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Venerdì, 25 Ottobre 2013 08:49

Elenco titoli nastri in vendita

I seguenti commenti sui nastri sono stati scritti da me, per cui alcuni di voi potranno intravedere in questo un conflitto di interesse. C’è, ma scommetto la mia reputazione sulla loro veridicità. Ho scelto i titoli per la loro qualità interpretativa e per la loro qualità sonora e se sembro entusiasta è perché penso che ciascun nastro sia qualcosa di veramente speciale.

Ci sono tre serie, l’ultima fatta da 8 titoli di musica classica, jazz incluso Kind of Blue.

  

Serie 1

Dvorak,  Sinfonia n. 9, “Dal Nuovo Mondo”

NBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini,

Registrazione originale: RCA Victor, New York, 1952

1 bobina 18cm a 19cm/s, 2 track mono

Un drammatico miglioramento del suono rispetto al CD ufficiale, all’XRCD e alle edizioni su vinile, comprese tutte le prime stampe, di cui possiedo la maggior parte. Il movimento lento è virtualmente irriconoscibile: le precedenti rimasterizazioni su CD rendevano impossibile cogliere il magico fraseggio di Toscanini ed il meraviglioso fluire della musica.. Con questo nastro capirete perché il nastro a due tracce vi dia una percezione completamente differente di una interpretazione spesso criticata per essere troppo veloce e brusca: siccome il nastro permette che ogni nota sia espressa in modo più preciso per quanto riguarda sia la dinamica che il valore temporale, la musica nelle mani di Toscanini acquisisce un fluire, una libertà che non avevo sentito né sull’LP, né sul CD o sull’XRCD.

R2R N 208 (sezione due piste mono 19cm/s)

 

Mendelssohn, Sogno di una Notte di Mezz’Estate,

London Symphony Orchestra, Peter Maag

Registrazione originale: Decca , London 1957

1 bobina master 26,5 cm a 38cm/s, 2 track stereo

Una classica registrazione Decca prodotta nel 1957 che, per voi vinilofili, è apparsa nella famosa serie SXL 2000. Il soundstage, l’impatto drammatico, la sericità della voce del soprano non hanno confronti né con l’LP originale, né con le recenti rimasterizazzioni Classic Records da 180g e da 200g o con alcuna delle edizioni su CD, compresa quella su CD gold che ho acquistato dieci anni fa. La performance è al top della discografia: veloce, ariosa, piena di vitalità, con alcuni momenti acuti, come nelle tracce con il coro ed il solista. Lucia, mia moglie, ed io lavoravamo alla rivista quando ho messo su per la prima volta il nastro. Quando il solista è entrato, ci siamo guardati: la riproduzione della voce era semplicemente sconvolgente. Assente qualunque traccia di sibilanti o qualunque accenno di durezza. Gli assoli emergevano con una liquidità che non avevo mai incontrato in alcuna registrazione di questo lavoro sentita in precedenza. Uno dei grandi Decca.

R2R N 104

 

Beethoven, Sinfonia n. 5

Wiener Philharmoniker, Wilhelm Furtwangler

Registrazione originale: EMI/Columbia, Vienna, 1952

1 bobina 18cm a 19cm/s, 2 track mono

Se avete la versione EMI (1952) non la riconoscerete, tanto
migliore è questo nastro mono a due tracce pubblicato dalla HMV nel 1955: la linea del basso è stupefacente per una registrazione di questa età; nell’edizione su CD i contrabbassi sono più o meno totalmente assenti. Furtwangler era ossessionato dai contrabbassi e finalmente sarete in grado di sentire la cura che egli dedicava alle sezioni degli archi gravi: ciò vi darà una percezione molto differente di questa lettura di Beethoven. Chiaramente, la gamma di frequenza limitata sia del CD EMI che dell’edizione originale su LP Columbia CXX offre purtroppo una visione molto incompleta e distorta del grande Furtwangler. Ora avete la rara opportunità di ascoltare la sua direzione in un modo mai sentito prima.

R2R N 201

 

Beethoven, Sinfonia n. 3, “Eroica”,

Philharmonia Orchestra, Herbert von Karajan

Registrazione originale: EMI/Columbia, London, 1951

1 bobina 18cm a 19cm/s, 2 track mono

La grande Philharmonia Orchestra diretta da un giovane Karajan; vitalità, precisione, dramma, una robustezza nel fraseggio che spesso manca nelle successive registrazioni di Karajan. L’incisione mono ha profondità ed è molto dettagliata, specialmente alle basse frequenze che tendono a scomparire nei dischi ufficiali EMI. Un Karajan chiaramente attratto dalla precisione di Toscanini e dell’elasticità di Furtwangler. In confronto alle edizioni ufficiali EMI su CD, un grande miglioramento nel suono.

R2R N 204

 

Beethoven, Sinfonia n. 8

Philharmonic Symphony Orchestra of London, Hermann Scherchen

Registrazione originale: Westminster, London, 1954 (mono)

1 bobina master 26,5 cm a 38cm/s, 2 track mono

Questa registrazione mono prodotta nel 1954 è semplicemente la migliore registrazione mono che io abbia mai ascoltato. Ha quel genere di presenza, punch, micro-dinamica, fisicità da podio che sono assenti nel 99% delle registrazioni di oggi. La risoluzione del dettaglio è fenomenale. In confronto alle moderne registrazioni, il livello di dettaglio negli archi, per esempio, fa vergognare la maggior parte degli ingegneri di oggi. Potete sentirne un passaggio sul nostro sito, gratis, scaricando i brani gratuiti nella sezione DIGITAL DOWNLOAD, in tre differenti risoluzioni, tra cui 176.4kHz/24bit.

Questa registrazione dovrebbe far parte della discoteca di qualunque audiofilo perché mostra cosa fosse possibile ottenere tecnicamente senza la tecnologia enormemente superiore di oggi. Le rimasterizzazioni digitali sono buone ma non reggono il confronto con la qualità del nastro, che è una copia di sicurezza (cioè uno dei master originali). Il secondo movimento è spiritoso e vivace, il quarto diretto in modo fenomenale con un’articolazione in tutte le sezioni dell’orchestra che ancora oggi lascia sbalorditi.

Alle dimostrazioni di uno dei Top Audio ho portato tutte le ultime edizioni dell’Ottava Sinfonia di Beethoven, tra cui quelle di Abbado e Karajan su DG, la versione Telarc ed anche una edizione che era appena uscita su SACD. Il pubblico ha preferito il nastro mono a tutte queste registrazioni moderne, non solo dal punto di vista interpretativo, ma prima di tutto per la qualità sonora. Ricordo che gli audiofili uscivano dalla sala scuotendo la testa per l’incredulità.

