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Lunedì, 28 Ottobre 2013 18:54

Cos'è la musica liquida?

1) Cos’è la musica liquida?
Per musica liquida si intendono tutti quei brani musicali disponibili sotto forma di file per computer. Si tratta quindi di musica non legata ad alcun supporto specifico (CD, DVD, vinile, nastro), che viene in genere memorizzata su un dispositivo di memoria di massa come un hard disk, una memory stick USB o la memoria di un lettore tipo iPod. Dato che il supporto non è vincolante, è possibile copiare la musica liquida da un dispositivo di memoria all’altro per trasportarla o conservarla.

2) E’ vero che la musica liquida è di bassa qualità e non può essere considerata hi-fi?
Non è detto. E’ vero che fino a poco tempo fa l’unica musica liquida disponibile era quella in formato MP3, compresso con perdita e quindi non hi-fi. Ma oggi, e già da un po’ di tempo, è possibile reperire musica liquida in formati compressi senza perdita o addirittura non compressa, con risoluzioni e frequenze di campionamento ben oltre quelle dei CD, quindi qualitativamente migliore della musica attualmente disponibile su CD.

3) Come faccio ad ottenere la musica liquida?
Tipicamente, la musica liquida si acquista su Internet presso alcuni siti dedicati. Primo tra tutti, ovviamente, www.audiofileshop.com, ma anche www.linnrecords.co.uk, www.hdtracks.com e www.amazon.com. Inoltre, molte case discografiche vendono già musica liquida sui propri siti, come per esempio la Deutsche Grammophon (www2.deutschegrammophon.com). Anche molti artisti vendono la propria musica in formato liquido sui propri siti indipendenti, come i Radiohead (www.radiohead.com) o addirittura la regalano (in genere in formato MP3 di qualità non eccelsa).
E’ possibile acquistare musica liquida anche in altri modi. Per esempio, la Reference Recordings vende musica liquida ad alta risoluzione (176.4/24) memorizzata su DVD dati (cioè non leggibili dai DVD player) che deve essere riversata sull’hard disk di un computer per essere ascoltata.

4) Che differenza c’è tra i vari formati che mi vengono proposti?
Alcuni formati sono compressi con perdita (MP3, AAC, WMA lossy) e quindi la qualità sonora della musica è tanto peggiore quanto più piccole sono le dimensioni dei file compressi rispetto ai file prima della compressione. Altri formati sono compressi senza perdita (FLAC, WMA lossless, ALAC) e, a fronte di una maggiore occupazione di spazio sul dispositivo di memoria di massa, garantiscono una perfetta corrispondenza (“bit perfect”) tra il file compresso e quello originale non compresso. Ciò significa che quando il file viene decompresso per l’ascolto, si riottene il file originale senza alterazioni. Questo non accade con i formati compressi con perdita: in questo caso la compressione comporta una perdita di dati che non può essere recuperata in fase di decompressione.
Esistono poi formati non compressi (WAV, WMA non compresso) che offrono i file musicali nell’esatto formato di origine. I file codificati in questo formato sono i più ingombranti, ma offrono il vantaggio di richiedere poca potenza di calcolo al processore del computer per il loro ascolto.
Per avere un’idea, se un file musicale non compresso occupa uno spazio di 100MB (per fare un esempio), la sua versione compressa FLAC occupa circa 50MB, mentre una versione compressa MP3 può occupare anche solo 7-8MB. Si capisce dunque che i file compressi con perdita sono adatti a supporti di scarsa capacità (come le memorie dei lettori portatili), mentre i file compressi senza perdita o non compressi sono meglio gestiti da un computer.

