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Sabato, 21 Settembre 2013 10:23

Classic Records Blue Note MONO 200g Quiex SV-P

Benvenuti a questa nuova rubrica che apparirà esclusivamente sul sito web e non nell'edizione cartacea.

L'obiettivo è comporre negli anni una discografia delle migliori registrazioni disponibili, a prescindere dal formato. Questa è una lista personale, cercherà di presentare principalmente titoli ancora acquistabili, ma potrà capitare che venga nominato qualche titolo fuori catalogo ma reperibile su Internet.

Se avete suggerimenti su argomenti da trattare o segnalazioni, inviami una EMail (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.) o un Messaggio attraverso questo sito.

Ma torniamo adesso all'argomento di questa settimana:


MILES DAVIS QUARTET. Lady Susan, Weirdo, The Leap, Take Off, Never Entered My Mind, Well You Needn'T. Miles Davis, Horace Silver, Percy Heath, Art Blakey. LP 200g. Blue Note/Classic Records. Mono. 10 pollici. Blue Note BLP 5040. Rudy Van Gelder Studio, New Jersey, 1954. Eng: Rudy Van Gelder

(IMG "miles davis, vol 3.jpg")Miles Davis Quartet Vol. 3

SOMETHIN' ELSE. Autumn Leaves, Love For Sale, Somethin'Else, One For Danny-O, Dancing In The Park. Cannonball Adderley, Miles Davis, Hank Jones, Sam Jones, Art Blakey. LP 200g. Blue Note/Classic Records BLP 1595

(IMG "adderley blue note mono.jpg")

HANK MOBLEY. Mighty Moe and Joe, Falling in Love with Love, Bags? Groove, Double Exposure, News. Hank Mobley (sax tenore), Bill Hardman (tromba), Sonny Clark (pianoforte), Paul Chambers (basso), Curtis Porter (sax tenore e alto), Art Taylor (batteria). LP 200gr Blue Note/Classic Records. Mono. Blue Note BLP 1568.[/i] [i]Rudy van Gelder Studio, New Jersey. 1957. Eng: Rudy Van Gelder.

(IMG mobley.jpg)

Penserete che sia completamente matto perchè apro questa rubrica proponendo registrazioni mono prodotte negli anni ?50. I due LP ed il 10 pollici del Miles Davis Quartet furono registrati presso lo Studio di Rudy Van Gelder, nel New Jersey, tra il 1954 ed il 1958. Mi hanno detto che il disco da 10 pollici originale è quotato attualmente circa 500 Euro! Tutte queste riedizioni di LP mono fanno parte di una serie denominata "Classic Records Blue Note MONO 200g Quiex SV-P". Michael Hobson ed il suo team alla Classic Records hanno ottenuto l'accesso a materiale inedito EMI/Blue Note per molte di queste ristampe, e sono impazziti nel cercare di riprodurre il suono creato al tempo per i grandi protagonisti dell'era d'oro del jazz. I tre titoli di cui ho scelto di parlare sono stati tutti pubblicati tre anni fa e sono rappresentativi della qualità della serie nel suo complesso, nel senso che variano dal mono accettabile della ristampa di Miles Davis al mono top-class del disco di Hank Mobley. Questa serie è di alto livello e vale la pena spendere un po' di tempo per capire come i titoli in essa proposti sono stati rimasterizzati e duplicati.

Conosco bene Michael Hobson, il presidente di Classic Records, abbiamo anche tenuto alcune dimostrazioni insieme al Top Audio e posso riassumervi ciò che mi ha detto riguardo alla metodologia usata per riprodurre questi dischi e altri in una serie che comprende circa quaranta titoli:

  • La maggior parte delle registrazioni mono oggi reperibili sul mercato sono state riversate da nastri mono riprodotti su registratori stereo. Classic Records ha convinto Bernie Grundman è uno dei cinque migliori ingegneri rimasterizzatori al mondo (lo abbiamo presentato alla nostra dimostrazione al Top Audio dello scorso anno) a modificare un registratore Studer A80 da 1/4 di pollice per ottenere una macchina mono a traccia intera. Questo è fondamentale se si intende trasferire correttamente l'intero segnale mono (a proposito, sono in procinto di acquistare una macchina uguale);
  • Grundman ha modificato anche il suo tornio incisore Scully e vi ha montato un sistema di incisione mono. Tutti gli LP della serie Blue Note Mono sono dunque incisi nello stesso modo degli originali.
  • Il che ci porta all'argomento del solco. A causa dell'utilizzo di un sistema di incisione mono, il solco su questi dischi è mono.
  • Classic Records ha anche presentato dischi privi del bordo rialzato presente nei dischi originali. L'intenzione originale dietro al bordo rialzato era quella di proteggere gli LP quando venivano riprodotti su un cambiadischi, in cui ogni disco cadeva letteralmente sul sottostante. Il problema è che il bordo rialzato crea una sorta di muro attorno al disco e quindi moltiplica le vibrazioni create dallo stilo, dalla sospensione e dal motore del giradischi. L'eliminazione del bordo aiuta notevolmente la lettura del contenuto musicale.

