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Mercoledì, 26 Ottobre 2011 11:07

KNUT ROESSLER AND JOHANNES VOGT - OCTAGON - BETWEEN THE TIMES

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KNUT ROESSLER AND JOHANNES VOGT - OCTAGON - BETWEEN THE TIMES - CD 2010 ACT Music ACT 9496-2Stereo. Live + studio recording. Recorded live 2009 at Castel del Monte (Italy) and 2010 in an uncredited studio in Heidelberg by Werner Goos. Mastered by Klaus Scheuermann. Produced by Knut Roessler, Johannes Vogt and Werner Goos.Knut Roessler (sax), Johannes Vogt (lute, synth. guitar), Ute Kreidler (vocals), Werner Goos (percussion, synth. guitar), Guenther Lenz (bass).

www.egeamusic.com

giudizio artistico: ECCEZIONALE

Non è semplice descrivere la bellezza di questo disco, che nasce da una complessa e raffinata ricerca che ha come punto cardine la figura dell'imperatore Federico II. Una ricerca che non è solo musicale, ma anche letteraria e linguistica, e che crea un interessante ponte tra il jazz e le culture alto-medievali, attraverso una rilettura attualizzata di composizioni dell'epoca ma anche con brani originali di Roessler e Vogt (talvolta costruiti su antichi testi poetici, come ad esempio, “Misura, providentia e temperantia”, sonetto scritto dall'imperatore stesso, e “Koenig-Friederich-Ton”, di Walther von der Vogelweide). Il percorso si estende anche in senso geografico: vediamo la Spagna di Alfonso il Savio, attraverso “Santa Maria, strela do dia”, brano in lingua portoghese (che all'epoca era lo spagnolo colto, letterario) creato presso la sua corte, e poi la sefardita ”Por que llorax”; la Germania, con “Caritas abundat” della Sibilla del Reno, Hildegard von Bingen, brillante personalità che ancora oggi affascina per il suo geniale talento espresso nella medicina, nella letteratura e nella musica; la Francia e la Catalogna dei Trovieri e dei Trovatori, con canti di Chastelain de Couci, Moniot d'Arras, Beatriz de Dia e Ponc d'Ortafà; l'Italia, con l'Estampie “La Manfredina”, dedicata a Manfredi, il figlio di Federico; e l'Arabia, con “Zirafkand”, una composizione del duo su un'antica scala araba di otto note tramandata dal teorico della musica Safi al-Din nel tredicesimo secolo. Il titolo del disco allude alla forma del Castel del Monte, in Puglia, dove questo lavoro è stato concepito e registrato. E tale figura geometrica è un tema base che ritroviamo un po' dappertutto, dal numero di brani presenti (sedici) alla struttura dei tre “Octagon Interludes”. La limpida, perfetta voce di Ute Kreidler, il liuto barocco di Vogt e il sax di Roessler danno continua prova di maestria mantenendo la tensione emotiva sempre altissima. Roessler, inoltre, è un improvvisatore geniale, in grado di interagire con strutture complesse con naturalezza e spontaneità. Questo disco fa innamorare al primo ascolto. Pierluigi Avorio.

giudizio tecnico: ECCEZIONALE

Anche dal punto di vista tecnico, il disco è incredibile. La timbrica è assolutamente tridimensionale, ben densa, e la tavolozza è ricchissima di colori e sfumature. Le sensazioni tattili e materiche espresse dai suoni sono intense: serico, vellutato e cremoso per la voce della Kreidler, liquido, setoso e dolce per il sax, ambra e gocce d’acqua per il liuto, terra scura e lino per il contrabbasso, terre, argille brune e legni per le percussioni. Il soundstage è ben aperto e lascia aria tra gli strumenti, le dinamiche sono eccellenti, gli equilibri tra i volumi sono naturali e mai forzati. Pierluigi Avorio

Letto 10047 volte Ultima modifica il Mercoledì, 26 Ottobre 2011 11:07

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