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Venerdì, 16 Novembre 2007 11:53

MINA: TUTTO MINA.

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CD Warner 5051011-5938-2.

ADD. Stereo. Studio recording. 1962-1967.

Master: Pietro Caramelli.

www.warnermusic.it


giudizio artistico: OTTIMO

Così come per gli altri volumi di questa collana edita dalla Warner, si tratta anche questa di una doppia compilation dedicata ad un pubblico vasto, piuttosto che di uno composto da collezionisti o audiophili. In particolare, questo volume dedicato a Mina ripercorre le origini della Pantera di Goro, concentrandosi sui singoli degli anni sessanta, ovvero quelli che la consegnarono alla storia della musica nazionale. Riascoltandoli tutti assieme, questa volta in una track list piuttosto filologica, si riesce a cogliere lo spirito innovativo che li attraversava. A colpirci non è soltanto la voce straordinaria di Mina, ma anche gli strani arrangiamenti beat e lounge, eversivi ed espressionisti, ricchi di humour e follie esecutive. Dopo aver ascoltato questi stessi brani straziati da miriadi di cantanti jazz o presunte tali, al proprio debutto, poter riascoltare le versioni originali mi è parso un autentico sollievo. Si assiste spesso, da parte dei jazzisti, ad un tentativo di appropriarsi del repertorio delle origini di Mina in chiave jazz. In realtà, i brani originali avevano diverse direzioni ed una freschezza nella scrittura e nell'esecuzioni, che ancora adesso ci colpisce per la lungimiranza. Questa compilation assolve quindi un ruolo fondamentale, per chi ancora non conosce bene il repertorio di Mina.

Simone Bardazzi


giudizio tecnico: BUONO

DINAMICA: 3

EQUILIBRIO TONALE : 3

PALCOSCENICO SONORO: 3

DETTAGLIO: 3

Peccato che i lavori originali di Mina non siano mai stati oggetto di una reale opera di remastering, che riportasse alla luce tutta l'abilità dei tecnici che produssero questi piccoli gioielli. Si tratta di affreschi musicali di un'Italia sonora, laboriosa, non perfettamente consapevole dei mezzi tecnici internazionali, ma capace di colmare con idee geniali i gap tecnologici. Questi singoli furono incisi nei migliori studi del tempo, anche se la loro qualità non è comparabile con le produzioni coeve americani, inglesi e persino francesi. Tuttavia, alcuni piccoli accorgimenti nell'uso dei microfoni e negli arrangiamenti rende queste canzoni speciali e affascinanti. Uno dei leit motiv delle registrazioni di Mina è l'impiego talvolta sfacciato dei riverberi plate. Si trattava di gigantesche camere di eco costruite con molle e foglie di acciaio in grado di simulare, rozzamente, un ambiente. L'uso sulla voce, caratteristico degli anni sessanta della musica italiana, credo ci sia ormai entrato nelle orecchie e nel sangue, tanto da costituire per alcuni una memoria storica. Questa compilazione non aggiunge nulla sul piano tecnico rispetto a quanto conoscevamo già e sono certo che questi brani possiedono ancora un potenziale audio inesplorato.

Simone Bardazzi

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