R2R N 001

 

Beethoven, Sinfonia n. 6, “Pastorale”

Columbia Symphony Orchestra, Bruno Walter

Registrazione originale: Columbia,  Los Angeles, 1959

1 bobina master 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo

Una delle letture classiche di questo lavoro, insieme alla versione di Bohm per la DG e alle due di Toscanini per la RCA. Questa lettura ha momenti di grande poesia, un incantevole secondo movimento ed un finale che vi sorprenderà per la sua nobiltà di espressione. C’è una sensazione di ‘benessere’ in tutta la lettura che rende l’interpretazione di Walter veramente unica. Una delle mie Pastorali preferite.

L’edizione su nastro rende anche chiaro quanto bene la Columbia (in seguito CBS) registrasse all’epoca. Ascoltando le orride edizioni su LP, inclusa la stampa a sei occhi, pensereste che la registrazione fosse stata effettuata da qualche ingegnere ubriaco, per non parlare delle successive stampe CBS che erano ancora peggiori. In questo nastro si può apprezzare la piena gloria della direzione di Walter, perché il miglioramento della qualità sonora rispetto alle stampe su LP e su CD è veramente drammatico. L’ascolto dell’ LP e del nastro a 38cm/s fianco a fianco fa si che sia difficile credere che provengano dallo stesso master.

R2R N 102

 

Fiesta in HIFI

Eastman-Rochester Symphony Orchestra, Howard Hanson

Registrazione originale: Mercury, Rocherster, 1956

1 bobina 18cm a 19cm/s, 2 track stereo

Una classica registrazione Mercury della fine degli anni ’50. Rispetto all’LP originale ha più punch e presenza. I tre compositori (McBride, Nelson e Mitchell) offrono musica vivace e divertente da ascoltare: moderna musica americana che è leggera, colorata, incantevole, armoniosa e piena di eccitazione. Riconoscerete alcuni dei temi cari alla musica da film western, sia americana che messicana. Le percussioni emergono in un modo che nessuna edizione su LP può eguagliare. Un disco Mercury registrato particolarmente bene. Bisogna dire che il soffio del nastro è un po’ più alto della media… però si ha una gamma alta meravigliosa.

R2R N 304

 

Beethoven,  Concerto per Violino,

Jascha Heifetz, Boston Symphony Orchestra, Charles Munch

Registrazione originale: RCA Living Stereo, Boston, 1955

1 bobina master 26,5cm a 19cm/s, 2 track stereo

Questa performance è maestosa ma non eccessivamente romantica; è equilibrata ma progredisce gradevolmente; ha vitalità, ma la straordinaria maestria di Heifetz al violino implica che l’esecuzione non è mai a corto di fiato. Con questo nastro potrete finalmente gustare il sound di Heifetz perché il nastro porta alla luce il timbro ricco del suo Guarnieri (David/Guarneri del Gesù) come nessun altro formato, neanche l’LP su un impianto molto buono. Notevole è anche la qualità della micro-dinamica che ci permette di sentire ciascuna piccola sfumatura prodotta da Heifetz. Francamente, non ho mai sentito un CD che renda giustizia al timbro di un violino; in confronto all’LP e al CD, l’ascolto di Heifetz diventa un’altra esperienza, principalmente a causa della ricchezza di dettaglio che si percepisce: i piccoli diminuendo, i piccoli accelerando e crescendo che Heifetz produce, la straordinaria precisione ritmica, i sottili cambiamenti di colore, tutto contribuisce a darci un’immagine sonora molto differente di uno dei più grandi violinisti, se non il più grande, dopo Paganini. Un classico dell’industria discografica!

R2R N 119,  Serie Master, 2-piste stereo, 38cm/s

 

Bizet, Carmen Suite, L’Arlésienne Suite n. 1

Detroit Symphony Orchestra, Paul Paray

Registrazione originale: Mercury, Detroit, 1956

1 bobina 18cm a 19cm/s, 2 track stereo

Paul Paray ha prodotto alcune registrazioni eccezionali di musica francese, la maggior parte delle quali sembrano molto ben registrate. Al sua Carmen è muscolare, più virile che sensuale, e ancora più eccitante. Personalmente preferisco le registrazioni di Beecham del repertorio francese: più eleganti, più sensuali ed in generale molto più raffinate. Comunque, la Carmen di Paray è divertente perché non è interpretata come un accompagnamento orchestrale ai cantanti sul palco, ma come un puro capolavoro orchestrale. E come tale, la lettura di Paray funziona davvero molto bene.

R2R N 302

 

Piazzolla,  Quattro Stagioni per pianoforte ed archi, Oblivion

Stravinsky Chamber Orchestra, Marco Tezza, direttore e pianista

Registrazione originale: Velut Luna, Padova, 2002

1 bobina master 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo

Per quelli di voi che vogliono ascoltare una moderna registrazione analogica su nastro, i prossimi due titoli saranno interessanti. Piazzolla usa molti strumenti sconosciuti nelle sue Stagioni, una delizia da sentire nel bilanciamento di ripresa di prim’ordine di Lincetto. La performance è stata ripresa simultaneamente in digitale ed in analogico, per cui stiamo parlando di una pura registrazione analogica e non di una registrazione digitale riportata nel dominio analogico. Il suono è ricco e pieno, molto meglio dei dischi Foné di Piazzolla anche se, in tutta franchezza, il violino di Salvatore Accardo è meraviglioso e la sua sola interpretazione vale l’acquisto dei dischi. Non fatevi spaventare dal nome di Astor Piazzolla. La sua musica possiede una meravigliosa miscela di sensualità e introspezione Latinoamericane. Non è musica pesante ed i colori degli strumenti sono meravigliosamente vividi e brillanti. Un compositore che purtroppo ho scoperto solo recentemente.

R2R N 105

 

Mancini Dry

Massimo Salvagnini Quartet

Registrazione originale: Velut Luna, Treviso, 2002

1 bobina master 26,5 cm a 38cm/s, 2 track stereo

Henry Mancini è stato uno dei principali compositori della Hollywood post-bellica. Questo nastro propone molti dei suoi classici: Breakfast at Tiffany, l’immortale tema Pink Panther, Moon River, The Days of Wine and Roses ed il leggermente meno noto Champagne and Quail. C’è anche il tema della serie poliziesca televisiva degli anni ’60 Peter Gunn, che i miei genitori mi permettevano di seguire religiosamente ogni settimana. L’interpretazione ha un tocco di italianità, un po’ stano per le mie orecchie nordamericane, ma comunque sempre molto musicale. Personalmente preferisco il modo in cui gli americani approcciano questa musica, ma dopotutto sono canadese; tutti gli italiani che hanno sentito il nastro lo hanno amato. Come per la registrazione di Piazzolla, si tratta di una produzione puramente analogica che è stata ugualmente ripersa con un registratore professionale Tascam a due tracce da un quarto di pollice.