5) Come si ascolta la musica liquida?
Fondamentalmente sono tre i modi per fruire della musica liquida: trasferendola su CD e usando un CD player, tramite un lettore portatile o tramite un computer dotato di opportuna applicazione player. La prima opzione, ovviamente, limita la fruizione a brani musicali registrati a 44.1kHz e 16 bit: qualunque brano con frequenza di campionamento e/o risoluzione maggiori non troverà infatti posto su un CD o non sarà comunque leggibile da un CD player. Il secondo metodo impone, a causa delle limitate prestazioni sonore dei lettori portatili, un ascolto non hi-fi ed è quindi adatto solo a situazioni di ascolto “non impegnato”. Inoltre, i lettori portatili in genere sono in grado di riprodurre solo file in formato CD (WAV a 44.1/16) o MP3. Per un ascolto hi-fi è dunque necessario un computer, che sia un PC o un MacIntosh. Anche in questo caso, comunque, vi sono limitazioni alla qualità del suono riprodotto: le schede audio dei computer, infatti, sono ben lontane dal fornire uno standard sonoro anche solo “mid-fi”, specialmente dalle uscite analogiche (cioè quelle del convertitore D/A interno). Un lieve miglioramento si ottiene usando l’uscita digitale (quando la scheda audio del computer ne è dotata) con un convertitore esterno. Rimangono comunque limiti funzionali e prestazionali. Raramente, infatti, le uscite audio digitali delle schede audio dei PC o dei Mac superano i 48kHz e raramente  arrivano oltre i 96kHz. Inoltre, queste uscite presentano un rilevante jitter.

6) Come si possono superare i limiti del computer quando lo uso come sorgente audio digitale?
C’è un solo modo: usando un’interfaccia audio specifica per uso hi-fi invece della scheda audio. Questa interfaccia deve poter usufruire di uno dei tre canali ad alta velocità di cui un computer può essere dotato: il bus PCI interno (solo nei computer desktop), il Firewire o l’USB. Dei tre, l’USB è sicuramente il più diffuso. In effetti, esistono sul mercato numerose interfacce audio USB e anche molti convertitori D/A dotati di ingresso USB. Un esame più attento, comunque, rivela che tutte queste interfacce presentano gli stessi limiti delle schede audio interne. Per questo motivo, Audiophile Sound e M2Tech avevano ideato una nuova interfaccia USB di prestazioni superiori in grado di fornire su un’uscita digitale a bassissimo jitter musica fino a 192kHz e 24 bit. Questa interfaccia, chiamata hiFace, si sostituiva  all’uscita digitale della scheda interna del computer e permette di inviare i campioni digitali contenuti nei file musicali ad un convertitore D/A o all’ingresso digitale di un apparecchio dotato di convertitore D/A interno (per esempio, un amplificatore multicanale audio/video o un CD player dotato di ingresso digitale). Gli hiFace sono sempre disponibili tramite M2Tech ma non più in vendita tramite il sito di audiofileshop.com. The Liquid USB di Nonsolomusica ha sostituito la hiFace. In vendita da fine novembre 2013 su www.audiofileshop.com



7) Come si usano le due interfaccia hiFace e The Liquid USB?
L’uso è semplice: si inserisce il  connettore USB in una delle porte USB del vostro computer e si collega l’uscita digitale di hiFace (un connettore RCA o BNC) o della Liquid USB all’ingresso digitale del DAC o dell’amplificatore multicanale con un apposito cavo digitale del tutto uguale a quello che si usa per collegare l’uscita di una meccanica CD all’ingresso digitale di un DAC. E’ poi necessario installare sul computer il driver fornito insieme all’interfaccia (operazione da effettuare solo la prima volta che si collega l’interfaccia al computer con sistema operativo Windows o ad un Mac per la hiFace; solo con sistema operativo Windows per la Liquid USB: essendo un’interfaccia attiva si collega direttamente ad un Mac senza driver): dopo di che basterà configurare ed utilizzare un player per ascoltare la musica.

8) Come faccio a configurare il player per usare una o l’altra delle interfaccia?
Nel CD-ROM allegato alla confezione di hiFace c’è un file di istruzioni per l’installazione del driver e per la configurazione del player; per quanto riguarda la Liquid USB basta collegarsi al sito nostro e vi mandiamo i driver per il Windows 98, Windows 7 e Windows Vista.

9) Il mio convertitore D/A è già dotato di ingresso USB: dunque hiFace e la Liquid USB non mi servano… Oppure si?
Sicuramente si, perché l’ingresso USB dei convertitori D/A attualmente sul mercato non offre prestazioni di livello accettabile. Molti DAC accettano sull’ingresso USB solo file a 44.1/16 o 48/16, alcuni arrivano fino a 96/24, ma se si vuole ascoltare un file a 176.4/24 o a 192/24, quell’ingresso risulta inservibile. Inoltre, il jitter di cui soffre quella connessione è rilevante. Al contrario, usando hiFace per pilotare l’ingresso digitale coassiale S/PDIF del convertitore si ha la possibilità di ascoltare brani a 176.4/24 o a 192/24 (sempre che il ricevitore S/PDIF del DAC accetti queste frequenze) con una qualità elevatissima grazie anche al jitter molto ridotto.

