Perchè Reel 2 Reel ?
Reel 2 Reel è una sezione dedicata ad i nastri analogici da 1/4 di pollice a due e a quattro tracce.
AudioFileMusic.com si è organizzata per poter duplicare e vendere alcuni titoli, che trovate nella apposita sezione Catalogo titoli in vendita.
Per capire però cosa ci ha spinto a questa operazione, vi invitiamo a leggere un articolo già pubblicato su Audiophile Sound n° 72, scritto dall'editore: vi riportiamo quì di seguito il testo dell'articolo completo.
Non solo: qui sotto troverete anche tre articoli in formato PDF già pubblicati su Audiophile Sound con cui potrete approfondire le vostre conoscenze sull'argomento.
Per finire: il catalogo dei nastri da noi duplicati e venduti si accrescerà seguendo il successo dell'iniziativa di vendita, per cui non esitate a contattarci e ad acquistare ciò che vi interessa, servirà a mantener vivo un mercato su cui voi, come noi, dimostrate passione e interesse ogni giorno.
Articoli relativi a nastri
Da AudiophileSound n° 72
Il mondo dei nastri commerciali:
Introduzione ad un mercato
Da quando ho iniziato a parlare dei nastri
commerciali è nata una polemica su
vari forum italiani - specialmente su quello
di Video HiFi - riguardo l'utilità e la rilevanza
dell'investire su un supporto che è stato
soppiantato prima dagli LP e ora da vari
supporti digitali.
Prima di iniziare questa
nuova serie di articoli sui nastri commerciali,
lasciatemi riassumere il punto focale
dell'argomento e offrirvi una breve introduzione
al mondo dei registratori a nastro
e dei nastri commerciali.
Il software
1. Esiste e dove si trova?
La disponibilità di nastri commerciali è limitata
ma non inesistente, come è stato ripetuto
alla nausea. Andate su Ebay,
www.ebay.com, e digitate ‘reel-to-reel’: vi
verranno offerti migliaia di nastri commerciali
e vergini. I nastri sono venduti anche da
molti negozi on-line.
Infatti, nastri e registratori
a nastro sono parte di un movimento
underground che pare stia guadagnando
forza di anno in anno.
2. Costano tanto ed è rischioso
acquistarli?
I normali nastri a quattro tracce costano
mediamente tra cinque e quindici Euro, i
più ricercati arrivano a circa quaranta Euro.
Vi potrebbe capitare di pagare i più introvabili
fino a 50-60 Euro, ma si tratta di eccezioni.
I nastri a due tracce sono più costosi
perché suonano meglio. I prezzi vanno da 10-
15 Euro a 80-100 Euro ciascuno. Dipende
dal fattore rarità.
Essi erano duplicati a velocità
normale mentre i nastri a quattro tracce
utilizzavano sistemi di duplicazione a velocità
doppia, tripla, ecc. con ovvie influenze
sulla dinamica, ecc.
Riguardo al rischio di acquistare un bidone,
beh, è un rischio che si corre sempre. Io
possiedo circa trecento nastri e direi di aver
preso fregature solo con una decina. Parliamo
quindi di un rischio del 3-4 percento. Per tutti
quelli che presentavano problemi, comunque,
ho ottenuto un risarcimento oppure
un cambio.
Generalmente, la qualità dei
nastri è ancora molto buona, anche dopo
mezzo secolo di vita. Naturalmente, la maggior
parte hanno più di trent'anni, per cui vi
mentirei se vi dicessi che non c'è alcun rischio
ad acquistarli.
3. Come suonano?
Non voglio entrare nell'argomento se essi
siano o meno il miglior supporto attualmente
disponibile sul mercato consumer
audiophile. Posso solo dirvi che se avete
acquistato un buon registratore a nastro,
allora scoprirete che la maggior parte dei nastri
a quattro tracce suonano meglio, talvolta
considerevolmente meglio, dei loro equivalenti
LP o CD (anche quando questi ultimi sono letti da apparecchi molto costosi) e
costano una frazione delle copie su vinile
originali.
Essi suonano meglio del vinile semplicemente
perché sono meno compressi degli
LP. Solo per questo.
Comunque, aspettatevi un maggiore soffio
- specialmente sulle vecchie copie, che erano
registrate senza Dolby - ma, Dio mio, che
trasparenza! I nastri a due tracce possono essere
straordinariamente buoni.
