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Mercoledì, 26 Ottobre 2011 11:24

CHOPIN. 24 PRELUDI OP.28 N.25, OP.45 N.26 OP. POSTH

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CHOPIN. 24 PRELUDI OP.28 N.25, OP.45 N.26 OP. POSTH. LP 180gr Clearaudio/Deutsche Grammophon 2530 721. Martha Argerich, pianoforte.Stereo. Studio. 1976. Prod: R. Brock. Eng: H. Wildhagen.

www.soundandmusic.com

giudizio artistico: ECCEZIONALE

Devo immediatamente qualificare questo disco 'eccezionale'. Ci sono infiniti modi di interpretare questi Preludi, un classico della letteratura per pianoforte, e non tutti gradiranno necessariamente l'approccio demoniaco di Martha Argerich. Ecco un approccio molto appassionato, tempestoso. La musica era certamente rivoluzionaria quando è stata pubblicata e la Argerich gioca il jolly. Mentre Pollini è ultra-preciso, pulito e obiettivo, la Argerich, con la sua tecnica altrettanto brillante, si lascia andare ed il risultato è 'impulsivo'. Qualche volta l'understatement riesce a portare a galla il significato profondo di alcuni pezzi, ma se è questo che volete, beh, rivolgetevi a Rubinstein o Arrau. Eppure, l'interpretazione della Argerich è sorprendentemente agile, le note fluiscono come un torrente selvaggio e si viene semplicemente trasportati nel fluire della musica; ed allo stesso tempo lei riesce sempre ad essere precisa e trasparente. Talvolta, come nell'ultimo Preludio, ho avutol'impressione che stesse affrettando un po' troppo le note, ma che sia dovuto a Chopin o alla Argerich, non si riesce ad evitare di commuoversi per una tale interpretazione. Ricordo quando uscì questa registrazione e tutti ne parlavano. Anche allora c'erano molti nuovi virtuosi sulla scena, ma la Argerich sembrava far parte di una diversa categoria: tecnicamente brillante, si, ma con un'anima appassionata. Allora così come oggi, il suo stile è sempre fresco ed immaginifico, come quello di un brillante pianista ispirato da un pubblico particolarmente comunicativo. Comunque, se volete ascoltare un approccio più introspettivo, dimenticate le vostre credenziali audiofile, preparatevi a combattere il naturale orrore degli audiofili per il soffio ed i rumorini e comprate la performance di Alfred Cortot: egli manca parecchie note, ma l'introspezione in questi lavori è assolutamente unica. La bellezza della musica classica è che lo spartito prende vita solo grazie alle abilità interpretativa dei musicisti. La lettura di Miss Argerich è una di quelle che bisogna conoscere. Pierre Bolduc

giudizio tecnico: BUONO

DG ha sempre saputo registrare il pianoforte e questo disco non è una eccezione alla regola. Non mi riferisco al genere di immagine sonora offerta dalla Reference Recordings, ma ad un'immagine che rispetta piuttosto adeguatamente l'intera gamma di frequenze, tranne il basso profondo, che su questa registrazione non esiste; ma d'altronde non esiste neanche nella maggior parte delle registrazioni analogiche del periodo. A confronto con, diciamo, i Quadri ad un'Esposizione DG di Pogorelich, non ha né l'estensione né i variati colori timbrici di quest'ultimo disco, ma la pirotecnica della Argerich emerge bene e la registrazione è generalmente ben bilanciata, senza grandi difetti. Pierre Bolduc

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