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Mercoledì, 01 Novembre 2006 11:12

Mitty Collier, Shades of a Genius.

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MITTY COLLIER. SHADES OF A GENIUS.

LP 180g Speakers Corner LPS-1492.

Registrazione analogica stereo da studio, TerMar Recording Studio, Chicago. Prod: R. Davis; Eng. R. Malo.


giudizio artistico: ECCEZIONALE

Cantante ed interprete di grandissimo livello, Mitty Collier. Credo che la Speaker’s Corner abbia fatto veramente bene a recuperare questo prezioso album di soul e blues, non solo per la qualità del suo suono.

La Collier intepreta in modo sublime alcuni successi di Ray Charles (è lui il ‘genius’ a cui accenna il titolo dell'album), ma anche brani dello stesso filone firmati da altri grandi nomi. Segnalo, tra questi, una splendida versione di My Babe di Willie Dixon. Lo stile di Collier riciama per molti aspetti proprio quello di Ray Charles, ma con molti spunti originali e un'intensità espressiva che forse neanche il Maestro

poteva vantare. Intensità che spinge alle lacrime nei brani più malinconici (come la spendidta Drown in my Own Tears) o che solleva il cuore e diverte in quelli più leggeri (Hallelujah, I Love Him So e Ain't That Love).

La voce è potente e vibrante, profonda ma, a bisogno, squillante, in una parola: perfettamente adatta a questo genere musicale. Tante giovani cantanti americane dei giorni nostri avrebbero molto da imparare da questo disco. Imperdibile.

Marco Manunta


giudizio tecnico: SUFFICIENTE- BUONO [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol1BlackSmall.gif[/img] [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol2BlackSmall.gif[/img] [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol3BlackSmall.gif[/img] [img]http://forum.audiophilesound.it/images/Symbol4BlackSmall.gif[/img] 3 2 2 3

Per essere una registrazione di musica leggera degli anni Sessanta non si può pretendere di più. La Speaker’s Corner ha preservato il suono originale eliminando, per quanto possibile, le pecche dei trasferimenti commerciali dell'epoca. Abbiamo dunque un suono abbastanza aperto, dinamico (ma senza far gridare al miracolo) e, tutto sommato, piacevole. Ma i limiti del master sono evidenti: la gamma

bassa è confusa e poco estesa, l'estremo superiore duretto. Più in vista la gamma media, cosa che contribuisce ad un certo appiattimento della scena. Molto in evidenza la voce, dunque, ma probabilmente è una cosa voluta dall'ingegnere del suono. Abbastanza buoni dettaglio e risoluzione, anche se mancano

molte informazioni a basso livello che aiuterebbero a ricreare un soundstage più realistico. Nel complesso un disco non spiacevole da ascoltare, con una bellissima voce in evidenza ma con alcuni, udibili limiti.

Marco Manunta

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