Direttive europee per la Pivacy Online

Questo sito WEB usa cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzionalità, anche di terze parti. Usufruendo del sito, acconsentite che questo tipo di informazioni vengano raccolte e memorizzate sul vostro dispositivo.

Leggi i riferimenti normativi europei sulla privacy online

Avete rifiutato l'utilizzo dei cookies. La vostra scelta può essere modificata in ogni momento.

Avete acconsentito all'utilizzo di cookies. Potete comunque modificare questa impostazione in ogni momento.

Sabato, 19 Luglio 2014 00:00

GC AUDIO The Cable

Scritto da 
Vota questo articolo
(1 Vota)

«... il lavoro di un cavo è lasciare che un segnale musicale viaggi attraverso la sua struttura molecolare, mantenendo le caratteristiche di quel segnale il più possibile intatto... » Pierre Bolduc

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo lo scorso Natale, ho ricevuto una telefonata da una persona, la quale mi ha detto che stava producendo dei cavi molto particolari, e che mi proponeva di ascoltare. Francamente ricevo queste telefonate ormai regolarmente e di solito, in tutta sincerità, sono una gran perdita di tempo. Tuttavia il Sig. Cioffi abita ad Avellino - che è a mezz'ora di auto, da dove risiedo io a Salerno - e quindi mi ha chiesto nuovamente se poteva venire a trovarmi. Ho accettato con riluttanza e così si è presentato, in una serata piovosa e ventosa, nella nostra sala d'ascolto con i suoi cavi di segnale.
I cavi sono un argomento delicato per me. Io credo che meno fili ci siano, meglio sia per tutti, e in modo particolare in un impianto hi-fi. Tuttavia, leggere i forum e concordare con il parere popolare sui cavi può essere fuorviante. I cavi sono percepiti come un modo per migliorare un sistema hi-fi, e sebbene questo sia vero, è anche una percezione sbagliata di ciò che essi effettivamente fanno.
La 'personalità' sonora di un sistema hi-fi è essenzialmente il risultato, da un lato, dei componenti che lo compongono, e dall'altro della loro interazione nell'insieme, così come dell'ambiente nel quale essi funzionano. I cavi non producono suoni di per sé nel senso che non amplificano l'esile segnale proveniente dalla sorgente; quel compito è riservato a pre e finale, che smuovono gli altoparlanti nei diffusori in avanti e indietro. I cavi collegano tutto insieme, e come tali
inevitabilmente modificano il segnale in uscita da ciascuno di tali componenti. In altre parole, il semplice fatto che il segnale passi attraverso un cavo - quantunque eccezionale e costoso quest'ultimo possa essere - significa che subisce una modifica e quindi, per usare una terminologia audiofila, viene 'colorato'.
Quindi alla fine, il lavoro di un cavo è lasciare che un segnale musicale viaggi attraverso la sua struttura molecolare, mantenendo le caratteristiche di quel segnale il più possibile intatto. Ecco perché a volte un ottimo cavo può far suonare male un componente.

Immagine02


Non perché il cavo sia mediocre, ma perché lo è l'apparecchio stesso: in questo caso il cavo mostrerà semplicemente i suoi difetti. In altri casi, un cavo semplicemente passabile farà suonare bene un componente: non perché sarà valido quest'ultimo o il cavo stesso, ma semplicemente perché entrambi sono mediocri. In altre parole, le caratteristiche 'colorate' del cavo riempiranno un vuoto nella carente struttura di un componente. Non c'è da meravigliarsi se spendiamo la metà della nostra vita audiofila alla ricerca del cavo perfetto... che inevitabilmente non esiste, di per sé.
Tutto questo preambolo vuol dirvi, in sintesi, che il cavo più neutro in assoluto non farà per forza suonare meglio il vostro apparecchio.
Poiché tutti i componenti hi-fi non sono perfetti, molti appassionati si ridurranno ad inseguire per tutta la vita il cavo ?perfetto? che farà suonare bene i loro apparecchi, quando in realtà essi ricercano un cavo scadente, che faccia suonare bene i loro scarsi componenti nel miglior modo possibile ? Ecco perché io sono così restio a recensire dei cavi. Qualunque cosa io scriva sarà sempre una mezza verità: ciò che suona bene nel mio impianto, non è detto che
necessariamente suoni in maniera soddisfacente nel vostro. Quindi perché dovrei scrivere su di essi?
Ora vi direte, cos'ha a che fare questo lungo preambolo con i cavi GC Audio che il signor Cioffi si è portato dietro nella sua visita a Salerno? Molto, in realtà. Come molti di voi sanno, i componenti e tutti i cavi che compongono i nostri due sistemi di riferimento - uno a Londra e l'altro a Salerno - sono stati realizzati da Bè Yamamura, oppure da Eugenio Lazzari che ha lavorato con Bè per trent'anni. Beninteso che i nostri impianti non sono perfetti, e non pretendo che lo siano. Se tuttavia esiste un motivo per il quale ho deciso di trattenere quei determinati prodotti nel mio impianto, non è perché suonino meglio o peggio di altri, ma essenzialmente perché ho seguito la loro progettazione sin dalla fase iniziale; quindi conosco il tipo di caratteristiche sonore che ogni componente mira a produrre. Questo mi pone in una posizione molto privilegiata quando si tratta di valutare la qualità del suono di nuovi apparecchi introdotti nelle nostre 'catene' di riferimento.

