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Mercoledì, 08 Luglio 2009 13:47

Frank Zappa - Hot Rats

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Frank Zappa - Hot Rats

LP 200g Classic Records RS6356

Registrazione analogica stereo da studio, Settembre 1969

Prod.: Frank Zappa; Eng.: Dick Kunc, Jack Hunt, Cliff Goldstein, Brian Ingoldsby

www.soundandmusic.com


Giudizio artistico: Eccezionale

Sul genio anticonformista di Frank Zappa è stato scritto e detto di tutto, per cui non mi soffermerei troppo sull’autore di questo disco seminale. Piuttosto, a beneficio di chi non frequenza Zappa, vale la pena spendere due parole sul contenuto di questo capolavoro della musica pop. E’ un po’ come lo specchio magico dei racconti di Harry Potter: chiunque ci guardi dentro (o meglio, lo ascolti) vedrà (sentirà) quello che gli piace di più. Mentre lo ascoltavo la prima volta ho pensato: che bel disco di rock progressive! Poi però mi sono accorto che Hot Rats, ‘film per le orecchie’ come lo definisce lo stesso Zappa, potrebbe benissimo fare parte del catalogo Blue Note, accanto a maestri del jazz-funky o jazz elettrico come Donald Byrd. Altre sonorità richiamano i Perigeo di Abbiamo Tutti un Blues da Piangere. Però… c’è anche dell’ottimo blues nero. Il tutto impacchettato a dovere in sonorità non scontate ma mai astruse. Un disco che si ascolta a vari livelli, dai motivi orecchiabili e facilmente memorizzabili ai testi salaci e divertenti, agli arrangiamenti sempre attuali. A partire da Peaches en Regalia, passando per le famosissime Gumbo Variations, senza dimenticare gustosissimi esercizi di stile quali Willie the Pimp e It Must Be a Camel, Hot Rats rappresenta un esempio di quello che il rock sarebbe diventato di li a dieci anni ed è tutt’oggi di riferimento per tanti musicisti.

Da segnalare il parterre di artisti ospiti (o più che ospiti): Captain Beefheart, Sugar Cane Harris, Jean-Luc Ponty tra tutti.

Marco Manunta

Giudizio tecnico: buono

Gamma dinamica: 3

Equilibrio timbrico: 3

Dettaglio e risoluzione: 3

Bilanciamento: 2

Le registrazioni zappiane degli anni ’60 e ’70 non hanno mai brillato per qualità audio. Ma Hot Rats spicca in positivo, quantomeno in questa incarnazione Classic Records, per un suono nel complesso equilibrato, pur senza spunti qualitativi particolari. In generale il suono è piacevole, privo di eccessive asprezze, anche se in gamma alta si avverte una leggera durezza . Siamo comunque davanti ad un lavoro ben migliore di, per esempio, We’re Only in It for the Money, la cui riedizione Original Master Recording ho recensito in passato. Sarà il fatto che Hot Rats è sullo splendido vinile da 200g della Classic Records, mentre l’altro era su CD, sarà per il grande lavoro di remastering effettuato da Bernie Grundman, sarà perché il master originale era già realizzato meglio, ma Hot Rats si lascia ascoltare con piacere, con dinamiche abbastanza libere, seppure un po’ limitate ai bassi livelli, dettaglio che riesce a mettere in luce le differenze tra le varie voci e un bilanciamento chiaramente artificiale, studiato (non al meglio) in studio. Semmai, possiamo ascrivere ai vari brani una certa eterogeneità timbrica dovuta al fatto che il disco è stato registrato girovagando per vari studi. Bellissima la copertina a libro

Marco Manunta

Letto 12311 volte Ultima modifica il Mercoledì, 08 Luglio 2009 13:47

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