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Venerdì, 21 Dicembre 2007 11:34

RITA MARCOTULLI. ANDY SHEPPARD.

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RITA MARCOTULLI. ANDY SHEPPARD. ON THE EDGE OF A PERFECT MOMENT.

CD Incipit Records INC 101. DDD. Stereo. Studio recording. Studio Elettra. Prod: Pasquale Minieri. Eng: Carlo Amato, Pasquale Minieri.

www.egeamusic.com


giudizio artistico: ECCEZIONALE

Incontro provvidenziale, ma non casuale, questo fra il sassofonista inglese Andy Sheppard e la migliore pianista jazz del nostro paese: Rita Marcotulli. Sheppard figurava, infatti, tra i protagonisti dell'ultimo album della Marcotulli, Koiné, e proprio da quel disco sembra prendere le mosse quest'incisione, che ci restituisce al meglio i due artisti in tutta la loro completezza artistica. Ci sono ben pochi musicisti di jazz in Europa in grado di poter rileggere un brano dei Pink Floyd come Us and them senza risultare ridicoli o ingessati. Sheppard e la Marcotulli possono farlo e riuscire nella delicata impresa di creare un piccolo gioiello, che varrebbe da solo l'acquisto di questo lavoro. Pur trattandosi dell'album di due grandi solisti, non ci troviamo di fronte ad una parata d'inutili estetismi e prove muscolari. Troviamo, invece, toccanti momenti di lirismo dove Sheppard e la Marcotulli si avventurano in delicate architetture sonore. Si tratta, quindi, di un disco complesso, intimista, soave e destinato ad un ascolto attento, ma non privo di partecipazione emotiva.

Simone Bardazzi


giudizio tecnico: ECCEZIONALE

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

Della produzione di questo disco, si apprezza la scelta di un profilo d'ascolto che non consente distrazioni agli ascoltatori. Non vi è la ricerca esasperante del dettaglio a tutti i costi, e neppure la ricerca di sonorità hi end, ma un corretto rapporto fra dinamica e soundstage. Un equilibrio ottimale di cui beneficia tutto il disco, giovando all'intelligibilità delle sfumature esecutive, così come al bilanciamento tonale. Minieri, esperto di registrazioni jazz, sembra aver saputo concentrare il suo lavoro nel portare fuori le emozioni attraverso la qualità cristallina del suono. Il pianoforte della Marcotulli spicca per il suo corretto rapporto di equilibrio fra note acute e gravi, completato da un suono rotondo e delicato. Il sax di Sheppard si distingue, invece, per essere ruvido e ricco di asperità. L'incontro fra i due strumenti è ben realizzato e da luogo ad un sound complessivo di eccellente fattura. Forse, l'album non risulta avvolgente e naturale come ci si aspetterebbe, ma leggermente freddo, talvolta persino schematico, seppure ugualmente in grado di suscitare interesse e compiacimento.

Simone Bardazzi

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