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Venerdì, 08 Febbraio 2019 16:21

Audiophile Sound 171 - gennaio 2019 - Guida all'ascolto: Festa barocca

guida all’ascolto ‘musicale’

CD allegato ad Audiophile Sound n. 171 - gennaio 2019

Festa barocca

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il disco che i lettori troveranno in questo numero di AS è dedicato fondamentalmente a quella che è stata definita la scuola veneziana barocca, di cui Antonio Vivaldi è stato il più famoso rappresentante, ma che vanta altri eccelsi compositori, come Antonio Caldara, Tomaso Albinoni e Giuseppe Tartini. La grande tradizione barocca veneziana fu così importante da influenzare anche altri musicisti, a livello europeo, che non ne fecero parte, come nel caso del veronese Giuseppe Torelli o del sommo sassone Georg Friedrich Händel, che risiedette in Italia dal 1706 fino al 1710, entrando in contatto, rimanendone influenzato, con Benedetto Marcello, Antonio Caldara, Domenico Scarlatti, Tomaso Albinoni e, forse, addirittura con lo stesso Antonio Vivaldi durante un soggiorno veneziano.

Così, all’inizio del CD, troviamo un concerto di Antonio Vivaldi il quale, tra le centinaia di concerti per strumento solo e accompagnamento, ebbe modo di comporne anche per organo, che si sgancia dall’abituale utilizzo in qualità di basso continuo per assurgere a una posizione dominante e colloquiante con il violino e con l’orchestra d’archi, come accade appunto nel Concerto in fa maggiore per organo, archi e basso continuo RV 542, suddiviso in tre tempi, mantenendo quindi la tradizionale struttura in tre movimenti (veloce-lento-veloce) codificata da Torelli e da Albinoni. Un’opera, questa, che gode di grande libertà e con la scrittura che prevede una ricca serie di figurazioni virtuosistiche, le quali danno sempre all’ascoltatore quel senso di freschezza inventiva che tanto aveva colpito i contemporanei del “Prete rosso”.

Il veneziano Antonio Caldara non può certo vantare la stessa fama del coevo e concittadino Vivaldi, visto che il suo nome è stato indubbiamente oscurato da quello del “Prete Rosso”. Lasciata la città della Serenissima a ventinove anni, Caldara si trasferì prima a Mantova e poi a Roma, dove divenne maestro di cappella del principe Ruspoli, posto lasciato libero proprio da Georg Friedrich Händel, per poi approdare alla corte viennese di Carlo VI d’Asburgo, dove rimase fino alla morte, avvenuta nel 1736, ossia cinque anni prima di Vivaldi. Qui di Caldara viene proposta la rara Messa in sol maggiore.

Prima si è citato il nome di un altro celebre musicista veneziano, Tomaso Albinoni, il quale tra l’altro compose i 12 concerti opera 9 per Massimiliano Emanuele II elettore di Baviera, facendoli pubblicare nel 1722. Diversamente da altri musicisti italiani del tempo, Albinoni nutrì una vera e propria passione per l’oboe, uno strumento che nel corso del Settecento fu poco apprezzato nel nostro Paese, ma per il quale il musicista veneziano compose numerosi concerti che riscossero subito un enorme successo. Tra questi il più noto è il concerto in re minore per oboe e archi op. 9 n. 2, che in questa registrazione è stato trasposto per tromba e organo, un connubio timbrico assai particolare e affascinante.

A proposito di organo, segue un brano di Alessandro Scarlatti (grande esponente dell’altra grande scuola barocca, quella napoletana), la Toccata e Partita sulla Follia di Spagna, basata sul celebre tempo di danza reso famoso da Arcangelo Corelli in una sua Sonata, che può essere eseguito anche al clavicembalo.

Giuseppe Torelli, attivo per molto tempo presso la Basilica di San Petronio a Bologna, contribuì in modo determinante allo sviluppo del concerto grosso e rimangono celebri le sue composizioni per tromba e archi. Il musicista veronese si trasferì a Bologna dove studiò composizione con Giacomo Antonio Perti e fece parte come violinista nell’Accademia Filarmonica. Nel 1696 Torelli si trasferì dapprima ad Ansbach e poi a Vienna, dove rimase per cinque anni, come esecutore e compositore presso la corte imperiale. Nel 1701 ritornò definitivamente a Bologna con l’incarico di violinista a San Petronio. In questa registrazione è possibile ascoltare una delle sue opere più famose, il Concerto per tromba in re maggiore per tromba e organo.

L’organo torna in tutta la sua magnificenza nell’Ouverture e Allegro in re minore HWV 448 di Händel, che mostra il supremo dominio di questo strumento da parte del Sassone, mentre la trascrizione del Concerto in re maggiore per tromba e organo di Giuseppe Tartini, la cui struttura annuncia già il tramonto del Barocco, rappresenta una piena esaltazione degli sviluppi propriamente virtuosistici ai quali il compositore istriano legò la sua visione creativa.

Dedicato all’organo è anche il bonus track, che vede protagonista un autore ancora poco conosciuto, il compositore e organista italo-americano Pietro Alessandro Yon, autentico virtuoso dell’organo, al punto di diventare organista della Chiesa di San Patrizio a New York nel 1926. Qui, vengono proposti l’Introduzione e l’Allegro della sua Sonata romantica, una pagina che mette bene in risalto la padronanza dello strumento da parte di Yon e la sua capacità di piegarlo alle esigenze di una scrittura struggente, ancora teneramente “romantica”.

