Stampa questa pagina
Lunedì, 15 Dicembre 2008 10:22

Respighi: Gli Uccelli

Vota questo articolo
(0 Voti)

RESPIGHI. THE BIRDS. BRAZILIAN

IMPRESSIONS. LP 180g

Mercury/Speaker’s Corner SR 90153.

The London Symphony Orchestra,

Antal Dorati (dir.).

Prod: Wilma Cozart. Eng: Robert Fine.

Mastering: Willem Makkee.

giudizio artistico: OTTIMOECCEZIONALE

giudizio tecnico: OTTIMO-ECCEZIONALE

www.soundandmusic.com


Come leggerete nelle note di copertina

scritte da James Lyons per questo disco,

Respighi era un artista nostalgico che preferiva[img]http://forum.audiophilesound.it/images/toolbar/hr.gif[/img]

la musica melodica, romantica di un'era

passata alle costruzioni atonali, seriali, avanguardistiche

popolari quando queste composizioni

retro-impressionistiche vennero scritte

nel 1927. Cinque anni dopo, all'età di 53

anni, il compositore italiano si unì ad altri

compositori di simili vedute per firmare

quello che le note definiscono uno 'straordinario

manifesto' contro la nuova musica.

«... il romanticismo di ieri sarà ancora il

romanticismo di domani», insisteva il loro appassionato

proclama.

Il solo compositore del gruppo che avrebbe

raggiunto il successo era Respighi, per cui non

so che stesse a fare con tutti quei perdenti

privi di talento, ma come altri suoi successi,

i Pini di Roma e le Fontane di Roma, questi

due pezzi musicalmente descrittivi sono

melodici, emotivi e coloritamente scritti con

l'inizio baroccheggiante degli Uccelli che

sembra un tema da uno speciale di PBS. Il

coinvolgente riff melodico si sviluppa rapidamente

e risolve alla fine in modo altrettanto

netto di come termina la musica di una

qualsiasi sit-com contemporanea.

Gli uccelli appaiono nella sezione successiva,

suonata da archi, legni e ottoni in uscite

musicali riconoscibili ma opportunamente

astratte. Essi volano dentro e fuori dal notevole

intreccio musicale voluto dal compositore,

donando al pezzo bizzarria e affascinante

grandeur.

Brazilian Impressions non è assolutamente

musica brasiliana. Si tratta di un altro esercizio

evocativo con ricche melodie e notevoli

orchestrazioni, più interessato a comunicare

le impressioni ricevute da Respighi dalla

nazione Brasile che non dalla musica di quel

paese.

Questa è una favolosa registrazione del Luglio

del 1957 alla Watford Town Hall vicino a

Londra, caratterizzata da un suono spettacolarmente

naturale, trasparente e ben organizzato

- nessuna scusa serve per la data

della registrazione. Il bilanciamento tra l'orchestra

e la sala è incredibile, con un buon

mix di immediatezza e campo riverberato.

Le tessiture strumentali sono delicate e

vivide, con un fragrante bouquet armonico.

Ho una stampa originale FR 1 che suona

in modo totalmente diverso da questa

ristampa Speaker’s Corner masterizzata a

partire dall'originale mix a due tracce da

Willem Makkee presso la struttura tedesca

della Universal ad Hannover. L'originale ha

una gamma media 'valvolare', ricca e prominente

che restituisce immagini delicate, eteree

e trasparenti, la ristampa è in un certo qual

modo arretrata in gamma media, con l'accento

sui transitori di attacco e qualche

leggera trascuratezza verso il 'riempitivo'

musicale. Le mie preferenze in questo caso

vanno all'originale. Ma la ristampa suona con

una chiarezza cristallina, con transitori 'veloci'

e precisamente tratteggiati, più proni alla

chiarezza che si sentirebbe dal vivo, anche

se l'orchestra sembra suonare in uno spazio

scuro, privo di aria e dimensioni rispetto alla

stampa originale.

Per cui questo è un pacchetto con pregi

e difetti. Non voglio essere un assolutista come

alcuni recensori di ristampe e scoraggiarvi

dall'acquistarlo e cercare un buon originale

che non troverete o non potrete permettervi.

Si tratta di differenti esperienze d'ascolto,

ciascuna ha i suoi pro ed i suoi contro, anche

se lo sfondo mortalmente silenzioso della

ristampa batterà qualunque originale voi

possiate trovare.

Un album molto ricercato riportato alla vita

analogica e ben degno di essere acquistato.

E' anche un'ottima introduzione alla musica

classica.

Michael Fremer

www.musicangle.com