire il corpo degli strumenti una di quelle caratteristiche che contribuiscono a dare all'ascoltatore la sensazione di essere in presenza dell'evento reale e in questo disco, insieme all'ottima ripresa dei suoni provenienti dal pubblico (mai invadenti ma fondamentali per ricreare la sensazione del 'live'), tale capacit estrinsecata in modo molto evidente.
Stupendo il decadimento armonico delle note del pianoforte, che rimangono librate nell'aria a lungo.
Acustica asciutta ma non secca, tipica di ambienti raccolti ma comunque 'vivi'.
Stranamente, il contrabbasso non molto in evidenza, pur essendo lo strumento leader di questo trio. In effetti, lo si avrebbe voluto pi corposo. Invece veloce, si, ma non sembra che scenda particolarmente in basso in frequenza.
La batteria avvolgente, con il suono dei piatti che si spande nell'aria, molto ricco di armoniche, anch'essa veloce negli attacchi dei colpi di tom ma pi in secondo piano rispetto al pianoforte e al contrabbasso di Brown. La scena abbastanza raccolta, come si conviene ad un piccolo ensemble che suona in un jazz club.
A differenza dalle registrazioni di musica classica, specialmente quelle di musica sinfonica, in cui una ripresa ravvicinata falsa la percezione dell'evento originale perch non ripropone, in effetti, una situazione realistica (chi ascolta un'orchestra seduto sul bordo del palco?), nel caso del jazz trovo che una ripresa ravvicinata contribuisca a coinvolgere l'ascoltatore: quante volte ho assistito a concerti jazz seduto ad un tavolino appena davanti alla pedana su cui suonavano i musicisti!
Contribuisce all'ottimo risultato sonoro finale una risoluzione del dettaglio di gran classe, che permette di sentire i piccoli rumori ambientali, quali il cigolio della meccanica del pianoforte o i piccoli rumori prodotti dal pubblico, e garantisce una corretta riproposizione delle ombreggiature microdinamiche.
Peccato che l'estensione verso il basso non sia da primato come il resto della risposta in frequenza e che il soundstage tratti in maniera differente il pianoforte e gli altri due strumenti, perch questi piccoli, veniali limiti del suono di questo altrimenti perfetto doppio LP a 45 giri mi impediscono di dare l'AS TOP.
Rimane comunque un disco assolutamente imperdibile per ampi meriti musicali e tecnici, soprattutto per le emozioni che il suono riesce a trasmettere all'ascoltatore.
Marco Manunta
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