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Venerdì, 30 Novembre 2007 10:59

BIG ED SULLIVAN

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BIG ED SULLIVAN. 300 POUNDS OF BROOKLYN LOVE.

CD Dixie Frog DFGCD 8612. DDD. Stereo. Studio recording. Serpentine Sound.

Prod. Popa Chubby.

www.ird.it


giudizio artistico: ECCEZIONALE

Ho trovato curioso e anche intrigante che un chitarrista oversize come Popa Chubby abbia tenuto a battesimo, come produttore, l'album di un collega anch'egli oversize. Questi due signori riescono a far sembrare una chitarra elettrica nelle loro mani come un piccolo giocattolo, tanta è la loro stazza, ma credetemi sanno veramente come suonarle! Sarà che anche chi scrive ha qualche problema con la bilancia dopo i banchetti natalizi, ma la simpatia verso questi due artisti é veramente sconfinata. 300 pounds of Brooklyn Love è un grande disco di rock'n'roll, senza mezzi termini, suonato ottimamente e ben registrato. C'è tutto quello che ci si aspetterebbe di trovare: tradizione, intensità, ruvidità e tante belle chitarre. Big Ed Sullivan suona, infatti, una sorta di urban blues, appena sporcato da sonorità rockabilly. Si evince dall'ascolto dei singoli brani come i suoi riferimenti si trovino nei dischi di Slim Harpo, Albert Collins, Danny Gatton, Johnny Cash e Link Wray, ma anche che il suo stile è maturo e personale, così come la sua composizione. L'intervento di Popa Chubby nella tripla veste di produttore, bassista e suonatore di chitarra slide conferisce a tutto il disco un aspetto di spettacolarità, che non guasta affatto.

Simone Bardazzi


giudizio tecnico: ECCEZIONALE

DINAMICA: 5

EQUILIBRIO TONALE : 5

PALCOSCENICO SONORO: 5

DETTAGLIO: 5

Se amate il rock'n'roll moderno e vi piace il sound di una Fender Telecaster vintage con un bel Gibson P.A.F. al manico al posto del tradizionale single coil, quest'album potrebbe essere una vera delizia. Se poi siete dei fan di Popa Chubby e dei suoi licks con la chitarra suonata con il bottleneck, siete capitati sull'incisione giusta! Il sound di quest'album non piacerà agli audiophili più tradizionalisti, quelli – per intenderci - che amano il sound patinato dei dischi di blues della Telarc. Il profilo d'ascolto di questo disco è tutt'altra cosa, molto più realistico e ruvido, con molti dettagli che non hanno niente a che vedere con i criteri tradizionali di valutazione degli audiofili. Il soundstage è irreale e la disposizione degli strumentisti è effettuata in sede di missaggio, con la precisa volontà di rifarsi agli album dei maestri del genere. Le chitarre sono cattive, aspre, violente, ruvide e corrosive. Il loro suono è appena stemperato con il riverbero a molla degli amplificatori (credo dei Fender vintage, ma potrei sbagliarmi). Basso e batteria sono abbastanza credibili nella loro naturalezza e possiedono un suono acerbo, fin troppo privo di fronzoli. Per me si tratta di un album dal sound eccezionale, genuinamente rock'n'roll, ma presumo che molti dei nostri affezionati lettori potrebbe trovarlo perfino pessimo. Di certo, non consiglierei a nessuno di prendere questa registrazione per fare dei test audio, ma se avessi un amico che ama il blues e il rock'n'roll più acerbo non resisterei alla tentazione di fargli sapere che esiste un disco così. Ascoltatelo bene prima di comprarlo.

Simone Bardazzi

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