Proponendo l'ascolto di registrazioni mono a vari Top Audio, tra cui quello di due anni fa, quando avevamo uno speciale impianto di riproduzione mono, ad un solo canale, con Hobson stesso che faceva ascoltare nastri e lacche mono da una parte, e pubblicando vari articoli sul soggetto dall'altra (vedere, su questo sito web, l'articolo liberamente scaricabile sulle registrazioni mono nella sezione Conoscere AS/Scarica gratuitamente/articoli, credo che AS sia stata la prima rivista del settore a parlare seriamente del valore intrinseco delle registrazioni mono.

Il punto riguardo le registrazioni mono, comunque, è che per riprodurle in tutta la loro gloria è necessario che siano rimasterizzate correttamente e lette con un fonorivelatore mono. Il solco in questi dischi è mono, il che significa che è possibile leggerlo con un fonorivelatore stereo, ma che solo con un fonorivelatore mono sarà possibile udire la magia dei grandi mono dell'epoca. Ovviamente, non tutti i dischi mono suonano in modo stupendo; una gran parte di essi non offre un elevato livello qualitativo, ma quelli che lo fanno, quando vengono letti con un fonorivelatore mono, sorprenderanno l'ascoltatore con il loro realismo, il loro senso di presenza, la loro spaziosità e la loro totale fisicità (sto preparando un articolo sui fonorivelatori mono che verrà pubblicato più avanti, quest'anno, su AS; inoltre, leggete l'articolo sul sito firmato da Ken Kessler sul fonorivelatore mono Lyra Dorian).

Dunque, cos'hanno di magico queste registrazioni? Iniziamo con il titolo su 10 pollici di Miles Davis ascoltato con una testa Dorian mono nel braccio tangenziale del Vyger Indian Signature. Il vecchio Blue Note non è molto dinamico, non è molto esteso ad entrambi gli estremi di banda, non è bilanciato particolarmente bene - gli altri musicisti sono piuttosto arretrati nel soundstage - eppure ha una presenza inebriante. La tromba di Miles è nella vostra stanza. Il senso di immediatezza è incredibile, l'intimità dell'esecuzione di Miles è riprodotta con un realismo mozzafiato, quando la lettura viene effettuata con un fonorivelatore mono di prima classe. Non sono un esperto di registrazioni jazz, ascolto principalmente musica classica, ma Miles mi ricorda in un certo senso i grandi interpreti della musica classica. Il suo fraseggio ed il suo timbro in questo disco mi fanno sentire come se stessi ascoltando la lettura di un poema: le note cessano di essere figure punteggiate e la tromba emette riga dopo riga di poesia. Ben pochi artisti riescono a raggiungere questo livello di comunicazione; è un po' come nelle grandi registrazioni di Furtwängler, Toscanini, Michelangeli o Richter. Sembra quasi che l'orologio cessi di ticchettare. Tecnicamente migliore è la registrazione del 1958 di Cannonball Adderley. Maggiore gamma dinamica, migliore estensione, equilibrio timbrico più ricco e, penso, un bilanciamento più convincente. Ascoltate la prima traccia sul lato A, Autumn Leaves, e come le inflessioni di Davis diano alla musica charme ed intimità. Magico. Questo disco è pieno di grandi pezzi e se non possedete alcun disco di jazz, ecco un ottimo titolo con cui iniziare. E' anche registrato decentemente: anche se è mono, il bilanciamento della registrazione dispone in profondità gli strumentisti nel modo più appropriato, con il grande trombettista ed il sassofonista in primo piano, il pianoforte subito dietro e la batteria di Art Blakey in fondo. Il migliore del mucchio è il disco di Hank Mobley. In esso, la sensazione di fisicità è incredibile, ogni strumento è deliziosamente delineato nell'immagine sonora. I musicisti sono resi con il rispettivo peso musicale e l'interplay tra i musicisti è incredibilmente lucido ? il dialogo tra Mobley Porter eccezionalmente pulito in Double Exposure. Il suono è ricco e vibrante, e la musica si libra nell'aria senza alcun ostacolo nei passaggi più intensi. E che performance della classica Bag's Groove! L'esecuzione del gruppo mi ricorda la NBC Symphony Orchestra di Toscanini: i tempi sono sempre perfetti, le voci interiori giudiziosamente ben bilanciate e si percepisce uno stile quasi cantabile nell'interpretazione.

