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Venerdì, 19 Ottobre 2007 12:43

THE JIM HALL QUARTET: ALL ACROSS THE CITY.

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J.Hall (guitar), G.Goldstein (keyboards), S.LaSpina

(bass), T.Clarke (drums).

SACD Concord Jazz SACD-1003- 6.

PCM live original multi-tracks recording. Penny Lane Studios, New York. 1989.

Prod: C.E.Jefferson. Eng: P.Edwards.

SACD stereo / Multi-ch. DSD 5.1 remastering, Media Hyperion Studios, California. 2002.

Prod: J.Burk. Mix Eng: P.Edwards.


giudizio artistico: BUONO

Chi può realizzare una sintesi degli stili di Charlie Christian, Django Reinhardt, Bill Perkins e Zoot Sims, tracciare quindi un proprio modo espressivo e gettare le basi per influenzare una pletora di generazioni di nuovi chitarristi? Jim Hall, naturalmente! La sua derivazione da Christian e Django è stata al lungo snocciolata e abusata dalla critica, mentre in pochi hanno tentato di ravvisare nel suo stile quelle influenze consistenti che egli deve a Sims e, forse in modo più evidente, a Bill Perkins, misconosciutissimo sassofonista il cui stile è stato ripreso in modo molto intelligente e discreto da Hall. Notiamo, infatti, un’esecuzione pulita e ariosa, caratterizzata da un’infinita dolcezza e da una purezza esemplare (seducenti sono i suoi grappoli cristallini di note!), che conferisce grande freschezza e molta tenerezza alle sue interpretazioni. Il suo fraseggio, costruito con gusto molto sicuro e con apparente semplicità, rappresenta un modello di precisione e di equilibrio, di sensibilità e lirismo. Jim Hall è musicista di una discrezione e una maturità esemplare: il suo senso dell’ascolto, la maestria strumentale che non ostenta virtuosismo, la sua musicalità hanno avuto un ruolo decisivonella riuscita di alcuni degli episodi più appassionanti della storia del jazz di cui è stato protagonista: dalle collaborazioni con Jimmy Giuffre e le incisioni per la Atlantic, alla definizione di alcune ‘opere-faro’ insieme a John Lewis del movimento Third Stream; dai lavori sulla bossa nova (fu uno dei primi a introdurla negli States) alle incisioni con Rollins, The Bridge e What’s New?. Ottima la tracklist e la ritmica, ma delle tastiere di Gil Goldstein ne avremmo fatto volentieri a meno, preferendo un contesto più straight, più mainstream!

Tony Mancuso


giudizio tecnico: BUONO

DINAMICA: 3

EQUILIBRIO TONALE : 3

PALCOSCENICO SONORO: 3

DETTAGLIO: 3

Col trascorrere degli anni la tecnologia digitale inevitabilmente migliora. Questa frase è meno banale e scontata di quello che può di primo acchitto sembrare. Infatti Concord ha dimostrato di essere il più delle volte etichetta seria, capace di cogliere le innovazioni sempre al momento giusto. La registrazione originale di questo master, a differenza di altri della stessa etichetta presi in esame per questo numero, è del 1989, cioè più recente; cioè di un anno in cui cominciava a far capolino la tecnologia 20 bit. E si sente. Non gridiamo al miracolo, sia chiaro. Con gli standard attuali a disposizione si può parlare semplicemente di un suono dignitoso, composto, non infastidente. Ecco, quello che si apprezza subito è il grande equilibrio (tipico peraltro anche della musica di Jim Hall). Non si può parlare di un parametro inquadrato meglio degli altri. La timbrica è sufficientemente calda ed avvolgente; in particolare la chitarra del leader si presenta ben definita, ma dotata del giusto corpo sonoro. Anche la ritmica mantiene un decoroso dettaglio senza risultare invadente o graffiante. La dinamica, pur non eccessiva, dimostra le doti della ripresa laddove serve. La ricostruzione dello stage già buona nella versione stereo, nel nuovo mix multicanale acquista quelle doti di profondità ed estensione che solo il nuovo standard è in grado di conferire alla musica. Un buon prodotto, senz’altro consigliabile.

Marco Lincetto

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