R2R N 103

 

Richard Strauss, Vita di un Eroe

Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner

Registrazione originale: RCA Living Stereo, Chicago, 1954

1 bobina master 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo

Questa registrazione è stata effettuata nel 1954 ed è stata ristampata parecchie volte da etichette audiofile in versioni da 180g, 200g, a 33 e 45 giri. E’ una registrazione sbalorditiva per essere stata fatta quasi settant’anni fa. Anche se è uno dei primi RCA Living Stereo ad essere stato pubblicato, Also Sprach Zarathustra ha una gamma media incredibile ed anche un bel buco nel mezzo del soundstage. Non Vita di un Eroe, comunque. Jack Pfeiffer mi ha detto che avevano usato un microfono centrale per questa registrazione, perché erano consapevoli dei problemi di separazione della loro prima uscita. Se mai vi sentiste depressi, ascoltate l’apertura con quegli archi gravi che sorgono: assolutamente affascinante, è come se qualcuno vi prendesse per il collo e vi sollevasse per aria. Questa è una delle performance veramente grandi di questo lavoro straussiano e a causa della sua importanza storica nel panorama delle grandi registrazioni questa lettura, che sia su nastro, CD o LP, dovrebbe essere nelle discoteche di tutti gli audiofili.

R2R N 120

Verdi: Tosca

Maria Callas, Giuseppe di Stefano, Tito Gobbi, La Scala, Victor de Sabata

Registrazione originale: EMI/Columbia, Milano, 1953

2 bobine 18cm a 19cm/s, 2 track mono (due bobine)

Quando ho fatto ascoltare questo nastro, lo scorso anno al Top Audio, un soprano che canta in alcuni dei più grandi teatri italiani, si è alzata e ha detto al pubblico:«Sappiate che siete straordinariamente privilegiati per aver ascoltato la Callas riprodotta in questo modo». Ero sbalordito. Solo Giulio Cesare Ricci, che era nella sala, sembrava non essere d’accordo: «Si vede che non ci sono alti e bassi.» Ehi Giulio, ascolta la musica! Quando, in seguito, ho fatto sentire la versione su CD su un complesso meccanica/DAC da 14.000 Euro, a proposito, beh, non posso riportare i commenti sui CD EMI… e non erano proprio positivi!

La cosa che mi ha colpito del nastro, la prima volta che l’ho ascoltato a Londra, è in effetti il timbro delle voci maschili: la facilità con cui si può distinguere il baritono dal basso, per esempio. Con i nastri, le voci maschili vengono dal torace e non solo dalla gola. Un’altra sorpresa è stata il timbro degli archi dell’Orchestra della Scala: diretta da De Sabata è morbida come la seta. Una delle ragioni, come ho talvolta indicato, è la cura prestata dal team di registrazione EMI diretto dal leggendario Walter Legge. Per aumentare la riflessione della secca acustica della Scala, Legge ha fatto posizionare ciascun cantante su una cassa di legno posta sul palcoscenico. Il risultato è una registrazione mono prodotta nel 1953 che su questo nastro mono a due tracce è quasi irriconoscibile rispetto alle varie edizioni su CD. Amo la Callas, ma l’ascolto di questi nastri mi ha fatto scoprire l’incredibile bellezza della voce di Di Stefano. Nelle grandi arie e duetti della Tosca, la proiezione della sua voce è veramente sconvolgente. Un altro classico della discografia.

 

 

Offenbach: Gaité parisienne

Minneapolis Symphony Orchestra, Antal Dorati

Registrazione originale: Mercury, Minneapolis, 1957

1 bobina 18cm a 19cm/s, 2 track stereo

Gli audiofili conoscono molto bene questa opera perché è stata resa famosa dalla registrazione di Arthur Fiedler con la Boston Pops Orchestra su etichetta RCA Living Stereo. Registrata nel 1954, è stata incisa in un modo spettacolare ed è stata ristampata in diversi formati, tra cui LP a 33 giri, LP a 45 giri, SACD e XRCD. Non male per un’incisione prodotta sessantasei anni fa!

La versione proposta qui su nastro proviene da un due tracce commerciale dalla Mercury inciso tre anni dopo. Un confronto fra le due edizioni è molto interessante. La versione RCA ha un dettaglio inverosimile e una presenze fisica mozzafiato per un lavoro che risale agli albori della stereofonia. L’edizione Mercury ha un suono meno compresso ma non così ‘fisico’, è comunque bilanciato in un modo un po’ più naturale. Come tutti i Mercury dell’epoca, la Gaité di Dorati  ha alte frequenze un po’ in evidenza, ma in confronto al CD possiede una maggiore estensione, maggiore anche dell’analogo titolo su RCA. Qui si tratta di due filosofie di registrazione diverse ma altrettanto valide. L’approccio interpretativo dei due direttori è simile: dinamico, intenso, forse un po’ più gioioso nel caso di Fiedler.

 

Modern Jazz e Sketches of Spain

Registrazione originale: Columbia (Modern Jazz), mono, 1954; Columbia (Sketches), stereo, 1958

1 bobina master 26,5 cm a 38cm/s, 2 track mono (Modern Jazz), 2 track stereo (Sketches)

Come sapete, non sono un grande esperto di jazz, ma il timbro di Davis, la sua visione della musica, il modo in cui fa parlare, piangere, cantare la sua tromba, beh, con Chet Baker abbiamo due artisti che hanno qualcosa di unico: la capacità di comunicare con la loro tromba aldilà delle note. Questa rara capacità di comunicare con l’ascoltatore dallo studio dipende dalla qualità della codifica e decodifica dell’evento musicale. Nel nostro caso, la maggiore estensione in frequenza e la maggiore gamma dinamica di una copia del master cambia drammaticamente le cose: non avevo mai sentito in questo modo le armoniche della tromba di Miles. Ma non solo le note alte; su nastro la tromba acquisisce un corpo molto differente da quello che sentiamo su LP o CD: la gamma dei colori timbrici mi ha fatto rimanere fino alle tre del mattino ad ascoltare il nastro. Sul master la musica sembra più veloce, più diretta, ma senza lo stress che normalmente associamo al digitale; a loro volta, i piccoli diminuendo, i crescendo, i ritardati, gli accelerando che un grande musicista come Miles Davis può produrre, diventano evidenti e rivoluzionano la nostra percezione della performance. In concerto è ovvio che Davis facesse tutte queste cose; il problema è che per la maggior parte non si notano realmente né sull’ LP, né sul CD che ho acquistato per questo confronto. Ecco un caso classico in cui un migliore formato può alterare sostanzialmente la nostra percezione di una performance musicale.

Riguardo i pezzi e la loro provenienza, si tratta in entrambi i casi di copie a 38cm/s di nastri master, un mono nel caso di Modern Jazz ed uno stereo nel casi del riempitivo, Sketches of Spain (varie prove non usate nel master finale: divertente perché uno ascolta Miles durante le repetizioni).

