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Venerdì, 18 Gennaio 2008 12:29

TONY BENNETT AND BILL EVANS

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TONY BENNETT AND BILL EVANS. THE TONY BENNETT BILL : EVANS ALBUM

2 LP 180g 45 giri Analogue Productions/Fantasy F-9489

Prod: Helen Keane; Eng: Don Cody; Mix: Don Cody; Master: Kevin Gray e Steve

Hoffman

giudizio artistico: OTTIMO-ECEZIONALE

giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE


Bill Evans non era certo famoso come accompagnatore di cantanti e Tony Bennett non era una cantante di cabaret, eppure, l'improbabile duo collaborò ai Fantasy Studios dal 10 al 13 Giugno del 1975 per registrare questo ormai classico album di ballate romantiche, spesso nostalgiche, probabilmente dietro richiesta di Helen Keane, manager da lungo tempo di Evans, che ha prodotto questo e altri ventinove album del pianista. L'illustre carriera di Keane, una storia da raccontare, comprende la scoperta di un giovane Harry Belafonte ed il casting del vecchio Gary Moore Show per la CBS-TV. Se siete abbastanza vecchi da ricordare quello show do varietà vecchio stampo, ricorderete anche che Moore non era di per sé un gran talento, ma era un gradevole padrone di casa con la capacità di circondarsi di giovani, sconosciuti talento nella sit-com dello show. Tra gli 'sconosciuti' del tempo, Keane si interesso a Carol Burnett, Dom deLuise, Artie Johnson e Jonathan Winters. Ma torniamo all'album! Quando venne registrato questo disco, il rock governava le trasmissioni radiofoniche e anche se la carriera di Evans procedeva tranquillamente e la sua creatività era tornata ai livelli dei bei tempi, essendosi egli liberato da una dipendenza di lunga data dall'eroina che era probabilmente iniziata con la sua collaborazione con Miles Davis nel leggendario Kind of Blue, quella di Bennett aveva bisogno di un rilancio. In confronto ai vecchi album della big band di Bennett e a quelli con il Ralph Sharon Trio, il suo gruppo di supporto da lunga data, questo show di coppia ricorda quasi una sessione di MTV Unplugged. Si tratta di una collaborazione rischiosa e azzardata, specialmente per Bennett, che non vantava più alcun credito nei confronti del suo pubblico. Le performance di entrambi sono stupende, ma Bennett non è Mel Tormé per quanto

riguarda l'assoluto controllo e l'estensione della voce, eppure, la sua voce raspante e l'intonazione occasionalmente roca funzionano alla perfezione in relazione al lirismo di Evans.

Questo è un album in grado di fornire brividi drammatici e musicali in ogni brano, allorché gli azzardi canori di Bennett lo portano al limite delle sue possibilità. Egli arriva quasi all'orlo ma non cade mai. Evans si dimostra un accompagnatore provetto, danzando attorno alle melodie ma mai imponendole, dando quindi ampi spazi a Bennett. Evans, nativo del New Jersey, morì tragicamente

nel 1980 all'età troppo verde di 51 anni, a causa di complicazioni causate da epatite, polmonite e altri malanni causati dalla tossicodipendenza. Bennett è ancora sulla breccia, per certi versi meglio di un tempo. Anche se le sue abilità vocali non sono più quelle di un tempo, le sue capacità interpretative non sono mai state migliori e la sua popolarità è maggiore oggi di quando è stato registrato questo monumentale album. La registrazione intima è estremamente naturale, sia armonicamente che timbricamente, anche se la prospettiva del pianoforte sembra essere ripresa dalle mani di Evans. Mentre si da una parte all'altra della tastiera, il movimento da sinistra a destra è ben definito. Ciò dona una prospettiva innaturale dal punto di vista dell'ascoltatore, ma aggiunge

un elemento di eccitazione perché si sente e si 'vede' ciò che Evans faceva. E' quasi impossibile produrre un'edizione malsuonante di questa registrazione. I possessori dell'LP Mobile Fidelity masterizzato half speed che vogliono capire se valga la pena spendere 50 dollari per questa versione su doppio LP a 45 giri, dovrebbero tenere presente che la MoFi è molto buona (una di quelle non costrette in gamma alta) e offre una chiarezza cristallina senza ruvidità o brillantezza fastidiose, ma questo doppio 45 giri è ancora migliore (sempre che il vostro impianto riesca a risolvere tutta l'informazione), con meno artifici ed un suono più pieno, più ricco e più naturale, specialmente quello della voce di Bennett, che è leggiadramente presente nella sala e non suona 'registrata', anche se il bilanciamento del vostro impianto può influenzare questa sensazione. Le sibilanti vocali del doppio 45 giri sono spettacolarmente naturali, così come gli attacchi e lo sviluppo armonico del pianoforte. Il MoFi suona bene, ma leggermente più inconsistente del naturale e non altrettanto armonicamente completo. Nel 1996, Acoustic Sounds ha prodotto questo album come parte della sua Revival Series (APR3004), inciso da Stan Ricker usando la struttura di masterizzazione custom

a valvole ex-Wilson Audio allora recentemente acquistata. Si trattava di una prima prova su di un sistema da poco installato presso la RTI, niente affatto disprezzabile per quei tempi (erano i giorni in cui l'analogico era fondamentalmente morto), ma un confronto con questa superba ristampa a 45 giri mostra chiaramente i progressi fatti da allora e cosa sia diventata la riproduzione del suono analogico. E' ancora disponibile ma, come altri album di Evans in questa serie, verrà presto esaurito

e aumenterà di valore. Altamente raccomandato!

Michael Fremer, www.musicangle.com

Letto 13046 volte Ultima modifica il Venerdì, 18 Gennaio 2008 12:29

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