Stampa questa pagina
Venerdì, 18 Gennaio 2008 12:44

STEFANO BOLLANI: MA L’AMORE NO

Vota questo articolo
(0 Voti)

STEFANO BOLLANI: MA L’AMORE NO.

CD Venus Records TKCV-35333

DDD. Stereo. Studio recording. The House Recording Studio, Roma, 27-28 gennaio 2004

Prod. Tetsuo Hara

Eng. Simone Ciammarughi

Master Shji Kitamura & Tetsuo Hara (Venus 24bit Hype Magnum Sound)

Giudizio artistico: ECCEZIONALE

Stefano Bollani fa tutto, suona tutto, canta tutto e lo si vede dappertutto, tanto da farci sospettare che abbia un fratello gemello, altrettanto bravo, altrettanto geniale e altrettanto simpatico. In questo caso canta e lo fa bene, come al solito, scegliendo un repertorio inconsueto fatto di brani ‘pescati’ dalla tradizione leggera italiana. Spesso si tratta di canzoni che ho sempre giudicato di pessima qualità (senza offesa per nessuno): Boccuccia di Rosa, Una lacrima sul viso di Bobby Solo, Non ho l’età per amarti di Nilla Pizzi o Sono contento di Britti. Si tratta di un songbook che in mano ad altri mi avrebbe fatto sudare freddo e maledire il nostro direttore, per avermi mandato un simile Cd. E invece no. Bollani con la sua voce appena roca, lievemente nasale, talvolta alla Tenco sembra dare un senso a parole ormai svuotate di ogni significato, fra fiori sanremesi e passaggi televisivi. E’ così che attraverso il drumming straordinariamente ispirato di Walter Paoli, il contrabbasso dolcissimo di Ares Tavolazzi, il pianoforte e la voce dello stesso Bollani ho capito che senso possa avere una lacrima sul viso, che finalmente mi ha detto davvero molte cose, così come prometteva Bobby Solo. Consigliato di cuore, ma peccato per le note di copertina…sono in giapponese!


Giudizio tecnico: ECCEZIONALE

Il sound di quest’album è una delizia per i palati audiophili, che non dovrebbero farselo sfuggire. Sin dalle prime note si percepisce di trovarsi di fronte ad una produzione di livello superiore. La registrazione è di eccellente fattura e la post produzione rasenta la perfezione. In questo momento, Tetsuo Hara, mentore della nipponica Venus, è probabilmente uno dei migliori specialisti di mastering al mondo. Dategli una buona registrazione e rimarrete stupiti di cosa quest’uomo riesce a fare. Non avete idea della voglia che avrei di confrontare il rough mix di quest’album e il post master per capire come e dove Hara è intervenuto. Si potrebbe parlare del sistema hardware – software che egli impiega, sicuramente avveniristico, ma risultati di questo livello si ottengono solo attraverso le orecchie. Mi dispiace, non ci sono trucchetti o plug in miracolosi! La registrazione di base, naturalmente, è stata realizzata con grande cura, perché i miracoli non sono di questo mondo. E così, occorre anche parlare di Simone Ciammarughi e dei piccoli, ma efficienti House Recording Studio, capaci di sfornare registrazioni eccellenti e competitive sul mercato internazionale. Perfetto il posizionamento dei microfoni, garanzia di un buon dettaglio e un soundstage corretto, perfetta anche la scelta timbrica di base, capace di offrire uno spettro di frequenze molto vasto, tanto da far balzare sulla sedia chi sa apprezzare produzioni tanto raffinate.

Panorama stereofonico: 5

Equilibrio tonale: 5

Dinamica: 5

Dettaglio: 5

Simone Bardazzi