 

Ascenseur pour l’échafaud (musica del film di Louis Malle)

Miles Davis, Barney Wilen, René Urtreger, Pierre Michelot, Kenny Clarke

Registrazione originale: Columbia, Parigi, 1957

1 bobina master 26,5 cm a 38cm/s, 2 track mono

 

Davis era a Parigi per suonare al Club St-Germain. Fu presentato a Louis Malle tramite il suo assistente, un impazzito di jazz, e dopo aver visto il film (senza banda sonora) Davis accettò di registrare la musica per Ascenseur.  La sera prima Davis nella sua stanza di albergo pensa a “qualche armoniche”…si presentò con quattro altri musicisti (Barney Wilen, sax tenore, René Urtreger, piano, Pierre Michelot, basso e Kenny Clarke, percussioni)  e durante la progettazione dello film i cinque si sono messi ad improvvisare…

 

 

 

Serie 2

 

1. Harry Belafonte at Carnegie Hall

2 bobine  master da 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo (2 bobine)

Registrazione originale: New York, 1959, RCA Living Stereo

R2R N 108

Si, avete letto correttamente il titolo: questo è LA registrazione per cui qualunque critico audiofilo, rivista audiofila e appassionato audiofilo sono impazziti per anni. Il nastro a 38cm/s riproduce la voce di Belafonte come non l’avete mai sentita prima: la rasposità dei timbri gravi di Belafonte riprodotti sulla copia del master si esprimono come non ho mai sentito prima su qualunque altro formato, che sia analogico o digitale. Il master è anche quasi completamente privo di soffio; l’edizione su nastro è semplicemente un miglioramento drammatico rispetto alle migliori sorgenti analogiche e digitali finora disponibili sul mercato.

 

2. Mussorgsky-Ravel, Quadri di un Esposizione, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner.

1 bobina master da 26,5 cm a 38cm/s, 2 track stereo

Registrazione originale: Chicago, 1957,  RCA Living Stereo

R2R N 109

Le differenze tra il CD ed il nastro sono simili a quelle tra le versioni su CD e su nastro di un’altra grande registrazione di Reiner/RCA, la Sheherazade di Rimsky-Korsakov. Non possiamo vendere duplicazioni di quella registrazione a causa di restrizioni di copyright; ma tutti quelli di voi che sono venuti al Top Audio lo scorso anno le differenze tra il CD di Sheherazade ed il master, in termini di dinamica ed estensione in frequenza, erano sconvolgenti: i contrabbassi e la grancassa avevano un impatto che il CD RCA Living Stereo non poteva proprio neanche iniziare ad emulare, nonostante il CD fosse letto da una meccanica da 6.000 Euro e un convertitore da 7.000 Euro. Era chiaro a tutti gli ascoltatori che gli ingegneri di rimasterizzazione RCA avevano tagliato entrambi gli estremi di frequenza. Il nastro faceva suonare gli archi gravi come veri contrabbassi che suonassero in una sala da concerto: potenti, ricchi, pieni di impatto; il CD produceva solo un’immagine sonora ravvicinata e opaca, perché il taglio dell’estremo inferiore implica l’eliminazione dell’ambienza della sala e della gamma di colori timbrici degli strumenti acustici. L’ultima immagine con le sezioni degli ottoni che suonano in fortissimo all’unisono è stupefacente su nastro.

 

3. Mahler, Sinfonia N. 2, “La Resurrezione”. Vienna State Opera, Vienna State Academy Chamber Choir, Mimi Cortese, soprano, Lucretia West, contralto, Hermann Scherchen

3 bobine master da 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo (3 bobine)

Registrazione originale: London, 1958, Westminster

R2R N 107

Questa registrazione è stata prodotta dalla Westminster nel 1958 ed offre un’immagine sonora incredibilmente realistica di un concerto orchestrale dal vivo. Il suono è più diretto, meno truccato di quello degli RCA Living Stereo. La fisicità degli archi gravi nel movimento di apertura è spettacolare. Il suono degli archi acuti è un po’ recesso; la cosa potrebbe essere dovuta alla sezione degli archi ridotta usata da Scherchen. La definizione di legni ed archi è veramente eccellente e la risoluzione dinamica generale è pure di gran classe. I crescendo sono drammatici nel loro impatto. La cosa interessante è che i primi pieni orchestrali, sempre nel primo movimento, sembrano inizialmente impressionanti, ma man mano che la musica procede ci si rende conto che i pieni iniziali, benché impressionanti, non erano il massimo livello dinamico prodotto dalla registrazione; il pieno crescendo orchestrale finale, incredibilmente intenso, arriva verso la fine del movimento e l’effetto sconvolgente vi farà capire che questo genere di dinamica è possibile solo con il nastro. Ho confrontato questa registrazione con una copia della Seconda di Mahler, edizione Decca del 1976 con Zubin Mehta e la Vienna Philharmonic, una registrazione considerata unanimemente come stupendamente suonante, ma vi dico che l’impatto, la sensazione di essere sul podio, la chiarezza delle voci orchestrali interiori, faceva suonare il Decca esile e fluttuante in un mare di riverbero. Sono rimasto choccato, perché mi aspettavo che il Decca, più recente, suonasse molto meglio del Westminster. Potete sentire la registrazione Scherchen/Westminster in risoluzione CD (CD allegati ai numeri 97 e 98 di AS) ed in risoluzione maggiore scaricando i file da www.audiofileshop.com. Questa è una delle migliori registrazioni dell’Età dell’Oro del disco che io abbia mai ascoltato.

 

4. Rachmaninov, Rhapsodie su un tema di Paganini, Artur Rubinstein, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner

Gershwin, Rhapsody in Blue, Eugene List, Eastman-Rochester Symphony Orchestra

1 bobina master da 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo

Registrazione originale: 1957, RCA e Mercury (Gershwin)

Rochester, New York, 1957 (Gershwin), Chicago, 1955 (Rachmaninov)

R2R N 110

Non ci sono molte buone registrazioni del lavoro di Rachmaninov sul mercato. Una delle migliori è quella con Julius Katchen e la London Philharmonic Orchestra diretta da Sir Adrian Boult, una vecchia registrazione Decca uscita inizialmente nella serie SXL 2000. E’ molto buona e ben registrata. La raccomando (SXL 2176).

Mi vergogno a dirlo, ma non ho sentito la versione di Rubinstein finché non ho acquistato il nastro commerciale a due tracce lo scorso anno. Una rivelazione. Soprattutto per l’interpretazione: Rubinstein e Reiner tirano fuori l’umorismo, il divertimento contenuti in questo spartito come in nessun’altra performance prima e dopo di questa. Ogni battuta è magica. Rubinstein è sempre raffinato, miscelando estroversione ed introversione alla perfezione. Il nastro a 38cm/s è molto migliore del nastro commerciale a due tracce che ho comprato. Il mio, in ogni caso, aveva un forte soffio ed i pieni, anche se ben resi, non potevano eguagliare l’impatto che un nastro a 38cm/s riesce ad esprimere. Se conoscete il pezzo ma non questa lettura, vi garantisco che sarete piacevolmente sorpresi; se non lo conoscete, riconoscerete almeno il tema, noto a tutti in Italia: la musica è brillante, divertente, leggera e mai banale.