Ho fatto varie
dimostrazioni negli ultimi anni al Top Audio,
al Roma Hi-End, ecc. e la reazione generale
quando facevo ascoltare nastri a due tracce
della Mercury e della Living Stereo era di sbalordimento.
Una nota finale. I nastri non sono un supporto
perfetto, ma neanche gli altri (LP, CD, SACD,
ecc.). Non esiste il supporto perfetto - tranne
che nella testa dei produttori e dei giornalisti
ignoranti. Ciascuno ha i suoi pregi ed i
suoi difetti. In generale, la disponibilità di
repertorio su nastro è limitata, molto più
limitata di quella offerta da LP e CD.
I nastri
non sono un surrogato per altri formati. E'
semplicemente un formato dimenticato che
credo possa regalare a voi ascoltatori molto
piacere perché vi darà accesso ad una qualità
sonora talvolta incredibile ad un prezzo da
vero affare. Il che ci porta al discorso
dell'hardware.
L'hardware
Per una macchina a quattro tracce aspettatevi
di pagare tra 500 e 1.000 Euro per un
modello in buone condizioni, anche se talvolta
è possibile pagare di meno.
Assicuratevi che
le testine siano in ottime condizioni e che i
motori siano a posto (controllate anche i
freni meccanici degli hub - ndt). Ricordatevi
che, a parte alcune macchine, la maggior
parte dei registratori a bobina (da un quarto
di pollice, perché tutti i nastri commerciali
sono prodotti con nastro da un quarto di
pollice) non possono leggere sia nastri a due
tracce che a quattro tracce, per cui vi occorrerà
un registratore per i nastri a quattro
tracce ed un altro per quelli a due tracce (alcuni
modelli Technics hanno una doppia dotazione
di testine e leggono sia i nastri a due tracce
che quelli a quattro tracce - ndt).
La velocità
del nastro è quasi sempre 7.5 ips (pollici
per secondo, equivalenti a 19cm/s), anche
se alcuni sono stati prodotti a 3.75 ips
(9,5cm/s), ma sono di qualità minore a causa
della risposta in frequenza più ridotta.
Dunque,
iniziate con una macchina a quattro tracce.
La scelta di nastri commerciali a quattro
tracce è molto maggiore che per quelli a
due tracce.
Riassumendo: ciò che dovete cercare è un
registratore a quattro tracce da un quarto
di pollice a 7,5 ips (19cm/s). Ci sono molti
Revox e buoni registratori giapponesi prodotti
per il mercato americano. Tra i giapponesi,
sceglierei i Technics ed i Sony (ma anche i
gli ultimi Akai e Teac non sono da scartare
- ndt).
Arriviamo ora ad un'informazione che dovete
comprendere appieno: la curva di equalizzazione.
I nastri commerciali sono stati venduti
principalmente sul mercato americano e
l'equalizzazione standard con cui venivano
prodotti è la NARBT. In Europa si preferiva
lo standard CCIR - per esempio, tutti i nastri
a due tracce British HMV e Columbia erano
registrati con quella curva.
Per cui, è importante
scoprire quale curva è stata installata
sul registratore che siete interessati ad acquistare.
La maggior parte dei giapponesi usa
la NARBT perché erano venduti principalmente
in America, ma controllate prima di
fare l'acquisto: la maggior parte dei Revox
usa la CCIR, anche se Tim de Paravicini mi
ha detto che la curva Revox non è esattamente
una CCIR, e che è leggermente più
simile alla NARBT.
I nastri registrati in NARBT
riprodotti su un registratore che usa la curva
CCIR danno un suono leggermente più brillante.
E' un po' come non adattare perfettamente
l'impedenza tra la testina ed il pre.
Io ho un Revox con la curva CCIR che mi
ha dato ore di puro piacere. Perciò, non
fatevi fuorviare dalle affermazioni dei fanatici
(esistono anche alcune versioni di registratori
Revox che permettono di scegliere
tra la curva NARBT e la CCIR - ndt).
Da dove iniziare?
Se non siete esattamente dei fanatici della
musica classica e preferite piuttosto concentrarvi
su dischi che hanno raggiunto lo status audiophile, vi consiglierei di iniziare con i
seguenti titoli RCA. Lo dico perché ne sono
state prodotte numerose copie e sono quindi
decisamente più facili da reperire sul mercato.
Ho indicato una dozzina di titoli, tutti nastri
a quattro tracce eccetto quelli indicati come
‘due tracce’, che sono reperibili solo in versione
a due tracce.
