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Domenica, 29 Ottobre 2006 12:11

The Who. My generation.

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THE WHO. MY GENERATION.

LP Classic Records LAT 8616. LP 200g.

AAA. Mono. Registrazione da studio. 1965 2004.


giudizio artistico: ECCEZIONALE

Lo so, il giudizio espresso per questo disco potrebbe sembrare un vero e proprio abuso, ma non mi sento di dare di meno all'album di esordio di uno dei gruppi seminali del rock di protesta inglese, quegli Who dichiarati dai loro stessi produttori ‘ingestibili’ per l’incredibile contenuto di rabbia e di spirito di ribellione che caratterizzava non solo i loro testi, ma anche qualunque loro uscita, che si trattasse di una session di registrazione, di un promo presso la BBC o di un concerto.

Eppure, era proprio questo che piaceva tanto ai giovani di allora: che qualcuno dicesse quello che loro pensavano della società in cui vivevano e della generazione dei loro genitori, ma soprattutto nel modo che loro stessi prediligevano: spaccando tutto.

Musicalmente parlando, il disco non dice niente di più di quanto poteva dire l’album di esordio degli Stones o di altri gruppi del periodo: una hit song (in questo caso la title track) e poi tanti altri brani da due-tre minuti (ottimi per essere trasmessi alla radio) in salsa blues o, al più, leggermente soul.

Ciò che caratterizza My Generation è la furia di Keith Moon alla batteria, che riempie di ritmo anche i brani più sonnacchiosi, e la chitarra di Townshend.

Fa una certa tenerezza vedere le foto dei quattro ragazzini con le zazzere a carciofo, e realizzare che due di loro (Moon ed Entwistle) sono passati a miglior vita ed un terzo (Townshend) dopo numerosi progetti solisti di alterna fortuna, è finito agli onori della cronaca per pesanti accuse di pedofilia. Come passa il tempo!

Eppure, ascoltate la title track e provate a non convincervi che ciò che declama il testo non è proprio quello che pensavate voi quando avevate sedici anni!

Marco Manunta


giudizio tecnico: SUFFICIENTE

[ASGiudizioRecensioni 3 2/3 1 2]

Non ho ben chiaro il motivo per cui la Classic Records abbia scelto il master mono per la riedizione di questo disco, ma posso immaginarlo.

Posseggo infatti la ristampa Brunswick su vinile da 150g della versione stereo del master, e devo ammettere che la timbrica è decisamente peggiore, con una gamma media molto in evidenza ed una gamma alta devastata dalla distorsione.

In questo caso, invece, ci troviamo di fronte ad una timbrica più sana, anche se poco estesa agli estremi, ma con un soundstage praticamente inesistente. E non parlo del collassamento dell’immagine tipico dei dischi mono, perché sappiamo bene che le buone registrazioni mono possono ricreare una stratificazione in profondità superiore a quella di qualunque master stereo.

Qui proprio siamo di fronte ad una registrazione di bassa qualità.

Consigliato solo agli appassionati degli Who.

Marco Manunta

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