La domanda è: questi dischi suonano come gli originali? Sicuramente no, anche se non ho ascoltato le stampe originali, a parte la versione stereo di Somethin' Else. L'A-80 modificato da Grundman è sicuramente più accurato delle macchine usate negli anni '50; gli LP stessi sono prodotti con vinile di migliore qualità e più spesso, non c'è il bordo rialzato e gli amplificatori a valvole usati per trasferire il nastro sono sicuramente molto migliori di quelli utilizzati al tempo della registrazione. Questi fattori contribuiscono ad un miglioramento della qualità nella riproduzione della dinamica, dell'equilibrio timbrico, della risoluzione del dettaglio e della solidità dell'immagine. Poi c'è la questione dell'equalizzazione. Gli ingegneri del tempo equalizzavano le registrazioni perché non erano in grado di trasferire tutte le informazioni contenute nei nastri master, semplicemente perché gli amplificatori ed i sistemi di incisione del periodo non permettevano di gestire tutta la gamma dinamica e l'estensione in frequenza dei nastri originali (la situazione è migliorata oggi ma il basso profondo è ancora tagliato, per dare solo un esempio). Anche se nessuna incisione è perfetta, quel problema è stato drammaticamente ridotto tramite l'uso di componenti moderni e apparecchiature di incisione modernizzate. Ciò che posso dirvi è che pochi dischi mono suonano meglio di questo di Mobley, e data la straordinaria interpretazione e misteriosa fisicità nel BLP1568, questo è un disco perfetto per scoprire un affascinante nuovo mondo, un mondo che vi offrirà grandi esperienze musicali ad una frazione del costo delle edizioni stereo.

Per concludere, lasciate che vi racconti un breve episodio che è capitato durante la dimostrazione sul mono da noi tenuta al Top Audio 2004. Come ho menzionato più sopra, avevamo installato un impianto mono. Fino all'inizio degli anni ?60, molte registrazioni stereo venivano effettuate sia in mono che in stereo con due set-up microfonici distinti, uno per lo stereo e l'altro per il mono: dunque, si ottenevano due bilanciamenti di ripresa completamente differenti. Avevamo la ristampa mono Blue Note di Somethin' Else rimasterizzata da Classic Records ed io possedevo una copia originale della versione stereo (BST1595). Avevamo due impianti a disposizione, uno stereo e uno mono. L'impianto stereo comprendeva un giradischi Verdier equipaggiato con due bracci identici sui quali erano stati montati rispettivamente un fonorivelatore mono Denon DL102 ed una moving coil stereo. Hobson faceva la dimostrazione ed io traducevo. Prima abbiamo ascoltato l'edizione mono di Somethin' Else sull'impianto stereo, immediatamente seguita dall'edizione stereo riprodotta sempre attraverso l'impianto hi-fi stereo con due diffusori. TUTTI hanno preferito l'edizione mono. Non ho sentito alcuna parola di dissenso da parte di uno dei quattromila e più spettatori che hanno assistito alla dimostrazione! Poi abbiamo riprodotto l'edizione mono su un vero impianto mono ad un solo canale, con un diffusore a tromba messo a disposizione da Nonsolomusica. Hobson mi ha detto che non aveva mai sentito niente del genere. E' andato in fondo alla nostra sala di più di centosessanta metri quadri e si è seduto in silenzio. Alcune persone sono venute a sentire la dimostrazione quattro o cinque volte, tanto la gradivano.

Vedete, molti audiofili si prendono gioco delle registrazioni mono. E' perché sono ignoranti. Negli anni '50, per esempio, la Decca registrava quasi tutto con due set-up microfonici perché anche dopo il 1958, quando i primi dischi stereo hanno fatto la loro comparsa sul mercato, le stampe mono erano la norma e per i primi cinque anni dell'era della stereofonia il volume di vendita della maggior parte delle edizioni mono degli LP superava ancora quello delle corrispondenti versioni stereo (infatti, dischi mono vennero pubblicati dalle major fino alla fine degli anni '60). Gli audiofili pagano una fortuna per le registrazioni Decca stereo originali, ma vi dico che la maggior parte delle loro versioni mono suonano in genere molto meglio! E costano una miseria sul mercato dell'usato!

Dunque, anche se le registrazioni mono hanno le loro limitazioni intrinseche - e queste esistono veramente - non mettetemi in bocca cose che non ho detto, dicendo che io affermo che le registrazioni mono sono le migliori in assoluto. Molti di loro suonano decisamente male, ma la créme de la créme lascerà senza fiato. Siate avventurosi, vi troverete di fronte un intero nuovo mondo ed Audiophile Sound non trascurerà questo segmento del mercato. Perchè non dovremmo, se una azienda di prestigio quale Classic Records continua a produrre veri mono. Non solo questo, il mercato dell'usato è pieno di dischi mono che aspettano solo di essere recuperati a poco prezzo da audiofili che non temono di provare nuove esperienze.

Pierre Bolduc

Dove trovare registrazioni mono online:

Altrimenti nei seguenti negozi:

  • Crystal Music Gallery, Parma
  • Altra Musica, Mestre
  • Errebi, Treviso
  • Doppia Traccia, Alessandria
  • Audio Graffiti, Pandino (CR)
  • Auditorium di Carlo Rossi, Porto S.Giorgio (AP)
  • Hardware and Software, Napoli
  • Audio Project, Catania
  • Gong Dischi, Pescara
  • Sound Center, Brescia
  • Dimensione HiFi, Roma
  • Angelucci Hi-Fi, Castel Frenano (CH)
  • Alta Fedeltà, Cesena
  • Pick-Up, Somma Lombardo (VA)
  • Domus Audia, Palermo
  • Alchimie Musicali, Roma
  • Cultmusic, Foggia
  • Sound Machine, Milano

 

Arrivederci fra sette giorni con nuove proposte in esclusiva su AudioFileMusic.com

 

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