10) Perché ci vuole un convertitore D/A per ascoltare la musica tramite un interfaccia? Non posso collegarla direttamente ad uno degli ingressi analogici del mio amplificatore?
No, perché hiFace invia sulla sua uscita il segnale musicale stereo in formato digitale. Se si provasse ad ascoltarlo su uno degli ingressi analogici di un amplificatore, difficilmente si sentirebbe qualcosa, e se si sentisse, il suono sarebbe tutt’al più simile a quello del segnale di connessione di un fax o di un modem.

11) E’ possibile far produrre segnali analogici ad hiFace o alla Liquid USB?
No, hiFace invia sulla sua uscita solo segnali digitali. Per questo motivo è dotata di un solo connettore di uscita: il formato audio digitale S/PDIF, infatti, trasporta i campioni dei due canali left e right su un solo cavo.

12) Il mio computer è distante dall’impianto: posso collegare l’interfaccia alla porta USB con un cavo prolunga USB?
E’ possibile, ma non raccomandabile. Difatti, la connessione USB è il collo di bottiglia della catena computer-hiFace-convertitore D/A. Per questo motivo hiFace è studiata in modo da collegarsi direttamente alla porta USB, evitando così qualunque cavo che peggiora le prestazioni della connessione. Se proprio si deve usare una prolunga USB, si consiglia di contenerne la lunghezza entro i due metri. E’ preferibile usare un cavo digitale più lungo: la capacità di pilotaggio di hiFace è tale da permettere l’uso di cavi digitali lunghi fino a dieci metri.

13) Serve un computer particolare per usare un interfaccia?
No, qualunque computer che rispetti dei requisiti minimi va bene: 1,3GHz di frequenza di clock e 1GB di memoria sono sufficienti. La porta USB deve essere compatibile con lo standard 2.0 (high speed) perché hiFace utilizza tutti i 480Mb/s di banda per ricevere i dati dal computer. hiFace può essere usata con PC o con MacIntosh. In ambiente Windows funziona con sistema operativo XP, Vista o Windows 7. In ambiente Mac funziona con sistema operativo Leopard o Snow Leopard. Per il resto, il computer non richiede alcuna particolare prestazione o funzione. Qualunque computer in vostro possesso, purché soddisfacente i requisiti sopra elencati, è adatto.

14) Ho deciso di acquistare un computer solo per ascoltare musica: che modello è meglio scegliere?
L’ideale è un computer piccolo, silenzioso e poco costoso. Un netbook con processore Atom N270 e 1GB di memoria (costo: 200-300 Euro) è più che sufficiente per ascoltare musica liquida a 192kHz/24 bit. Non occorre spendere di più.

15) Quali player si possono usare con hiFace?
Dipende da come la si usa. Il trasferimento dei campioni digitali audio dai file ad hiFace può avvenire in due modalità diverse: direct sound e kernel streaming. hiFace è nata principalmente per funzionare in kernel streaming, perché permette di ottenere le migliori prestazioni sonore. In questa modalità è possibile usare solo determinati player che, grazie a DLL aggiuntive o a plug-in, possono funzionare anch’essi in kernel streaming: FooBar2000, Winamp e Monkey Media. Questi player possono essere utilizzati sia in ambiente XP che in Vista e in Windows 7. Se invece si vuole usare la modalità direct sound (che permette anche lo streaming da Explorer o Mozilla), allora qualunque player può essere usato: Windows Media Player, iTunes, ecc. Questo però è vero solo con il sistema operativo XP. Con Vista e con Windows 7, infatti, la modalità direct sound non è prevista e occorre usare un particolare driver, chiamato Wasapi, per implementarla. Attualmente, il driver di hiFace non è compatibile con Wasapi, per cui il direct sound in questi sistemi operativi non è disponibile. Il nuovo driver di prossima uscita estenderà comunque la compatibilità a Wasapi e renderà dunque possibile l’utilizzo di hiFace in direct sound anche su Vista e Windows 7.


