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Venerdì, 09 Novembre 2007 11:57

THE WORLD’S GREATEST AUDIOPHILE RECORDINGS

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THE WORLD’S GREATEST AUDIOPHILE RECORDINGS.

REBECCA PIDGEON. LIVINGSTON TAYLOR, VALERIE JOYCE, CHRISTY BARON, ROSA PASSOS & RON CARTER, KENNY RANKIN, SARA K., MARTA GOMEZ, LAVERNE BUTLER, XIOMARA, CARLOS FRANZETTI, ANA CARAM.

SACD Chesky SACD-323. DDD. Stereo. Studio recording.

Prod: David Chesky. Eng: Barry Wolifson, Bob Katz, Nicholas Prout. Master: Nicholas Prout.

www.ird.it


giudizio artistico: SUFFICIENTE- BUONO

David Chesky per celebrare il ventesimo anno di attività della sua etichetta ha deciso di pubblicare una raccolta di brani vocali già pubblicati. In questo album si trovano quindi nomi conosciuti e affermati come Rebecca Pidgeon, Ana Caram, Sara K. e Livingston Taylor, a fianco di artisti emergenti come la brava cantante di origine giapponese Valerie Joyce alle prese con il classico Fever, la vocalist cubana Ximoara e la colombiana Marta Gomez. Le sorprese arrivano proprio da questi ultimi due nomi, che si rivelano interpreti realmente accattivanti. L'impatto di questo SACD è più quello di un utile test audio per le performance di un impianto sulle voci, che un album da ascoltare con soddisfazione. Tutte quante le esecuzioni sono ben registrate e ben interpretate, ma appaiono poco convincenti dal punto di vista artistico. I migliori episodi sono quelli che portano la firma di Xiomara, Marta Gomez, Rosa Passos ed Ana Caram. I momenti meno esaltanti sono quelli di Carlos Franzetti, Livingston Taylor e Kenny Rankin, esecutori di buon livello, ma privi di guizzi artistici interessanti.

Simone Bardazzi


giudizio tecnico: ECCEZIONALE

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

L'album in questione è stato prodotto dallo stesso Chesky partendo da materiale registrato da Barry Wolifson, Bob Katz e Nicholas Prout. L'SACD è stato compilato, editato e masterizzato da Nicholas Prout e l'ibrido SACD è stato realizzato dalla Sony DADC negli Stati Uniti. Si tratta di un lavoro pensato per il multicanale e quindi fuori dalla nostra logica di test. Per quanto riguarda quello che il sottoscritto si picca di continuare a chiamare il normale profilo d'ascolto (quello a due canali) l'impressione è di una straordinaria omogeneità. Si tratta di un fatto inconsueto da riscontrare in una compilazione costituita da brani incisi da persone diverse, in tempi diversi, luoghi diversi e presumibilmente attrezzature diverse. Questa omogeneità, però, è un'ulteriore dimostrazione dell'ottimo lavoro svolto dalla Chesky negli anni, oltre che di un abile lavoro di remastering. Dinamica e spazialità sono i punti forti di tutta la scaletta, così come un dettaglio analitico, che non scivola mai in didascaliche radiografie dell'esecuzione.

Simone Bardazzi

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