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Giovedì, 22 Febbraio 2007 11:51

EDEN ATWOOD

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EDEN ATWOOD.

THIS IS ALWAYS - THE BALLAD SESSION.

2 LP 45 rpm. Groove Note GRV 1022-1. 2 LP180 g. DAA. Stereo.

Registrazione da studio.


giudizio artistico: OTTIMO

C¡¯¨¨ sempre bisogno di chi riesce, magari con la sola propria voce, a predisporci di buon animo. Ed ¨¨ esattamente questo che accade ascoltando le ballate da Eden Atwood. Io non conoscevo la voce della bella Eden, ¨¨ stata una piacevole scoperta. Innanzitutto il timbro: la Atwood non ha un timbro cristallino quasi metallico, come quello di Jacintha ma ne possiede l¡¯estensione; non ha la potenza vocale di Aretha Franklin ma ne possiede il feeling, non ha lo straziante carisma di Billie Holiday ma ne ricalca perfettamente le orme stilistiche. La sua voce ha un tono perlaceo, ed ha della filigrana, ¨¨ calda e sfumata, molto umana e particolarmente attraente, non posso descriverla a parole, bisogna proprio ascoltarla. Ma se dovessi proprio trovarle una somiglianza con qualche altra vocalista direi: Dusty Springfield, senza dubbio! La sua tecnica di canto appare semplice perch¨¦ ¡®semplice¡¯ appare il repertorio che ella interpreta, tranne in qualche momento.

La preparazione artistica della cantante si palesa in tutta la sua profondit¨¤ in brani come Without a Song dove l¡¯intonazione ¨¨ tutto (altrimenti come in quasi tutti i casi si finisce per urlare e/o andare fuori tonalit¨¤) oppure in Blame It On My Youth dove Eden d¨¤ prova delle sue grandi capacit¨¤ cantando senza musica, duettando solo con il contabbasso. Questo album ¨¨ incentrato sul canto di Eden, ¨¨ la personalit¨¤ di Eden a fare l¡¯album!

Ma la gradevolezza di questa opera consiste anche nell¡¯aver adottato i giusti arrangiamenti: grande atmosfera e coinvolgimento, nessun cedimento sul fronte della sdolcinatezza ma espressiva essenzialit¨¤ nell'ambito della musica jazz. Si, la musica ¨¨ sobria, elegante, raffinata, ammaliante ma assolutamente e puramente jazz alle prese con i suoi migliori standard. Sicuramente ¨¨ un buon modo per cominciare ad ascoltare il jazz o per prendersi una pausa della massima qualit¨¤ dalle furie bellicose di certi bopper. I musicisti di Eden, infine, svolgono egregiamente il compito loro assegnato. Spicca su tutti, per ovvie ¡®esigenze di copione¡¯, il fuori classe della tromba e del flicorno Tom Harrell, il quale aggiunge il suo personale tocco di magia all¡¯intera opera non senza qualche colpo di genialit¨¤!

Ecco un disco jazz adatto a tutti coloro che amano questa musica ed anche per coloro che vorrebbero cominciare ad ascoltarla o che semplicemente non vogliono sbagliare acquisto. Consigliato!

Antonio Scanferlato


giudizio tecnico: OTTIMO

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 4

PALCOSCENICO SONORO: 3

DETTAGLIO: 4

Fin troppo facile valutare la grande qualit¨¤ di questo prodotto Groove Note. L¡¯album contiene ben due long playing in vinile vergine dal peso di 180 grammi ognuno, ma non basta, essi devono ruotare a 45 giri! Cosa significa questo? Presto detto: diminuzione del rumore superficiale, aumento della gamma dinamica, maggiore estensione della banda passante, aumento della definizione. Poi il senso di naturalezza, di calore e rilassatezza che contraddistingue il marchio di Singapore fa il resto. Viene spontaneo soffermarsi anche sul senso di realismo delle voci o degli strumenti che stiamo ascoltando ma ¨¨ nella musica nel suo insieme che vive il segreto di questa Ballad Session.

Il tipo di ripresa infatti permette di tenere tutto sott¡¯¡­ orecchio senza mai lasciarsi distrarre dal prevalere di qualche strumento su un altro. Solo la voce ¨¨ perfettamente immortalata e caratterizzata. Dunque, come mi aspettavo, la dinamica ¨¨ eccellente! L¡¯equilibrio tonale ¨¨ semplicemente esemplare per correttezza, solo un lieve filo di calore va ad avvolgere ogni suono ma senza nulla togliere alla trasparenza del messaggio sonoro. Il palcoscenico virtuale ¨¨ particolare: tutto sembra svolgersi al centro della scena, con gli strumenti ben delineati e precisi, ma di poco distanti l¡¯uno dall¡¯altro sul piano orizzontale e cos¨¬ anche per la profondit¨¤. Dal momento che questa appena descritta ¨¨ una caratteristica riscontrabile anche in altre produzioni Groove Note devo arguirne che questo modus operandi sia frutto di una ben precisa scelta filosofica.

Effettivamente un trio jazz in un locale di medie dimensioni ed alla presenza di molto pubblico non permette la perfetta localizzazione del singolo strumento ma solo i suoni proveniente da diversi punti di uno preciso ma ristretto spazio. Cos¨¬ tutti i componenti la sessione sono perfettamente messi a fuoco, con una presentazione della voce che ha del miracoloso. In questo contesto il dettaglio trova collocazione assolutamente naturale.

Nel complesso una performance godibile totalmente, come piace a me, ovvero l¡¯esibizionismo sonoro cede il posto alla musica permettendo all¡¯ascoltatore di entrare direttamente nel vivo dell¡¯evento. Buon ascolto!

Antonio Scanferlato

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