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Venerdì, 07 Dicembre 2007 11:29

CHRISTOPHER DELL. THE WORLD WE KNEW

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CHRISTOPHER DELL. THE WORLD WE KNEW

CD ACT9449-2. DDD. Stereo. Studio recording. Traumton Studio 22-23 maggio 2006.

Eng: Markus Mittermayer. Mastering: Klaus Schermann.

www.egeamusic.com


giudizio artistico: OTTIMO-ECCEZIONALE

Tutti conoscono Strangers in the Night, probabilmente una delle hit più popolari del secolo passato, purtroppo in pochi sanno che non fu un autore statunitense a scriverla, ma un tedesco. Fu scritta, infatti, da Bert Kaempfert (1923-1980) e non fu un episodio sporadico, dal momento che l'attività di questo compositore fu continua ed incessante. Il suo nome compare anche nella storia dei Beatles, nelle veste di talent scout ad Amburgo, e come arrangiatore per Elvis Presley. Le sue canzoni vennero interpretate da numerosi artisti, fra cui Caterina Valente e Nat King Cole. La sua carriera è quindi un valido motivo per giustificare questo omaggio che ha realizzato il vibrafonista tedesco Christopher Dell, con la complicità del chitarrista Ladi Geisler, utilizzando i brani migliori del suo songbook. Si tratta di riletture in chiave modernista, ma assolutamente rispettose delle atmosfere originali di ogni brano. Ci troviamo così di fronte ad un'autentica prova di classe per Dell e Geisler, eccellenti strumentisti ed arrangiatori, ma anche ad un album piacevole e intrigante. Le strutture originali dei brani di Kaempfert diventano in questo CD il trampolino di lancio da parte di Dell e la sua band per azzeccati sperimentalismi e raffinate rielaborazioni. Simone Bardazzi


giudizio tecnico: BUONO

DINAMICA: 2

EQUILIBRIO TONALE : 3

PALCOSCENICO SONORO: 2

DETTAGLIO: 4

Sebbene il profilo d'ascolto di questo lavoro sia riuscito ad appassionarmi, non riesco a fare a meno di notare come il vibrafono di Dell abbia un volume e una posizione nel panorama stereofonico assolutamente arbitraria. Questo farà, forse, felici gli amanti del dettaglio a tutti costi, quelli che impazziscono per i martelletti che colpiscono il vibrafono e per l'esatta radio-grafia di un'esecuzione. Personalmente, avrei preferito un soundstage più coordinato ed equilibrato, con una corretta disposizione nell'asse della profondità di ogni singolo esecutore. Trovo difficile ascoltare un sassofono che suona alle spalle di un vibrafonista e di un pianoforte che si muove dal fondo verso il primo piano, non tanto per l'esecuzione, ma per una bella spinta nel missaggio. Mi è parso quindi, che questa registrazione, pur possedendo delle ottime qualità dal punto di vista acustico, un lavoro di microfonatura ben fatto, sia uscita un po' malconcia dal missaggio, facendo precipitare dinamica e soundstage a livelli prossimi alla sufficienza. Simone Bardazzi