Tutti i titoli sono stati pubblicati
dalla RCA Living Stereo su nastro da un
quarto di pollice a 19cm/s:
- Harry Belafonte at Carnegie Hall (FTO-
6000)
- Belafonte Returns to Carnegie Hall (FTO-6002)
- Elvis, G.I.Blues, (FTP-1045)
- Elvis is Back, (FTP-1024)
- Esquivel and His Orchestra. Sono stati pubblicati
molti suoi titoli, tra cui Infinity of Sound
(FTO 1034) e Other Worlds Other Sounds
(CPS-171, due tracce. Io ho questo nastro:
impressionante)
- Bob and Ray Throw a Stereo Spectacular
(CPS-199, due tracce)
Molti di questi nastri sono stati ristampati su
vinile da 200g da Classic Records e, a meno
che non vogliate pagare una fortuna per gli
originali, li raccomando con entusiasmo.
Riguardo ai Beatles, è possibile trovare un sacco
di nastri a 9,5cm/s del quartetto di Liverpool,
anche se ne ho visto parecchi a 19cm/s,
tra cui Abbey Road, Sargent Pepper, Revolver
ed i primi tre o quattro album. All'inizio del
prossimo anno scriverò un articolo sui nastri
dei Beatles in collaborazione con Ken Kessler.
Potete trovare molti nastri dei Beatles su
Internet. Non sono rari come potreste pensare.
Sul jazz ed il blues parlerò nel mio prossimo
articolo.
Per la musica classica, vi raccomando ancora
di iniziare a cercare nastri RCA Living Stereo
per la loro disponibilità.
Quasi tutto il catalogo
Living Stereo è stato trasferito su nastri
a quattro tracce e più del cinquanta percento
è anche disponibile su nastri a due tracce.
I
seguenti sono tutti nastri stereo da un quarto
di pollice a quattro tracce a 19cm/s:
- Saint-Saens, Sinfonia n.3. Boston Symphony
Orchestra, Munch, (FTC-7000)
- Respighi, Pines of Rome; Fountains of Rome,
Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner
(FTC 2012)
- Mahler, Sinfonia n.4, Chicago Symphony
Orchestra, Fritz Reiner, (FTC 2027)
- Rhapsodies, Stokowski. (FTC 2058)
- Strauss, Richard, Also Sprach Zarathustra.
(edizione 1964). Chicago Symphony Orchestra,
Fritz Reiner, (FTC 2115).
Tutti questi nastri sono stati pubblicati su
XRCD o SACD o CD Living Stereo e tutti,
eccetto l'edizione del 1964 di Also Sprach
Zarathustra, ristampati su LP da 200g Classic
Records.
Prima di concludere questa prima tranche, vorrei
insistere su ciò che segue.
La ragione per cui ho riportato alla vita, come
è accaduto, un vecchio formato, non è perché
è migliore dei nuovi formati digitali: per molti
aspetti non è così. Il punto sui vecchi nastri
commerciali è che vi mettono a disposizione
una qualità sonora da far girare la testa ad
un prezzo assurdamente basso.
Non è una
guerra al vinile o alle vendite di apparecchiature
legate al vinile: principalmente perché
l'offerta è talmente limitata, rispetto a ciò
che può essere reperito nel mercato del
vinile e del CD oggigiorno!
I nastri commerciali sono meno compressi del
vinile e in base alle mie esperienze suonano
meglio di quasi tutte le rimasterizzazioni digitali
di registrazioni analogiche. In effetti, credo
che occorrerebbe investire una piccola fortuna
in un front-end analogico per avvicinare
soltanto la qualità sonora di un decente registratore
a nastro ben messo a punto.
Questo accesso alla riproduzione sonora di
alta qualità disponibile a costo molto ridotto
può solo indurre gli audiofili a continuare a
migliorare la loro catena hi-fi, non l'opposto.
E' un altro formato da ascoltare accanto al
vinile, al CD e a SACD/DVD-A.
Non vedo
quindi alcuna ragione per cui gli audiofili non
dovrebbero essere messi a parte di informazioni
tali da indurli a ascoltare alcune delle
loro migliori registrazioni con una qualità
sonora che non potrebbero mai apprezzare
in altro modo a causa degli alti costi legati
ad un front-end analogico di altissima classe.
Alla fin fine, è qualcosa di nuovo che tiene
vivo e vegeto il nostro interesse per l'hi-fi.
Niente di più, niente di meno.
Pierre Bolduc
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