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Giovedì, 01 Marzo 2007 21:05

BEN WEBSTER MEETS OSCAR PETERSON

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BEN WEBSTER MEETS OSCAR PETERSON.

LP Verve Records- Speakers Corner MG V6-8349.

Ben Webster (ten. Sax.), Oscar Peterson (piano), Ray Brown (bass), Ed Thigpen (drums).

www.soundandmusic.com


giudizio artistico: ECCEZIONALE

I due mostri sacri del jazz, protagonisti in questo album sono stilisticamente agli antipodi eppure...

eccoti un capolavoro di equilibrio, virtuosismo e musicalità. Ben Webster è considerato, insieme a Coleman Hawkins e Lester Young, uno dei migliori tre tenor sassofonisti della scena jazz in generale e del mainstream in particolare. Del resto non dobbiamo dimenticare che fu scelto da Duke Ellington nella sua orchestra, non è poco!

Il suo stile è facilmente riconoscibile dal fraseggio sempre ben pronunciato e senza esitazioni, Ben è un tipo deciso ma dai toni soft, proprio come un uomo dalla bella voce maschia ma pacata e suadente, infatti è storico il sensuale soffio alla Webster. Oscar Peterson è un prodigio del piano: velocissimo, musicale e virtuoso. Ora insieme l'uno ha educato l'altro: Ben ha assunto un medio tempo su cui profondere la sua fantasia, mentre Oscar sullo stesso tempo introduce meno note, ma più accattivanti, del suo solito. Tutto il disco è una chicca!

Sinceramente non prediligo nessun brano rispetto ad un altro ma mi incanto. Mi incanto ad ascoltare gli standards più famosi del Jazz rispettati nella loro essenza eppure con un vestito nuovo e perfettamente calzante. La grandezza di tutti e quattro questi artisti consiste nel saperti catturare e portarti sulle loro ali per tutta la durata della musica. Quando Ben soffia nel suo sax niente può distrarti, perché scopri sempre qualcosa di nuovo ed emozionante. Quando Oscar parte coi suoi assolo anche tu danzi sui suoi tasti con leggerezza ed eleganza. E che dire di Ray? Semplicemente geniale, delicato e mai uguale a se stesso. Ed poi è un metronomo vivente, scandisce lo swing con fermezza eppure con grazia. È l'università del jazz! Ed il mainstream non è spiegato tanto bene quanto da Ben ed Oscar: i migliori professori che potessimo desiderare. LP godibile e cantabile. Consiglio questa esperienza a tutti!

Antonio Scanferlato


giudizio tecnico: ECCEZIONALE

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

Ci risiamo! Come faccio a dare un voto come questo ad un disco del 1959? Cribbio, non ci dormo di notte. Vado ad ascoltarlo a casa degli amici, che non me lo vorrebbero più ridare; lo ascolto a volume basso, poi alto, in cuffia... niente da fare è proprio un disco dal suono eccezionale! È innanzitutto la vivezza, il senso realistica presenza, l'aria che si muove a convincermi. In seguito, quando ho smesso di gustare e finalmente comincio a criticare, scopro le miriadi di microinformazioni nascoste fra i solchi di questo incredibile e silenzioso Speaker's Corner.

Il dettaglio, quindi, è ai massimi livelli e così anche la microdinamica, parametri questi, decisivi per una incisione di livello realmente assoluto; perfetto l'equilibrio tonale ed i timbri sono da urlo; La dinamica è semplicemente 'live'; il palcoscenico virtuale è un piccolo capolavoro, mentre in quegli anni si registrava ancora mono, oppure si scaraventavano gli strumenti direttamente dentro le casse... In questo caso tutto è al proprio posto e soprattutto gli strumenti, pianoforte compreso, assumono dimensioni realistiche.

Le armoniche prodotte dai vari strumenti hanno il giusto peso e decadimento. I suoni sono velocissimi e pulitissimi. Nulla è concesso ad eufemismi e/o gratuite brillantezze, solo molta concretezza e matericità. Davvero un gran bel lavoro artistico e sonoro. Io lo considero irrinunciabile, praticamente un riferimento.

Antonio Scanferlato

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