Immagine03


Perché nel corso degli anni ho imparato come ogni componente del nostro sistema abbia un proprio suono. A Londra, per esempio, ho visto come Bè ha progettato ogni elemento, li ho sentiti a ogni livello della loro costruzione. Naturalmente la mia non è una perfetta conoscenza, perché alla fine anch'io ho dovuto ascoltarli tramite dei cavi; ma se la mia associazione con Yamamura è servita a qualcosa, è stato il conferirmi un discreto apprezzamento di come egli voleva che i suoi componenti suonassero. Pertanto, quando provo dei cavi nuovi, io percepisco - fino a un certo punto, ovviamente - il modo in cui questi coloreranno i componenti Yamamura.
Così la domanda principale era: in confronto ai cavi 'Yam', quelli GC Audio sarebbero andati oltre nello svelare le vere caratteristiche sonore dei componenti di Bè, o avrebbero semplicemente aggiunto loro un velo splendidamente colorato? Passo dopo passo: i cavi di segnale Lasciate che vi conduca un po' alla volta.
Durante la sua prima visita a Salerno il Sig. Cioffi ha portato con sé i suoi cavi di segnale e li ha inseriti fra il DAC 1 e i due finali mono Lazzari. Uno dei grandi vantaggi delle trombe di Yamamura è che, essendo monovia, non vi sono crossover in mezzo ad influenzare negativamente il segnale. Il basso, che non è eccessivamente profondo, ne esce comunque articolato in una maniera che i diffusori multivia possono solo sognare.
Già con i cavi di Yamamura il medio basso e il basso erano molto ben articolati, in effetti, a livelli raramente verificati nella mia ormai lunga carriera audiofila. The Cable è il primo ad aver migliorato sostanzialmente la performance in questa parte dello spettro: al punto che con i master della Decca e Mercury, e specialmente con questi ultimi, ho sentito le casse armoniche dei violoncelli vibrare. E' un'esperienza auditiva molto diversa dal suono che ascoltiamo normalmente: quelli che non conoscono bene le sonorità emesse dai violoncelli da vicino, potrebbero pensare che si tratti di distorsione. E un po' come il suono prodotto da una tromba sentita dal vivo e a breve distanza: sentire l'ottone vibrare, è una caratteristica sonora non ascoltata normalmente su un impianto, che è facilmente scambiabile per una distorsione. Questo tipo di suono l'avevo sentito solo da Yam a Londra. Per rimanere nel preambolo, devo rilevare che questo suono ?vibrante? non è stato creato dal cavo? ma dai componenti; il cavo, a motivo della sua grande neutralità e abilità nel far scorrere il segnale senza distruggerlo, l'ha solo permesso. Attenzione, non dovete arrivare a conclusioni affrettate: quasi sicuramente l'impiego di questi cavi non vi farà sentire i violoncelli che vibrano, salvo che non abbiate i componenti che lo permettano. Poiché quasi tutte le caratteristiche sonore fondamentali degli strumenti acustici risiedono nella gamma medio-bassa, lo 'sgrassamento' spettacolare di questa zona dello spettro ha prodotto nell'impianto una fotografia sonora senza precedenti - in termini di rilievi dinamici - non solo in quella parte dello spettro ma anche nella gamma media.
I legni erano molto più articolati: gli strumenti normalmente difficili da identificare, come un fagotto nella zona alta dello spettro, e i clarinetti in quelle inferiori, si sono presentati scoperti in tutto il loro splendore timbrico; come se avessero lasciato a casa i loro 'cappotti colorati'? e fossero finalmente liberi di esprimere la loro essenza timbrica. Prima di andarsene il Sig. Cioffi ha deciso di lasciarmi quella coppia di cavi: volevo capire meglio la loro performance nella zona
alta dello spettro. Si è ripresentato la settimana successiva con una sorpresa? che vi racconterò in una seconda puntata, quando commenterò i cavi phono e quelli bilanciati, che ormai hanno preso il posto di quelli di Yamamura per la duplicazione dei nastri.
Infine, poiché mi sono permesso di fare suggerimenti al Signor Cioffi, non abbiamo accettato la richiesta della GC Audio di stampare messaggi pubblicitari a pagamento prima della pubblicazione delle recensioni.

Pierre Bolduc

Letto 7148 volte Ultima modifica il Sabato, 19 Luglio 2014 14:09
Sound and Music Novità Aprile 2016

Le novità di Aprile da Sound & Music

Sound and Music Novità Febbraio 2016

Le novità di Febbraio da Sound & Music

Audiophile Sound a casa tua

Abbonamento: Rivista+CD a casa tua

OFFERTA: Solo 81 Euro (con CD) per 12 numeri invece di 10

Risparmi 27 Euro su acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Digital Edition

Compra l’ EDIZIONE DIGITALE

Solo 3,90 euro (5,90 con il CD)

Risparmia più di 3 Euro per numero!!!

CLICCA QUI

Audiophile Sound Abbonamenti

EDIZIONE DIGITALE

Solo 24 euro (39 euro con il CD)

OFFERTA: per 12 numeri invece di 10

Risparmia fino a 66 Euro sul'acquisto in edicola!!!

CLICCA QUI

 

Accesso Utente

Utilizzando questo sito si accettano integralmente le norme e le condizioni d'uso in vigore