La Rapsodia in Blue, con la sua famosa apertura con il clarinetto solista, è stata registrata diversamente dal nastro di Rubinstein/Reiner. Il bilanciamento di ripresa è più ravvicinato ed i piccoli organici permettono una ricchezza di dettaglio musicale che una registrazione di un’orchestra di ottanta o novanta elementi non permette. La registrazione Mercury è esplosiva, brillante. La performance è sia elegante che frescha e rifletta  la partitura colorata della partitura. Alcune delle migliori registrazioni del catalogo Mercury sono state prodotte da questo team in questa sala ed il i nastro in offerta lo testimonia. Con questo AS Reel to Reel sarete in grado di apprezzare due approcci di registrazione molto differenti: quello Mercury, che favoriva una configurazione a tre microfoni e tre tracce dirette ed il più complesso RCA multimicrofonica.

 

5. Brahms, Violin Concerto, Jascha Heifetz, Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner.

1 bobina master 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo

Registrazione originale: Chicago, 1957, RCA

R2R N 111

Quello di Heifetz è un approccio meravigliosamente classico al concerto di Brahms. Non è scuro come, diciamo, le letture di Oistrakh o Perlman; la cosa affascinante, comunque, è l’energia, la spontaneità della lettura di Heifetz, come si sentirebbe dal vivo durante un concerto. Con un ripetuto ascolto scoprirete come l’interpretazione è stata composta con tante sottili e piccole variazioni, i piccoli accenti, i piccoli ritardati, i piccoli accelerando, tutti a contribuire alla spontaneità dell’interpretazione. I suoi tempi tendono al veloce, ma permettono che la struttura del lavoro rimanga intatta. Il Brahms di Heifetz, come il suo Beethoven, è scevro da sentimentalismo, ma pieno di sentimento, per citare qualcuno di cui francamente ho scordato il nome. Quanto è vero! C’è tensione e dramma, ma senza quel genere di approccio strappa-lacrime che alcuni violinisti professano sullo spartito. Il finale è fiero, appassionato, mozzafiato nella sua spinta ed eloquenza. L’accuratezza e la spinta impulsiva veramente straordinarie di Heifetz rendono questa lettura un classico dell’industria discografica.

Anche il suono è meraviglioso: potete veramente sentire tutte quelle piccole sottigliezze di cui parlavo più sopra. La maggiore gamma dinamica permette alle piccole variazioni di dinamica di palesarsi, cosa che il CD non permette. L’edizione RCA Living Stereo su SACD ibrido è stata ben rimasterizzata e se avere un ottimo lettore SACD, il riversamento in DSD è simile all’edizione su nastro. Ma per avvicinarvi, dovete possedere una macchina del livello di Playback, EMM Labs, Naim CDS 555 o dCS. Ed anche così non avrete quel genere di ricchezza timbrica che il Guarnieri del Gesù di Heifetz, poteva produrre.

 

6. Mozart, Violin sonatas n. 18 (KV301), 24 (KV376), 26 (KV378),  Clara Haskil, Arthur Grumiaux

1 master bobina da 26,5cm a 38cm/s, 2 track stereo

Registrazione originale: 1958, Philips

R2R N 112

Tra gli audiofili, la musica da camera non è molto popolare, ma questa è un’interpretazione assolutamente sconvolgente di alcuni dei più grandi pezzi di musica per pianoforte e violino mai scritti. Vi garantisco che sarete commossi dall’interpretazione di Clara Haskil e Arthur Grumiaux.

In un’intervista concessa in occasione dei suoi novant’anni, Artur Rubinstein disse che i suoi pupilli erano tecnicamente perfetti e che avevano raggiunto un livello di virtuosismo che egli stesso non aveva mai ottenuto nella sua vita. «Ma pongo sempre questa domanda ai miei studenti: quando inizierete a fare musica?»

La Haskil era di sicuro una virtuosa al pianoforte… ed al violino. Vinse due Primi Premi al Conservatorio di Parigi quando aveva quindici anni al pianoforte E al violino. Un risultato straordinario da tutti i punti di vista. Sicuramente, la sua conoscenza di entrambi gli strumenti le ha permesso una speciale comprensione di questi spartiti.

Eppure, non c’è niente di virtuoso nelle sue letture. Lei è la Callas del pianoforte: in qualche modo, come la Callas, che faceva dimenticare che stesse effettivamente cantando, talmente emozionante era la sua caratterizzazione dei suoi ruoli, la Haskil vi fa dimenticare che le note che sta sonando hanno bisogno di un incredibile livello di virtuosismo affinché si esprimano come lei riesce a fare. Le note del pianoforte semplicemente cessano di essere note di pianoforte: sono come una voce che vi parla, direttamente, semplicemente, con attenzione, con affetto. Ho sentito tanto Mozart nella mia vita, ma mai ho sentito un’interpretazione che in qualche modo unisca così tanta semplicità e profondità. Grumiaux era il suo compagno da concerto nell’ultima parte della sua vita, per cui godetevi la speciale chimica che rende queste letture imperdibili per chiunque ami la musica, qualunque tipo di musica.

Se, per qualunque ragione, non potete permettervi la versione su nastro, comprate l’edizione su CD che è ora disponibile a basso prezzo nel catalogo Philips. L’esecuzione in questa registrazione non ha prezzo. Si tratta di una delle più grandi registrazioni di Mozart del dopoguerra.

 

7. Toscanini Conducts: Carmen Suite (Bizet), Overture Mignon (Thomas),  Prelude to Hansel and Gretel (Humperdinck), NBC Symphony Orchestra, Arturo Toscanini

Nastro commerciale MONO a due tracce a 19cm/s RCA AC-26

Registrazione originale: New York, 1952, RCA

R2R N202

Abbiamo inserito parte di questa registrazione, la suite della Carmen, sul disco allegato ad AS93. Il nastro ha una ricchezza armonica ed un’estensione in frequenza che nessuna delle precedenti incarnazioni su CD o LP ha mai avuto; in effetti, i brani di Humperdinck e Thomas sono virtualmente irriconoscibili in confronto alle rimasterizzazioni su CD.

Nessuna di questi registrazioni è apparsa nella ormai defunta serie su XRCD dedicata a Toscanini: peccato, erano le migliori rimasterizzazioni digitali mai prodotte delle incisioni di Toscanini registrate fra 1951 e 1954. Comunque, sul sito di Sound and Music, www.soundandmusic.com, ci sono ancora copie disponibili di quasi tutti i titoli: compratele se siete fan di Toscanini.

Il pezzo di Humperdinck è particolarmente ispirato, la suite della Carmen ha momenti meravigliosi ed è in generale una lettura molto muscolare, eccitante ed esplosiva. La Mignon Ouverture ha un meraviglioso fraseggio e anche se manca un po’ di sorriso.

