Direttive europee per la Pivacy Online

Questo sito WEB usa cookie per gestire l'autenticazione, la navigazione e altre funzionalità, anche di terze parti. Usufruendo del sito, acconsentite che questo tipo di informazioni vengano raccolte e memorizzate sul vostro dispositivo.

Leggi i riferimenti normativi europei sulla privacy online

Avete rifiutato l'utilizzo dei cookies. La vostra scelta può essere modificata in ogni momento.

Avete acconsentito all'utilizzo di cookies. Potete comunque modificare questa impostazione in ogni momento.

Venerdì, 14 Marzo 2008 12:51

COPLAND : APPALACHIAN SPRING-BILLY THE KID.

Vota questo articolo
(0 Voti)

COPLAND. APPALACHIAN

SPRING. BILLY THE KID.

LP 180gr Speakers Corner/Mercury SR90246.

London Symphony Orchestra. Antal Dorati.

Stereo. Watford Town Hall, London. 1958.

Prod: H. Lawrence. Eng: C.R. Fine e R. Eberenz

www.soundandmusic.com


giudizio artistico: ECCEZIONALE

Questo è uno dei miglior balletti scritti nel ventesimo secolo. Scritto tra il 1943 ed il 1944, il disco qui recensito offre la versione orchestrale del balletto pubblicata nel 1945. Non è esattamente un poema tonale come il Don Juan o il Don Chisciotte di Richard Strauss; il lavoro è piuttosto un'esplorazione narrativa del Sogno Americano. Il balletto dipinge le vite di una coppia di pionieri di fresche nozze nella Pennsylvania del XIX secolo. Le note di apertura vi portano dritti in quelle fattorie che non sembrano avere confini, il pensiero fisso dei pionieri concentrato su una distesa di terra che pare dire loro che tutto è possibile, basta volerlo. Segue una serie di episodi che descrivono, tra le altre cose, la costruzione di una casa, un sermone, una festa e le riflessioni della coppia sul futuro. Il tutto si svolge in un'atmosfera di speranza e positività così tipica della mentalità americana. Lo spartito è pervaso di quell'ottimismo che è alla base del dinamismo americano. Lo spartito è pieno di temi deliziosamente ossessionanti, così come di motivi che assocerete immediatamente ai film western. La musica non scade mai nel banale. Normalmente non si assocerebbe un direttore ungherese a questo tipo di musica, ma Dorati riesce comunque a trasmettere bene l'idioma americano, offrendoci archi veramente ispirati e ritmi serrati, che fanno agitare e, quando necessario, galoppare la musica. La stessa intuizione interpretativa caratterizza la lettura di Billy the Kid, un altro balletto ambientato nell'America del diciannovesimo secolo. Il protagonista è William Bonney, un fuorilegge con un fascino romantico la cui fama è in parte dovuta al fatto di aver ucciso un uomo per ciascuno dei suoi 21 anni e per essere stato un famoso rapinatore di banche. Lo spartito apre con una di queste umorali descrizioni delle praterie americane simile alle pagine di apertura di Appalachian Spring, seguita da una figura a due note negli archi gravi che diventa man mano più intensa - fino al triplo forte (grande musica da ascoltare se il vostro amplificatore riesce a creare un crescendo convincente per gli archi gravi - a suggerire il duro lavoro fatto dai pionieri. Presto la musica passa dalla campagna alla città e alla sua affaccendata attività. Di nuovo, la musica è imbevuta del dinamismo e dell'ottimismo dei cittadini, unito alla violenza che li accompagna. Sono quindi presentati vari episodi della carriera di Billy, da un gioco di carte notturno ad uno scontro a fuoco (grandi colpi sulle percussioni, il suono della sparatoria rappresentato dal rullante e dalla grancassa), alla musica che rappresenta la cattura e la morte di Billy in un solenne epilogo per archi, armonica e fiati. Grande musica per audiofili, la sparatoria è affascinante ed i temi/motivi dei cowboy facilmente riconoscibili. La disciplinata London Symphony Orchestra di Dorati offre archi meravigliosamente evocativi nelle ultime battute ed un netto, violento dettaglio quando lo spartito lo richiede. Pierre Bolduc


giudizio tecnico:

(Appalachian): OTTIMO-ECCEZIONALE

(Billy): OTTIMO

Questo è un Mercury meglio suonante rispetto all'LP di Respighi (recensito in questo numero): ha bassi più profondi, una maggiore gamma dinamica ed è meglio focalizzato sugli archi bassi e nel reparto degli ottoni. Non è altrettanto notevole o olografico di, diciamo, L'Uccello di Fuoco, ma la sala di registrazione Watford Town Hall garantisce un soundstage molto solido in cui ogni sezione è nelle giuste proporzioni con ciascuna altra, compresa quella dei grandi strumenti a percussione che, per quanto forte possano produrre i loro colpi, non invadono mai il soundstage in modo innaturale. Appalachian Spring ha un po' più di corpo di Billy the Kid. Una nota finale. Anche se la copertina mostra il logo delle pellicole da 35mm sia sull'SACD della Mercury che sull'LP della Speaker’s Corner, la fonte non è una pellicola da 35mm ma un nastro a tre tracce da mezzo pollice utilizzato sia per il layer a tre canali della riedizione sa SACD sia per il mix-down su due tracce dello stesso nastro a tre tracce per l'edizione su vinile e il layer a due tracce dell’edizione SACD. Questo mi è stato confermato da Kay Seeman della Speaker’s Corner, che ha detto che il mix-down a due tracce era proprio quello fatto da Robert C.Fine in persona, l'ingegnere capo della Mercury. Non è stato fatto alcuni nuovo mix-down dal master originale a tre tracce per l'edizione su LP. In altre parole, ciò che sentite sul layer CD dell'SACD è lo stesso mix-down usato per la rimasterizzazione Speaker’s Corner su vinile. La cosa vale per tutti i Mercury rimasterizzati dalla Speakers Corner. Stranamente, il layer CD dell'SACD prodotto dalla Philips, che oggi possiede l'etichetta Mercury, ha usato la stessa rimasterizzazione che la moglie di Fine, Wilma Cozart Fine, fece 16 anni fa quando vennero presentati i primi CD Mercury; il layer tre canali ad alta risoluzione ed il mixdown a due canali, sempre ad alta risoluzione, vennero prodotti da una rimasterizzazione DSD (1 bit) dei nastri originali. E questi ultimi trasferimenti ad alta risoluzione sono stati fatti a Berlino e non da Cozart Fine. L'edizione originale su CD ha il numero di catalogo 434-301-2, il nuovo SACD 470 637-2

Pierre Bolduc

Iscriviti subito per ricevere la newsletter con le ultime novità dall'editore Pierre Bolduc: basta effettuare la registrazione sul sito

Leggi tutti

Hardware

Ancora Hardware

Varie

Musica e dischi

Tutti i video

  • AS Speciale Top Audio AS Speciale Top Audio
  • AS Souvenir Edition Audiophile Sound Souvenir Edition Una lunga intervista con Pierre Bolduc…

Accesso Utente

Utilizzando questo sito si accettano integralmente le norme e le condizioni d'uso in vigore