16) Posso usare una delle due interfaccia per registrare musica sul PC?
No, perché entrambe funzionano solo in uscita dal PC o dal Mac a cui una delle due è collegata.

17) Posso collegare hiFace o la Liquid USB all’uscita digitale del mio CD player?
No: non ha senso collegare un’uscita ad un’altra uscita (quella S/PDIF del CD player): il segnale di hiFace non raggiungerebbe comunque il DAC interno del CD player.

18) Il mio CD player ha anche un connettore RCA denominato “digital input”: posso usarlo per collegarci le interfaccia?
Si: grazie a quel connettore, sarà possibile usare il CD player come un convertitore D/A e ascoltare quindi la musica liquida memorizzata nell’hard disk del computer.

19) Posso collegare il connettore USB delle due interfaccia, tramite un adattatore, al connettore di una memory stick USB dove ho memorizzato dei file musicali?
No: entrambe devono  essere collegate ad un computer per funzionare. Però è possibile collegare hiFace o la Liquid USB ad una delle porte di un computer e la memory stick ad un’altra porta e ascoltare la musica in essa memorizzata tramite il computer.

20) Il mio convertitore D/A accetta segnali digitali fino 96kHz: posso usare comunque hiFace o la Liquid USB?
Certo, purché si ascoltino solo brani con frequenze di campionamento fino a 96kHz. Se si prova ad ascoltare brani con frequenza di campionamento superiore (176.4 oppure 192kHz), il convertitore non si danneggia, ma non riuscirà ad agganciare il flusso di dati a quelle frequenze e non emetterà alcun suono.

21) Che cavo devo usare per collegare l’interfaccia al DAC?
Un cavo digitale, cioè un cavo con una impedenza caratteristica di 75Ohm (attenzione: l’impedenza caratteristica è una grandezza elettrica relativa alle alte frequenze, non la si può misurare con un tester…). Valgono le stesse raccomandazioni valide per i cavi che si usano per collegare le meccaniche CD ai DAC.
Nel casodella Liquid USB l’interfaccia di Lazzari offre anche il collegamento tramite I2S, molto meglio del collegamento tramite S/PDIF; e come il DAC 2 e la Meccanica liquida di Lazzari sono anche dotati di un uscita I2S  è possibile godere dei numerosi vantaggi sonori di questo tipo di collegamento.

23) Posso collegare due o più hiFace o Liquid USB allo stesso computer?
No.

24) Ho visto che hiFace è disponibile sia con connettore di uscita RCA che con connettore BNC: quale è meglio per me?
Dipende dal connettore di ingresso del DAC: se è presente solo l’RCA, allora è meglio usare hiFace in configurazione RCA. Se invece il DAC ha anche un ingresso BNC, allora è meglio acquistare hiFace in versione BNC per sfruttare il migliore collegamento che il BNC permette: difatti, mentre il connettore RCA ha un’impedenza non standardizzata (tipicamente attorno ai 30Ohm), il connettore BNC usato per hiFace ha un’impedenza di 75Ohm reali, che permettono una migliore trasmissione del segnale digitale sul cavo (idealmente, qualunque elemento della catena di connessione digitale deve avere un’impedenza caratteristica di 75 Ohm). Al limite, è possibile realizzare (magari con l’aiuto di un amico o di un tecnico) un cavo digitale terminato ad un’estremità con un connettore RCA e all’altra con un connettore BNC: acquistando hiFace in versione BNC la si potrà collegare comunque ad un DAC dotato di ingresso RCA, ottenendo comunque un miglioramento della connessione rispetto ad un cavo RCA-RCA ed hiFace in versione RCA. Evitare come la peste gli adattatori RCA-BNC e BNC-RCA, perché creano più problemi di quanti si cercano di risolvere usandoli.

PER QUALISASI INFO SUL MONDO DELLA MUSICA LIQUIDA NON ESITARE A CONTATTARE PIERRE BOLDUC: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.; 392-8506715. PB VI METTERA’ AL CORRENTE SULLE NUOVE INTERFACCE RESE DISPONIBILI RECENTEMENTE DAI DISTRIBUTORI PIU’ IMPORTANTI IN ITALIA.

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