 

8.  Eartha Kitt, St. Louis Blues, Shorty Rogers and His Orchestra,

Lena Horne at the Waldorf Astoria, Nat Brandwynne’s Orchestra, Lennie Hayton

Nastro commerciale stereo a due tracce RCA BPS-167 (St. Louis Blues)

Nastro commerciale stereo a due tracce RCA CPS-71 (Lena Horne)

1 bobina da 18cm a 19cm/s

Registrazione originale: Los Angeles, 1958, RCA

1 bobina da 18cm a 19cm/s

Registrazione originale: New York, 1957, RCA (Lena Horne)

R2R N 305

Il nastro commerciale a due tracce di Eartha Kitt è ottimo, uno dei migliori nastri commerciali a due tracce che abbia ho sentito in questo genere musicale. Il bilanciamento della ripresa è piuttosto ravvicinato e la Signora Kitt appare sulla sinistra della scena sonora:  come se sul palcoscenico stesse cantando alla sinistra di una band jazz di medie dimensioni. La ricchezza della sua voce, il suo fraseggio, sono veramente unici. Lei dona umorismo a queste canzoni: come dico sempre, non sono un conoscitore di jazz e blues, ma ho apprezzato molto le sue performance perché lei vi apporta varietà ed umorismo: il suo cantare non è mai blando, si può percepire un fraseggio malizioso nelle parole. La registrazione è estremamente trasparente; sul nostro impianto Yamamura molti visitatori hanno commentato che avevano l’impressione di essere in una grande sala ascoltando lei di persona. I sei brani sono: Beale Street Blues, Careless Love, Atlanta Blues, yellow Dog Blues, Friendless Blues, The Memphis Blues.

Il nastro non è molto lungo perché contiene solo sette canzoni. Ma c’è un problema. Ho comprato il nastro su Ebay e quando l’ho ricevuto mi sono reso conto che mancava metà della prima canzone. Dati che era già corto, ho pensato che non fosse onesto chiedere 68 Euro per sei sole canzoni. Per cui ho aggiunto un altro nastro a St.Louis Blues: Lena Horne at the Waldorf. Il suo stile di canto è molto diverso da quello della Kitt: è più orientato alle ballad e non si limita a jazz e blues. Dopo una breve carriera a Hollywood è stata bandita dall’industria cinematografica per le sue idee politiche di sinistra ed è tornata al suo primo amore, cantare nei night club. Lena Horne at the Waldorf è diventato un classico: registrato dal vivo nel 1957, è diventato all’epoca il disco più venduto di voce femminile nella storia della RCA. Non credo che la registrazione sia buona quanto quella di St.Louis Blues, ma non lo sono neanche le varie incarnazioni su CD. Non è trasparente e dinamica come la registrazione di Eartha Kitt; ciò nonostante stiamo parlando di un altri classico dell’industria discografica e suona molto meglio di qualunque altra edizione che io abbia sentito finora.

 

9. Music for HIFI Bugs, arranger and conducted by Pete Rugolo.

Nastro commerciale Mercury stereo a due tracce, MDS3-1

1 bobina da 18cm a 19cm/s

Registrazione originale: Los Angeles, 1959, Mercury

R2R N 306

Negli anni ’50, la Mercury ha pubblicato una serie di LP stereo dedicati al mercato audiofilo con l’etichetta Mercury/EmArcy. Sono  rari ed i nastri commerciali a due tracce ancora più rari: infatti, li ho visti raramente in dieci anni di collezionismo di nastri. I titoli interessanti da un punto di vista audiofilo sono Percussion at Work (SR-80003), Adventure in Sound- Brass in Hi-Fi (SR-80044), 10 Saxophones and 2 Basses (PPS-8023).

Music for HiFi Bugs propone musica scritta ed arrangiata da Pete Rugolo ed eseguita dalla sua jazz band (For Hi-Fi Bugs, Once in a While, Fawncy Meeting You, These Foolish Things, Later Team, Dream of You, Snowball) Un’occhiata ai titoli vi farà capire che non si tratta di musica di seconda scelta. Le letture di Pete Rugolo sono dinamiche e piene di contrasti, ed offrono un sound da big band. Rugolo, in origine arrangiatore-capo della band di Kenton, e la sua band sono tutti musicisti di prim’ordine: tra essi, i musicisti della west-coast Maynard Ferguson, Frank Rosolino, Russ Freeman, per nominarne alcuni. Le sessioni di registrazione di questo disco hanno prodotto molto materiale che è stato pubblicato su altri dischi Mercury EmArcy: Music From Out Of Space (SR-60118) e Rhythm Meets Rugolo (SR-60119).

Le sessioni sono state registrate ai Capitol Studios di Los Angeles con un microfono Altec 218 sospeso a circa 1,6m sopra la testa del direttore e con un microfono direzionale per i legni. Le due sezioni degli ottoni erano posizionate dietro ai legni in due file con le trombe in fondo. Microfoni U-47 sono stati posizionati di fronte a ciascuna sezione degli ottoni ed un microfono RCA-44BX aggiuntivo è stato piazzato sopra il flauto ed i sax alti. Il basso e la chitarra sono stati ripresi con un Altec 639 ed il pianoforte con un RCA 44BX. Il registratore era un Ampex 300 usato a 38cm/s. Potete dunque vedere che il team Mercury riprendeva le band non  classiche diversamente dalle orchestre classiche che erano sempre riprese con tre microfoni omnidirezionali posizionati sopra all’orchestra. I risultati sono comunque decisamente spettacolari su questo nastro.

 

10. Percussion in Hi-Fi

Nastro commerciale Mercury stereo a due tracce, MDS2-37

1 bobina da 18cm a 19cm/s

Registrazione originale: Los Angeles, 1958, Mercury

R2R N 307    

Questo è un altro nastro a due tracce con varie percussioni e arrangiamenti di gusto jazz. Gli arrangiamenti sono stati fatti dall’arrangiatore e direttore interno della Mercury, David Carroll. Principalmente comprendono percussioni esotiche e anche se non è un album di jazz nel vero senso della parola, a me pare comunque un po’ jazzato. E’ stato in origine pubblicato su un Mercury mono (MG-20166). Questo significa che è stato sicuramente inciso in contemporanea in mono ed in stereo, con due arrangiamenti di microfoni e apparecchi di ripresa differenti. Per quelli di voi che amano la percussioni dinamiche, il brano Cricket sarà di vostro gusto; un nastro divertente molto ben registrato di musica non troppo impegnativa. Tra gli autori, Rodgers & Hammerstein (Bali Hai) e Lecouna (Jungle Drums). Il nastro termina con Spanish Symphonique di Bobby Christian, che comprende scintillanti pezzi intitolati Bullfight e Flamenco. Ci sono più di centotrenta diversi strumenti a percussione che suonano melodie standard; non è solo un nastro di percussioni fini a loro stesse.