Andrea Bedetti

 

01) Antonio Vivaldi - Concerto in fa maggiore per organo, archi e basso continuo RV 542

Il Concerto per organo, violino e archi in fa maggiore RV 542 si apre con un Allegro semplice e lineare: il ritornello scorre sereno e si alterna a episodi solistici nei quali violino e organo dialogano con regolarità (00.55 - 01.25).

Il secondo movimento è un Lento che si apre con un meraviglioso preludio del basso continuo (00.01 - 00.35)

dal quale inizia il dialogo dei due solisti (00.45 - 01.10)

che si alternano nell’esporre motivi e nel variare i temi. L’Allegro finale ha un ritornello gioioso cui segue un primo episodio solistico giocato in alternanza fra violino e organo (00.27 - 01.05);

una nuova apparizione del ritornello conduce al secondo episodio solistico, caratterizzato da regolari arpeggi prima al violino poi all’organo (01.33 - 02.05).

 

02) Antonio Caldara - Missa in sol maggiore

La Messa si apre con il Kyrie dotato di un grande respiro corale, in cui il contrappunto trova un suo naturale equilibrio, che si trasmuta in un accorato canto dato dalle voci solistiche, accompagnato dagli archi e dall’organo (00.45 - 02.05),

che lascia infine spazio al coro che conclude il brano. Segue il Gloria, nel quale prorompe un dispiegarsi trattenuto del canto (00.08 - 01.08),

dal quale emergono le voci solistiche. Il Credo è contrassegnato da un impianto squisitamente drammaturgico (00.09 - 01.14)

che immerge l’ascoltatore in un’accorata e intensa atmosfera spirituale, acuita nel passaggio continuo tra parti corali e solistiche. Il Sanctus erompe con un canto che è pieno e raccolto allo stesso tempo (00.01 - 00.39),

mentre il Benedictus che segue sembra anticipare la dolce e struggente liricità mozartiana, con la voce del soprano che dipana una linea squisitamente melodiosa e gravida di intensità emotiva (00.01 - 01.11),

stemperata dall’intervento finale del coro. L’Agnus Dei finale assume un contesto teneramente conciliante, con l’accompagnamento degli archi che accoglie splendidamente l’apporto vocale (00.59 - 01.59).

 

03) Tomaso Albinoni – Concerto per tromba op. 9 n. 2

L’Allegro iniziale, con l’incipit dell’organo dona un’aura maestosa e per certi versi severa, su cui irrompe l’eloquio timbrico della tromba, la quale imbastisce un dialogo con lo strumento a tastiera (00.01 - 01.25),

che prosegue fino al termine del movimento, con elementi squisitamente virtuosistici da parte dell’ottone. L’Adagio che segue è improntato a una profonda riflessione timbrica data dall’organo (04.32 - 05.04),

sul quale si adagia dolcemente la raccolta melodia della tromba, che si alterna nell’esposizione con l’organo (05.05 - 06.25),

il quale chiude il brano. L’Allegro finale si apre sempre con l’organo che elabora un tema che viene ripreso dalla tromba, la quale avvia un elegante confronto serrato con lo strumento a tastiera (10.13 - 11.17).

 

04) Alessandro Scarlatti: Toccata e Partita sulla Follia di Spagna

Il brano prende avvio con un incipit squisitamente virtuosistico (00.31 - 01.45),

cui segue l’elaborazione del celeberrimo tema (02.53 - 03.24)

sul quale Scarlatti elabora una densa serie di variazioni (03.26 - 04.37),

che sfruttano tutte le possibilità timbriche dello strumento e che portano fino alla conclusione del brano, con la coda che propone ancora una volta il tema della Follia.

 

05) Giuseppe Torelli: Concerto per tromba in re maggiore per tromba e organo

Il concerto è suddiviso nella tipica forma tripartita Allegro - Adagio - Allegro e prevede una continua alternanza, che assume a volte la forma del dialogo serrato, tra i due strumenti. Particolarmente toccante è l’Adagio (01.58 - 03.45),

a totale appannaggio dell’organo. Il dialogo, gioioso, torna nell’Allegro finale (05.14 - 06.09).

 

06) Georg Friedrich Händel: Ouverture e Allegro in re minore HWV 448

Il proverbiale senso della teatralità händeliana e del suo fascino erompono nella magnifica Ouverture di questo brano organistico (00.01 - 00.59),

per poi trasformarsi in un segmento nel quale l’eloquio virtuosistico si sposa perfettamente con la linea melodica (02.00 - 03.02).

 

07) Giuseppe Tartini: Concerto in re maggiore per tromba e organo

Il concerto si apre con un’accorata introduzione data dall’organo (00.01 - 00.35)

che cede poi il passo allo sviluppo dato dalla tromba, la quale dà avvio anche a un confronto con lo stesso organo (00.36 - 01.36).

L’Adagio che segue vede subito la presenza della tromba che imbastisce un tema teneramente lirico e melodico a cui risponde l’organo (03.43 - 04.44).

L’Allegro finale è a dir poco sfolgorante nella sua vitalità, tale da trasformarsi in un pezzo di bravura (05.50 - 06.58).

 

Bonus Track: Pietro Alessandro Yon – Sonata romantica, Introduzione e Allegro

La particolare ed elaborata scrittura di Yon si comprende fin dalle primissime note dell’Introduzione (00.01 - 01.09),

cui segue poi una fitta elaborazione su un tema, che vede continue combinazioni di sonorità differenti (01.35 - 02.16).

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