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Giovedì, 08 Marzo 2007 12:26

HAZELTINEMRAZ TRIO - MANHATTAN

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HAZELTINEMRAZ TRIO.

MANHATTAN.

SACD Chesky SACD310.

DDD. Stereo. Studio recording. St. Peter's Church, New York, 22 dicembre 2005.

Prod: David Chesky. Eng: Nicholas Prout. Master: Nicholas Prout.

www.ird.it


giudizio artistico: ECCEZIONALE

Era da molto che non sentivo un disco della Chesky Records capace di farmi emozionare veramente per

la musica, piuttosto che per il profilo d'ascolto. Tuttavia, quando David Chesky decide di produrre grande musica con la sua inarrivabile qualità tecnica, il capolavoro è spesso dietro l'angolo. Questo sembra proprio essere il caso di questo SACD dove la musica è puro jazz di alta classe e sicuro divertimento, mentre i momenti solisti scivolano via con raro piacere. Gli arrangiamenti sono strutturati sulle capacità espressive del trio, che sfoggia un grande interplay e una notevole tavolozza timbrica. George Mraz è, infatti, un contrabbassista incredibilmente dotato, con un tocco veramente speciale, così come Hazeltine è un pianista che possiede una straordinaria ricchezza strumentale. L'aggiunta di Billy Drummond alla batteria, con il suo drumming incalzante ed essenziale, è in pratica una sorta di ciliegina sulla torta per un album di jazz veramente di grande livello. Non fatevelo scappare, quindi, potrebbe essere un piccolo classico…

Simone Bardazzi


giudizio tecnico: ECCEZIONALE

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

Manhattan è uno di quegli album che un audiofilo non cessa di amare e di rispolverare in ogni occasione. Si tratta di un disco dal vivo in studio, senza compressioni, overdubs, fatto con pochi microfoni e che offre all'ascoltatore una reale fotografia di quanto è stato suonato presso la St. Peter's Church nell'ambito delle New York Sessions coordinate da David Chesky. Il suono è superbo e Nicholas Prout è riuscito a rendere alla perfezione tutti quanti i colori dello Steinway suonato da Mraz, così come la profondità del groove di Hazeltine e la delicatezza delle bacchette di Drummond.

Il perfetto bilanciamento fra le singole frequenze ha permesso un equilibrio magico fra i tre strumentisti che mette in risalto ogni sfaccettatura dell'esecuzione, senza privilegiare i momenti solisti a scapito di altri episodi. La sezione ritmica di Drummond e Hazeltine - ripresa da Prout - ha un sound decisamenteaccattivante e di per se stessa potrebbe essere presa a riferimento per qualsiasi confronto audio. A questo va aggiungersi una straordinaria ripresa del pianoforte, che costringerà ognuno di noi a suonare e risuonare questo album.

Simone Bardazzi

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