 

11. Ella and Louis Again, Ella Fitzgerald, Louis Armstrong, Louis Bellson, Oscar Peterson Trio.

Nastro commerciale Verve stereo a due tracce, VST 10011

1 bobina da 18cm a 19cm/s

Registrazione originale: Los Angeles, 1957, Verve

R2R N 308    

Un altro nastro commerciale a due tracce, questa volta della Verve che ha commercializzato pochissimi nastri a due tracce. Questa registrazione non deve essere confusa con l’album intitolato Ella and Louis, che è stato rimasterizzato su vinile parecchie volte, un album mono. Ella and Louis Again è stato registrato dopo l’enorme successo dell’originale Ella and Louis, questa volta in stereo. Il suono è migliore di quello del nastro di Lena Horne, vicino all’eccellente nastro di Eartha Kitt. Il bilanciamento cambia da traccia a traccia: qualche  volta la voce di lui, come quella di Ella, è al centro, altre volte sono all’estrema sinistra e destra del soundstage. La sezione ritmica è meravigliosamente presente in confronto all’edizione su CD e sembra più intonata. Il nastro, con la sua gamma bassa e la dinamica meno compressa, assicura che la voce di Louis sia riprodotta in tutta la sua gloria. Le persone che hanno ascoltato il nastro qui a Salerno scuotevano la testa quando Louis pronunciava le prime parole. L’assolo di Ella in Comes Love è meraviglioso, la sua voce, sempre grazie al nastro meglio suonante, è cremosa, ricca, piena, delicata quando necessario, aperta e chiara: come seta a volte. Stompin’ at the Savoy è cantata con charme e umorismo, come anche Let’s Do it, quando Armstrong, quasi ridendo, inizia a snocciolare i nomi di specie animali che ‘possono farlo’. Questo è un nastro molto raro: in venti anno di collezionismo l’ho trovato solo una volta ed ho dovuto pagare una fortuna su Ebay per comprarlo. Sono stato fortunato a trovare una copia in buone condizioni.

 

12. E’ Teretuppete, R. Caporale, G. Mellone, R.Dani

2 tracce stereo Velut Luna

1 bobina master da 26,5cm a 38cm/s

Registrazione originale: Padova, 2002, Velut Luna

R2R N 101

Ecco una registrazione prodotta da Marco Lincetto a Padova nel 2002, allegata a suo tempo ad AS29. Ho avuto il nastro master attraverso il distributore italiano di Nagra, SAP. Marco ha bilanciato la registrazione sul suo mixer, cosa che ha permesso di mandare il segnale sia ad un registratore analogico che ad uno digitale. Vincenzo Fratello (SAP) ha collegato il suo Nagra 4S a due tracce ed è così che questa registrazione analogica è nata. Per cui, quello che vi proponiamo è in effetti una copia del master stesso.

Il CD originale era una raccolta di canzoni napoletane nella loro forma ‘originale’ interpretate da una giovane e talentuosi artista italiana, Rosella Caporale. Per esempio, la seconda canzone, La Tarantella, come scriviamo nel libretto, «rappresenta una tipica assimilazione e rielaborazione ottocentesca di antichi elementi popolari da parte di artisti colti. Nata nella seconda metà del Seicento quale evoluzione di altre danze figurata, la tarantella ha ispirato tanti scrittori e musicisti classici».

Da canadese… non posso certo pronunciarmi sulla qualità dell’interpretazione! In questo caso non ho né il background culturale, né l’esperienza tecnica per esprimere un’opinione seria. Ciò che posso dirvi è che c’è una sensazione di fragilità nella sua voce che trovo molto affascinante, a momenti toccante, anche dopo ripetuti ascolti. Trovo il suo canto, perlomeno in questa registrazione, intensamente musicale.

 

 

Serie 3

 

Chopin. Concerto for piano Nr. 1, Artur Rubinstein, Los Angeles Philharmonic Orchestra, Alfred Wallenstein.

2-track mono RCA Victor BC-17

1 x 18cm reel a 19cm/s

Original recording: Los Angeles, 1955

Quando si parla di grandi interpretazioni di Chopin il nome di Rubinstein viene spesso associato al nome del compositore. Entrambi polacchi, Rubinstein ha sempre avuto un’affinità particolare con il suo connazionale; e credo che sia una valutazione giusta. Rubinstein è uno dei rari pianisti che non fa suonare Chopin mai in modo sentimentale. Se dovessi usare un solo aggettivo per descrivere il Chopin di Rubinstein sarebbe ‘poetica’. Come un poema classico c’è una struttura fissa che non viene mai sfruttata per scopi di kitsch;  dentro il metro Rubinstein fa cantare il suo pianoforte e le emozioni vengono intimati, mai declamati. Grande pianismo registrato dalla RCA in mono ma in modo convincente. Pierre Bolduc

R2R N 207 (sezione due piste mono19cm/s)

 

Kind of Blue.

2-track stereo master a 38 cm/s

1 bobina master x 26,5cm reel NAB metal

Original recording: New York, 1959

Tutti coloro che hanno ascoltato la copia del master qui da me sono rimasti sbalorditi. I due sax hanno un corpo favoloso e il pianoforte, riprodotto male su quasi tutti i supporti mai rilasciati, acquista  finalmente la sua presenza giusta nell’ensemble. Un classico. Pierre Bolduc

R2R N 117, Serie Master, 2-piste stereo, 38cm/s

 

Rimsky-Korsakov, Scheherazade. Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner

2-track stereo master a 38 cm/s

1 bobina master x 26,5cm reel NAB metal

Original recording: Chicago, 1957

Una delle grandi incisioni della RCA Living Stereo. Quando pubblicavamo ‘CD Classica’ abbiamo stampato un articolo su tutte le versioni disponibili di questa opera: due vennero premiate, quella di Sir Thomas Beecham su EMI e questa lettura di Fritz Reiner. Sono molto diverse – Beecham è più teatrale, ma inciso meno bene – Reiner più orchestrale con un finale da favola. La storia è che Reiner sia salito sul podio e i Chicago hanno iniziato a suonare l’ultimo movimento: quel brano è quello che sentirete su questo nastro, senza ritocchi, senza tagli. Incredibile! Al Top Audio due o tre anni fa ho confrontato la versione CD su un combo meccanica/convertitore di 14.000 euro contro questo nastro suonato su uno Studer B 67. Ha trascinato il CD.  Era imbarazzante. Pierre Bolduc

R2R N 118, Serie Master, 2-piste stereo, 38cm/s

 

Sarah Vaughan, Great Songs from Hit Shows

2-track stereo Mercury commercial tape, MDS2-1

1 x 18cm reel a 19cm/s

Original recording: Los Angeles, 1957, Mercury

Registrato nel 1957 dalla Mercury, questo nastro commerciale due tracce offre brani classici di Broadway Shows dell’epoca. “Comes Love”, “Autumn in New York”, per esempio, sono classici cantati anche da Louis Armstrong, per fare solo un nome. Come sapete, sono un appassionato di musica classica e ascolto pochi altri generi; ma la Sarah Vaughan mi ha sempre piaciuto per il suo fraseggio, l’eleganza dell’emissione, la sottilità dei vari modi espressivi che lei usa. Registrati nei Capital Studios di Hollywood, i musicisti dell’orchestra sono stati posizionati in un semi-cerchio e il microfono principale (Altec 21B) è stato piazzato a circa  1.5 m sopra la testa del direttore.  Tre Telefunken U-47 sono stati piazzati davanti le sezioni dei legni, tromboni e trombe; due altri microfoni sono stati usati per il pianoforte e la chitarra. Un Ampex 300 con nastro da mezzo pollice/38cm/s ha registrato il tutto. Mi dimenticavo: la voce di Sarah Vaughan è stata captata da un U-47 (sempre a valvole). Pierre Bolduc

R2R N 309    (sezione 2-piste stereo 19cm/s)

 

Ciaikowski, P. Extracts from the ballets The Sleeping Beauty and Swan Lake (La bella addormentata, Il Lago dei cigni). Philharmonica Orchestra, Herbert von Karajan.

