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Venerdì, 26 Ottobre 2007 12:00

Pink Floyd : Dark Side of the Moon

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Pink Floyd : Dark Side of the Moon

LP 180g Capitol/EMI 82136 / SACD ibrido 5.1

Prod: Pink Floyd; Eng: Alan Parsone; Mix: Chris Thomas; Remix 5.1: James Guthrie

Master: Doug Sax e Kevin Gray (LP); Sax and James Guthrie (SACD stereo/5.1)


Giudizio artistico: 10

Giudizio tecnico: 10

E’ quasi imbarazzante scrivere su Dark Side of the Moon a trent’anni dalla sua uscita. Possibile aggiungere qualcosa di significativo alla vagonata di recensioni e trattati che già si sono accumulati? Le ruminazioni musicali dei Pink Floyd sulla ‘condizione umana’ – qualunque essa sia – costituiscono uno degli album più venduti di tutti i tempi e hanno attratto un pubblico di ampiezza mondiale che attraversa qualunque confine demografico, ciò da trent’anni a questa parte. Ed ora, questo SACD ibrido a 5.1 canali ha sospinto Dark Side of the Moon ancora una volta in cima alle classifiche di vendita. Affascinante.

I testi non sono poi così critici. Dovete respirare e cercare di rilassarvi, anche se non avete idea di che posto si stia parlando e cosa stia succedendo – l’unica certezza è che la morte arriverà un giorno a bussare alla porta – e chissà cosa mai succederà dopo. Nonostante i nostri migliori sforzi, o a causa di essi, il denaro governa e noi spendiamo la maggior parte del nostro tempo cercando di guadagnarne. Il tempo fugge, anche se non sappiamo cosa sia il tempo, ma si tratta probabilmente di una dimensione spaziale che non riusciamo a concepire. La ‘quieta disperazione’ è un fenomeno mondiale, non è semplicemente ‘il modo inglese’. E così via. I Pink Floyd affrontano in Dark Side of the Moon gli stessi importanti argomenti che i Moody Blues trattano in In Search of the Lost Chord o in On the Threshold of a Dream – fatto salvo l’affettato spiritualismo, i grandiosi tentativi verso l’illuminazione e l’esistenzialismo rustico. La ruvida ambiguità del messaggio dei Floyd – e la brillantezza della produzione dell’album – spiegano perché Dark Side of the Moon rimane senza tempo e ha sempre trovato nuovo pubblico al maturare delle successive generazioni.

Il messaggio è: ‘perché cercare di spiegare? A chi interessa?’ Meglio urlare come Doris Troy. Infatti, se guardate intorno a voi ciò che succede oggi nel mondo – e specialmente in America – e non gridate, vuol dire che avete gli occhi tappati.

Dark Side of the Moon è tanto un album dei musicisti quanto del produttore. La musica, dopotutto, non è poi tanto particolare, intricata o originale. Infatti, potete intuire che la musica si dipana a tempo medio su accordi folk/rock che suonano davvero banali. La magia è nell’interpretazione, nella produzione, negli arrangiamenti e nell’ingegnerizzazione.

Il succo della storia è nel remix e nella rimasterizzazione. Per questa edizione, il fedele ingegnere dei Pink Floyd, James Guthrie, ha ripreso i nastri analogici di produzione originali a 16 tracce. Nella produzione originale (e quindi nel mix a due canali), erano state sincronizzati tra loro due registratori per combinare e trasferire elementi da una parte all’altra e aggiungere alcune tracce extra. Per questo mix, Guthrie ha scelto di tornare agli elementi originali di prima generazione, pre-mix, i quali, fortunatamente sono tutti conservati negli archivi della EMI. Egli ha anche deciso di rimanere nel dominio analogico fino all’amara fine, insistendo che questa era, dopotutto, una produzione dal suono distintamente analogico. Quella decisione ha creato enormi difficoltà tecniche, perché spesso gli elementi non rimanevano sincronizzati a causa delle variazioni di velocità tra le macchine. Sarebbe stato più facile passare gli elementi in digitale e poi sincronizzarli, ma questo avrebbe vanificato l’obiettivo dell’esercizio, ed in questi tempi di illuminismo sonoro, Guthrie ha pensato che seguire questa strada avrebbe portato ad un peggioramento della qualità sonora finale. Fino a non molti anni fa, gli ingegneri sarebbero stati ansiosi di passare al dominio digitale prima possibile per le stesse ragioni! Quanto ci siamo allontanati dal pensare in modo confuso!

