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Martedì, 03 Ottobre 2006 22:47

L'impianto di Pierre Bolduc /AudiophileSound

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Come potremmo iniziare questa sezione se non inserendo proprio l'impianto che utilizzo per la redazione degli articoli che tutti i mesi leggete su Audiophile Sound?

Come per tutti i veri audiofili, il mio impianto è in continua evoluzione. In genere, non sono mai soddisfatto di ciò che possiedo – con grande contrarietà di mia moglie – e sono costantemente in comunicazione con Bè Yamamura per migliorarlo. Dato che lui è un maniaco ancora più fissato di me, ci intendiamo alla perfezione.

[left]La scelta di un impianto totalmente basato su prodotti Yamamura come riferimento per Audiophile Sound è in parte incidentale: conosco Bè da venticinque anni, da ben prima della nascita di AS, per cui è capitato che il mio impianto fosse totalmente composto da suoi apparecchi quando abbiamo lanciato AS nel 1997.

E’ stata anche una scelta deliberata. Non volevo lavorare con un impianto i cui componenti fossero prodotti da aziende di cui un giorno avremmo recensito i prodotti. Questione di conflitto di interessi. I prodotti Yamamura non sono più commercializzati e quando Bè introduce qualche miglioramento… è a mio esclusivo beneficio. In questo modo, nessun distributore può lamentarsi che stiamo usando i prodotti di un altro distributore e non i suoi.

L’impianto è completamente fatto a mano, anche gli altoparlanti utilizzati per i diffusori a tromba.[/left] [left] [/left] [left][/left]

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Abbiamo due coppie di trombe: i prototipi con le loro trombe più ‘piccole’ di 4,4m e una bocca di un metro quadro ed i Dionisio 27, con le loro enormi bocche di quasi 1,7m di lato e una lunghezza di 5,4m. Entrambi i modelli sono alti 2,4m. I più grandi Dionisio erano installati nella nostra casa in Toscana, ma di recente l’abbiamo venduta, per cui li abbiamo trasferiti nel nostro nuovo Centro di Ascolto Audiophile Sound (CAAS) a Salerno. I lavori sono in corso e faremo una presentazione sulla rivista e sul sito al momento opportuno.[/left] [left][/left]

[left]Il pre ed i finali sono bilanciati e sono dotati di un circuito in corrente a transimpedenza. Tutte le resistenze sono prodotte su specifiche di Bè da una fabbrica di forniture militari in Francia.[/left]
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Per quanto riguarda l’analogico, Bè ha costruito solo sei giradischi. [/left] [left][/left]

Si tratta di un progetto definito ‘airbearing’, cioè un piatto di 25kg sospeso su un perno ad aria. Il piatto ruota su un cuscinetto ad aria prodotto da una pompa situata in un’altra stanza. In altre parole, non esiste un perno meccanico: il piatto gira senza supporto fisico ed è in contatto solo con l’aria. Il motore è uno Studer posizionato in un blocco di carbon block (polvere di carbonio pressato, strutturalmente analogo alle barre di carbonio usate nelle centrali nucleari per controllare la velocità della reazione nucleare). Il braccio di lettura è un uni-pivot in titanio, dotato di shell portatestina separato che si muove su un asse orizzontale.

[left]Risultato: lo stilo si muove su tutti gli assi, assicurando così una eccezionale capacità di tracciamento. La testina è una delle ventidue Yamamura moving coil presenti sul mercato.[/left]
[left]Una nota riguardo ai diffusori. Il cono è fatto con una rara carta usata dai pittori giapponesi. E’ molto leggero e rigido. La struttura di base della tromba dei prototipi è di legno rivestito di sughero; il Dionisio 27 ha invece una struttura in fibra di vetro, la quale è stato coperta di strati di sughero in grani proveniente dalla Sardegna.

Non posso esprimere alcun commento sul suono, ma potete consultare un articolo sull’impianto Yamamura che è uscito sulla rivista on-line Positive-feedback (http://www.positive-feedback.com/Issue26/yamamura.htm).

Ciao a tutti da Pierre Bolduc[/left]

Letto 11213 volte Ultima modifica il Martedì, 03 Ottobre 2006 22:47

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