2-track mono HMV/Columbia commercial tape, CAT 252

1 x 18cm reel at 19cm/s

Original recording: Londra, 1953

Karajan ha inciso quattro volte questo programma musicale. Quella con la Philharmonia Orchestra fu il suo primo tentativo. E’un’incisione mono ma ideata dal grande Walter Legge, prodottore ‘extraordinaire’ della EMI con la quale ha collaborato per circa trent’anni. Come John Culshaw della Decca, Legge aveva idee molto precise sulla riproduzione sonora: un palcoscenico largo e profondo, dettagliato e una meticolosa attenzione al giusto bilanciamento fra le parti dell’orchestra. Il risultato è una disarmante naturalezza dove il bilanciamento fra suono diretto e suono indiretto appare quasi perfetto. Il nastro della Columbia è di lungo superiore a tutti gli sforzi di remastering digitali rilasciati dalla EMI. La lettura è più teatrale di quelle delle varie versioni stereo uscite in seguito.  Pierre Bolduc

R2R N 206 (sezione due piste mono19cm/s)

 

Modern Jazz e Sketches of Spain su una sola bobina

2 track stereo master a 38 cm/s

1 bobina master 26,5 cm reel NAB metal

Registrazione originale: Columbia (Modern Jazz), mono, 1954; Columbia (Sketches), stereo, 1958

Come sapete, non sono un grande esperto di jazz, ma il timbro di Davis, la sua visione della musica, il modo in cui fa parlare, piangere, cantare la sua tromba, beh, con Chet Baker abbiamo due artisti che hanno qualcosa di unico: la capacità di esprimersi  con la loro tromba aldilà delle note. Questa rara capacità di comunicare con l’ascoltatore dallo studio dipende dalla qualità della codifica e decodifica dell’evento musicale. Nel nostro caso, la maggiore estensione in frequenza e la maggiore gamma dinamica di una copia del master cambia drammaticamente le cose: non avevo mai sentito in questo modo le armoniche della tromba di Miles. Ma non solo le note alte; su nastro la tromba acquisisce un corpo molto differente da quello che sentiamo su LP o CD: la gamma dei colori timbrici mi ha fatto rimanere fino alle tre del mattino ad ascoltare il nastro. Sul master la musica sembra più veloce, più diretta, ma senza lo stress che normalmente associamo al digitale; a loro volta, i piccoli diminuendo, i crescendo, i ritardati, gli accelerando, che un grande musicista come Miles Davis può produrre, diventano evidenti e rivoluzionano la nostra percezione della performance. In concerto è ovvio che Davis facesse tutte queste cose; il problema è che per la maggior parte non si notano realmente né sull’LP, né sul CD che ho acquistato per questo confronto. Ecco un caso classico in cui un migliore formato può alterare sostanzialmente la nostra percezione di una performance musicale.

Riguardo i pezzi e la loro provenienza, si tratta in entrambi i casi di copie a 38cm/s di nastri master, un mono nel caso di Modern Jazz ed uno stereo nel casi del riempitivo, Sketches of Spain (varie prove non usate nel master finale: divertente perché uno ascolta Miles durante le ripetizioni). Pierre Bolduc

R2R N 004 (sezione due piste Master mono 38cm/s)

 

Strauss, Richard. Till Eulenspiegel, Don Juan. Chicago Symphony Orchestra, Fritz Reiner

2 track stereo a 38 cm/s

1 bobina master x 26,5 cm reel NAB metal

Registrazione originale: RCA Living Stereo, Chicago, 19

Per me ci sono quattro direttori che hanno lasciato versioni veramente all’apice della discografia. Primo, Toscanini: solo Reiner si avvicina, ma con una resa sonora molto migliore. Poi c’è Furtwangler che offriremo presto anche su nastro due track: all’opposto di Toscanini, ironia sottile ed allo stesso tempo una dichiarazione d’amore nel “Don” che fa capire perché Furtwangler ha avuto amanti tutta la sua vita; dove Toscanini esplode, Furtwangler intima. Poi c’è Karajan, versione digitale. Il suo “Till” non è caratterizzato come quello di Toscanini o Reiner ma il suo “Don” è la sintesi  fra Toscanini e Furtwangler: leggero, ironico, sensuale e potente.  In un certo modo Reiner offre tutte queste qualità: divertente, pieno di umore ma anche drammatico. Il Karajan è la versione digitale ma incisa veramente male; i due lavori diretti da Reiner invece sono in un’altra sfera sonora, non fra i grandi RCA ma comunque molto ben registrati. Pierre Bolduc

R2R N 120 (sezione Master due piste stereo 38cm/s)

 

 

Beethoven. Trio Archiduka, Op. 97. Pablo Casals (cello), Sandor Vegh (violin),Mieczyslaw Horszowski (piano)

2 track stereo  a 38 cm/s

1 bobina master x 26,5 cm reel NAB metal

Registrazione original, 1958

E’ raro ascoltare forse il più grande violoncellista del secolo in un suono così buono. Qui abbiamo tre grandi artisti che offrono una versione totalmente privata di isterismi e dove introspezione  e canto sono di rigore (tutti i “dolce” indicati da Beethoven meravigliosamente rispettati). Una grande lettura di un capolavoro che ogni audiofilo dovrebbe conosocere. Pierre Bolduc

R2R N 121 (sezione Master due piste stereo 38cm/s)

 

 

Prezzi incl. IVA:

1 bobine 18cm: 68 Euro (19cm/s)

1 bobine 26,5cm: 170 Euro (38cm/s)

Tosca: 2 bobine 18cm: 140 Euro

Mahler, Sinfonia n. 2, 3 bobine 26,5 cm: 280 Euro

Belafonte at Carnegie Hall: 2 bobine 26,5cm: 280 Euro

SCONTI PER PRIMO ACQUISTO, ETC

INFORMATI TELEFONANDO A PIERRE BOLDUC

 

Come comprare i reel to reel duplicati:

1. telefonando in ufficio (089-726443)

2. telefonando a Pierre Bolduc (392-8506715)

 

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