Ci saranno sempre quelli per cui ‘l’originale è sempre il migliore’, quelli che preferiscono un vinile originale EMI/Harvest, ma preparatevi a sbordare una bella cifra per un’edizione veramente precoce (piramide blu piena sull’etichetta, lacca -1, madre n°1 e codice di stamper basso). L’LP stampato in Giappone in half-speed della MoFi era super silenzioso, ma equalizzato per enfatizzare gli estremi dello spettro, ed il CD gold dal suono piccolo è sonicamente sorpassato, senza speranza. Per cui, i contendenti rimasti per il titolo di migliore versione disponibile sono questa riedizione su SACD e la nuova versione su vinile masterizzata da Doug Sax e Kevin Gray alla Acout-Tech a partire dal mix stereo originale, placcata alla RTI e stampata in Olanda. Secondo Don MacInnis della RTI, «abbiamo mandato due madri in nickel del lato A e tre del lato B, ciascuna protetta dal primo stamper, alla Record Industry in Olanda. Tutti gli stamper aggiuntivi sarebbero poi stati fatti laggiù.»

Come riportato altrove (per esempio, il pezzo di John Atkinson sul numero di Giugno 2003 di Stereophile), lo strato CD su questo SACD è stato stupidamente compresso. Eppure, esso suona abbastanza bene, ma un po’ ‘caldo’ in gamma alta. L’ultra-dinamico mix a 5.1 canali di Guthrie è il più efficace mix multicanale di un disco con una storia a due canali che io abbia mai ascoltato. In parte, ciò è dovuto alla natura del materiale. E’ pieno di effetti sonori e vocali che funzionano molto bene quando vengono sparsi per la stanza e Guthrie li ha mixati con abilità e buon gusto, evitando tutte le tentazioni di far comparire cose dai canali posteriori.

Invece, l’effetto che lui ha creato è quello di un enorme spazio tridimensionale, con la maggior parte del materiale che prima trovava spazio lungo e dietro il palcoscenico, ora portato avanti e attorno ad esso in un enorme arco a forma di U che si estende ben oltre i lati di ciascun diffusore frontale. Egli ha anche evitato di sovraccaricare il canale centrale con troppe informazioni discrete. Il risultato è un Dark Side of the Moon totalmente nuovo che, come si può immaginare, rispetta in pieno l’intento originale della band.

L’ho ascoltato nel mio impianto home theater sul lettore SACD Sony XA-777ES con un preamplificatore/processore Arcam FMJ e un amplificatore multicanale FMJ che pilotava una coppia di Audio Physic Virgo, un canale centrale AP Avanti, una coppia di surround AP Brilon ed il subwoofer Minos. Credo che chiunque stia leggendo questo articolo rimarrebbe affascinato dal suono – specialmente le tessiture del basso profondo ed il soundstage 3D enorme, avvolgente e superbamente integrato. L’equalizzazione è ancora un po’ ‘calda’ in alto per i miei gusti, ma sotto la gamma altissima le tessiture sono ricche e compiute e l’estremo inferiore è muscoloso e ben controllato.

Detto questo, per trasparenza, tessitura, complessità armonica e per l’esposizione delle sottili gradazioni dinamiche il nuovo LP è insuperabile. L’ho confrontato con una stampa tarda inglese Harvest e con LP ‘Pro Use’ giapponese Toshiba/EMI, e mentre l’Harvest UK era leggermente più ricco in gamma media e non così ‘caldo’ in gamma alta, questa lussuosa ristampa dalla bellissima confezione è degna dell’acquisto anche se avete un ottimo originale.

La EMI ha apparentemente deciso di supportare il DVD-A in futuro. Dato l’enorme successo di questo SACD ibrido (mi è stato detto che vende più di 20.000 copie alla settimana), forse l’azienda riconsidererà la sua decisione. Quanto saranno disposti gli acquirenti a comprare un disco che non potranno ascoltare in macchina o nei compatroni o portatili – e chi lo ascolterà solo in un formato compresso (Dolby Digital) su lettori DVD standard? (i tizi del DVD-A hanno annunciato piani per produrre dischi a doppia faccia in futuro: strato CD su un lato, strato DVD-A sull’altro. Questo risolve i problemi di compatibilità, ma vi piacerebbe dover manipolare questi dischi in situazioni open-air?)Michael Fremer

Letto 11648 volte Ultima modifica il Venerdì, 26 Ottobre 2007 12:00

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