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Venerdì, 21 Dicembre 2007 11:27

BEETHOVEN. TRIPLO CONCERTO.

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LP Clearaudio DG SLPEM 136 236. LP 180gr.

Geza Andà, Pierre Fourner, Wolfgang Schneiderhan, Radio-Sinfonie- Orchester Berlin . Ferenc Fricsay

Studio. Stereo. Berlin. Circa fine '60, primi '70) Prod: O. Gerdes. Eng: G. Hermanns/W. Wolf. H. Hirsch. Eng: G. Hermanns.

www.audioreference.it

www.soundandmusic.comù


giudizio artistico: BUONO-OTTIMO

Questa è una versione molto competente, con un'esecuzione deliziosa, specialmente da parte del violoncellista francese Pierre Fournier. Fricsay sceglie un approccio più classico, evitando l'approccio eccessivamente romantico di Karajan nella sua nuova versione classica EMI con Oistrakh, Rostropovich e Sviatoslav Richter come solisti. Il movimento lento fluisce gradevolmente, ma il terzo manca di impulso e anche, allo stesso modo, l'inizio del movimento di

apertura: sentite di volervi alzare ad aumentare la velocità del giradischi! Ascoltate cosa fanno Karajan ed i suoi straordinari solisti in entrambi i movimenti esterni per capire cos'è una grande esecuzione. Sul disco EMI si sente individualità in ogni frase, ciascuna delle voci si erge contro ciascun'altra, con Karajan che spinge l'esecuzione e da un senso di unità che non trovo proprio nella versione di Fricsay. Il disco EMI può essere acquistato per poco su Internet; è anche ben registrato. Un aneddoto per concludere. Questa spinta verso l'autonomia espressiva portò ad una lite durante le prove. Oistrakh e Rostropovich si accusarono a vicenda di suonare troppo forte. Karajan andò via e tornò nel pomeriggio, quando i due avevano sistemato la disputa da soli! Ed il loro carattere emerge

anche dalla loro esecuzione.

Pierre Bolduc


giudizio tecnico: BUONO-OTTIMO

DINAMICA: 2/3

EQUILIBRIO TONALE : 4

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 4

Al confronto con la Sesta di Beethoven con Böhm, pure recensita in questo numero, questa registrazione è più compressa, anche se la ristampa Clearaudio ha un po' più di punch dell'edizione originale. Gli archi gravi non scendono molto in basso, ma sono gradevolmente dettagliati ed il trio di solisti è ben bilanciato rispetto all'orchestra e al proprio interno. Una bella DG d'annata che non

suona artificiale come le tante che sono state prodotte tra gli anni '70 e gli anni '80. La ristampa ha un po' più di estensione ma non ho trovato differenze abbaglianti tra l'originale e la ristampa come esistono tra la ristampa della Sesta Sinfonia di Beethoven e l'originale DG dello stesso lavoro.

Pierre Bolduc

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